Parete della Cascata Tabula Connection

difficoltà: 6b / 6b obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 04/06/13

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia Forno Alpi Graie

cartografia: Alte Valli di Lanzo - Escursionista editore

accesso:
Da Forno Alpi Graie, al fondo del paese, imboccare a destra l'ottima mulattiera segnalata con il segnavia diretto al Colle della Piccola, che si mantiene sul lato sinistro idrografico della piana alluvionale dei Gabi.Attraversare il piano e salire nel vallone del Colombin, transitando sotto la parete della "California" e aggirandola a sinistra. Seguire le tracce di sentiero e salire ancora fino all'alpeggio del Colombin 1610, sovrastati dalla "Parete delle Sorprese". Di qui non seguire la traccia segnata che sale, ma reperirne un'altra debole che si abbassa verso il Rio Colombin, sovrastati dalla bella cascata. Giunti quasi alla base del contrafforte da cui precipitano le due cascate principali, quella del Rio Colombin ed un'altra, più a sinistra, guadare al meglio il torrente e portarsi al centro della parete carratterizzata da roccia il cui colore varia dal nero al grigio chiaro e da grandi strapiombi. Attaccare in corrispondenza di un evidentissimo diedro fessura (ore 1,10 da Forno Alpi Graie)

note tecniche:
Bella via, assai particolare con pochissime protezioni fisse ormai parecchio datate. Evitare di attaccare con forte vento,dopo periodi piovosi, o in primavera, quando tutta la bastionata è striata da una miriade di rigagnoli e cascatelle.

descrizione itinerario:
L1:Salire il diedro - fessura atletico e raggiungere una cornice che si attraversa per una decina di metri a destra, fino ad alcuni muretti che si superano 5b fino a una placca inclinata.
L2: traversare a sinistra la placca sotto alcuni strapiombi 6a e poi vincere un muretto difficile 6b (1 spit)uscendo sul terrazzino di sosta
L3: Scalare una diedro fessurato ad arco (6a+ con spit in uscita e raggiungere un pulpito aereo di sosta.
L4: ancora direttamente un diedro strapiombante 6b che difende una palcca più facile 4c, al vertice di un curioso tetto a prua già perfettamente riconoscibile dal basso, dove vi è la sosta. Salire la placca a destra del tetto 5b e uscire alla sommità della parete.
Discesa: si potrebbe scendere in doppia dalla S4 e da una sosta attrezzata appena a destra del diedrino strapiombante della S3, ma é decisamente sconsigliato. Dunque è meglio uscira sul Pianoro del Pian d'sout e raggiungere con leggera risalita il sentiero che riporta a Forno. Non lasciare dunque nulla alla base della parete.
Materiale: in posto ci sono solo 4 spit di passaggio più alcuni di sosta. Portare friend fino al 3 bd qualche c3 piccolo nut medio piccoli.

altre annotazioni:
La via fu aperta dal basso il 27 giugno del 1993 da A.Siri, Valeria Rudatis, Aldo Morittu e Paolo Giannattasio. Fu ripetuta due giorni dopo da M.Blatto e S.Verga che apportarono alcune varianti più dirette. La relazione si riferisce dunque all'itinerario diretto.