Codera (Val) e Val di Ratti Traversata con il Tracciolino

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 200
quota vetta/quota massima (m): 920
dislivello salita totale (m): 720

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ferruccio fei
ultima revisione: 14/05/13

località partenza: Novate Mezzola (Novate Mezzola , SO )

accesso:
Novate Mezzola si trova nella Comunità Montana della Val Chiavenna è raggiungibile con la linea ferroviaria Colico Chiavenna e in auto con la SS 36

note tecniche:
Itinerario privo di difficoltà, molto frequentato anche dalle MTB. I tratti esposti sono tutti protetti, al momento una frana ti pochi metri ha abbattuto le protezioni ma non sussiste pericolo.

descrizione itinerario:
Lasciando la stazione ferroviaria alla proria DX percorrere la statale fino ad incontrare le indicazioni per San Giorgio, pochi minuti su asfalto e si comincia a salire con una lunga serie di serpentine nel bosco che comunque lasciano libera la vista sul panorama circostante. Arrivati a San Giorgio, dove è possibile visitare il museo delle attività di una volta, si procede ulteriormente in salita fino ad un bivio che a SX porta a Codera, paese che ha rifiutato di essere collegato con strada carrozzabile, mentre a DX si incomincia il Tracciolino, cioè il sentiero e successivamente la massicciata dove correva il piccolo trenino che serviva per trasportare il materiale per la costruzione della diga Val Codera. Si alternano gallerie a tratti molto panoramici sul Lago di Novate, il Pian di Spagna e sul Legnone. Superata una lunga galleria illuminata sbuchiamo in Val di Ratti, i binari si dividono e a DX si arriva ad un punto panoramico. Ci inoltriamo nella valle fino ad arrivare alla diga.
Ritorniamo brevemente sui nostri passi e lasciata la deviazione per il rifugio scendiamo attraverso boschi con alberi secolari seguendo le indicazioni per Verceia, il sentiero taglia la strada asfaltata diverse volte giunge infine a Verceia concludendo così il giro.

altre annotazioni:
Esempio eclatante della aspra vita degli abitanti di queste valli. Il duro e pericoloso lavoro nelle cave di granito, la silicosi che colpiva inesorabilmente, il dover emigrare stagionalmente nella vicina Svizzera e l'arrotondare il misero salario con il contrabbando sono scritti sulle pietre che incontriamo camminando, l'attaccamento al proprio territorio come un non voler mancare di rispetto a quelle famiglie che nei secoli passati hanno popolato e mantenute vive queste valli con grandi sforzi e sacrifici.