Dones (Dito di ) Via Lunga

L'itinerario

difficoltà: 6a / 5c obbl / A0
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 950
sviluppo arrampicata (m): 170
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Da84
ultima revisione: 15/04/13

località partenza: Ballabio (Ballabio , LC )

bibliografia: Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001 Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998

accesso:
Da Lecco salire a Ballabio (indicazioni Valsassina) dove, al rondò all’uscita dell’ultima galleria, si segue per i Piani dei Resinelli fino al piccolo parcheggio presso il ponticello sul torrente Grigna (altro parcheggio a sx, qualche centinaio di metri prima). Tornare indietro a piedi, imboccare un breve viottolo asfaltato dietro la “Trattoria Alleluia” e salire per il sentiero n.62 al prato della Cascina Piazza. Salire ora per il sentiero di dx (n.64), che poi traversa fino ad un ometto alla base del DITO: Via Lunga. 30 minuti.

note tecniche:
Lungo il sentiero si incontra un cartello di divieto di accesso alla zona causa frana caduta dal colletto dello Zucco di Teral.

Periodo migliore: Tutto l'anno a parte i mesi più freddi: alcuni tiri di corda sono esposti a Nord. Evitare anche i periodi piovosi poichè la roccia asciuga molto lentamente.



descrizione itinerario:
Attrezzatura: via ben attrezzata a spit, tranne nei tratti facili di collegamento. Soste attrezzate su due spit e anello di calata. Eventualmente utili qualche friend medio/piccolo e qualche cordino per spuntoni/clessidre.

1° TIRO:
Risalire direttamente la bella placchetta obliquando verso destra. In corrispondenza di un breve strapiombino piegare a sinistra sfruttando alcuni appigli rovesci ed uscire presso uno spigoletto interrotto da un terrazzino ove si sosta (25 m, 4c).

2° TIRO:
Continuare lungo il facile spigoletto che si conclude presso un'ampia cengia erbosa. Sostare presso la base della parete successiva in corrispondenza di un chiodo resinato (20 m, III).

3° TIRO:
Scalare direttamente il muro sovrastante piegando leggermente verso destra (gli spit sono posizionati in modo poco visibile): quando si giunge sotto un piccolo tetto, traversare a sinistra con un bel movimento ed uscire sul ripiano superiore presso un intaglio (30 m, 4b).

Camminando, raggiungere la base della parete successiva sostando presso il primo spit di ancoraggio del cavo metallico per la via del Diedro Obliquo.

4° TIRO:
Anzichè seguire il cavo metallico, salire l'evidente e facile diedrino sulla destra (roccia delicata) che conduce ad un terrazzino alla base di un diedro regolare. Con un movimento atletico si risale il diedro finchè questi non si chiude sotto ad un tetto. Sfruttando una bella fessura orizzontale si traversa quindi a sinistra, raggiungendo la sosta dopo aver aggirato uno spigoletto (30 m, 4a e 5b).

5° TIRO:
Proseguire verticalmente su facile placca appoggiata fino alla base di un muro leggermente strabiombante. Con un passaggio faticoso (comunque azzerabile) si vince la placca e, con difficoltà via via decrescenti, si sale verso sinistra alla sosta presso l'ampia cengia anulare che cinge la sommità del Dito (30 m, 5a e 6a).

Camminando seguire la cengia a destra sino alla base del tiro successivo, indicato con una scritte a vernice blu.

6° TIRO:
Risalire direttamente l'aereo spigoletto con un tiro di corda su roccia appigliatissima e molto divertente (35 m, 5a).


Discesa:
Dalla vetta individuare i cavi di acciaio della ferrata che scendono sul versante Est.
Dopo un breve tratto verticale, traversare a sinistra per poi affrontare un breve diedrino attrezzato che permette di raggiungere la cengia anulare: seguendola verso destra ci si porta sul versante nord del Dito e all'intaglio che lo separa del vicino Zucco Teral. Qui un evidente sentiero riconduce direttamente all'attacco.

altre annotazioni:
Fabio Lenti, Luciano Tenderini, Marco Morganti, 1995