Argentea (Monte) Cresta delle Segage e la cresta Sud-Ovest

difficoltà: AD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 150
quota vetta (m): 1088
dislivello complessivo (m): 1000

copertura rete mobile
vodafone : 100% di copertura

contributors: vicente
ultima revisione: 18/03/13

località partenza: Campo (Lerca , GE )

punti appoggio: Rifugio Argentea 1088m

accesso:
Autostrada A10 Genova-Ventimiglia, uscita di Arenzano. Dal casello, si prende verso destra l´Aurelia per Cogoleto ma, appena la strada inizia a scendere, si imbocca una stradina a destra. Una breve discesa porta ad attraversare la zona industriale all´inizio della Val Lerone, poi seguendo il torrente si supera un´agriturismo e, con qualche tornante, si raggiungono le case sparse di Campo (150 m circa). Si sale sino al termine della stradina, dove si lascia l´auto (scarse possibilità di parcheggio). (Fonte: vienormali.it)

note tecniche:
Si tratta di un concatenamento di vie già esistenti (cresta delle Segage e in parte la cresta Sud-Ovest al Monte Argentea) e della proposta di nuove varianti, che offrono divertenti possibilità di arrampicare su roccia agli amanti di salite in scarponi su difficoltà dal II al IV (un paio di punti di IV+, volendo). La discontinuità è enorme, sta al singolo scegliere se cercare le difficoltà oppure proseguire per erba. Nessun chiodo presente su tutto l'itinerario. Abbiamo provveduto a liberare i risalti da rocce instabili, il più possibile.

descrizione itinerario:
Avvicinamento:

Presso la fine dell'asfalto, si prende una carrareccia erbosa che sale sulla destra (sbarra, segnavia ▲). Questa guadagna subito quota con alcuni tornanti, poi aggira uno sperone boscoso e, lasciata a destra la mulattiera della "Via diretta" al Monte Argentea (segnavia ☆)si inserisce, dall'alto, nel vallone del Rio di Lerca. Si prosegue con salita costante, con belle vedute sull'altro lato del vallone sulle strutture rocciose del Bric Camulà (817 m) e sull'imponente Monte Rama. Attraversata una ripida pietraia (muri di pietre a secco) e raggiunto un bel punto panoramico con ometti di pietre, si abbandona il proseguimento della carrareccia (ind. per "Canyoning Rio di Lerca") per prendere una bella mulattiera sulla destra (sempre segnavia ▲), che prosegue a salire per boschi e pietraie. Superati un paio di modesti rii, la mulattiera entra in un bel bosco rado di pini per uscirne più in alto, all'inizio dell'ondulato ed erboso Piano delle Segàge (637 m, h 1,15 da Campo): impressionante veduta sull'incombente appicco della Punta Querzola.
Il sentiero risale il prato sul suo margine inferiore fino al modesto casolare (ristrutturato molto spartanamente, siero antivipera) del Ricovero delle Segàge, che può offrire occasionale riparo (fonte: gambeinspalla.it).

Dal ricovero delle Segage portarsi all'evidente intaglio -colle Tuschetti- tra Punta Tuschetti e l'anticima di Punta Ciné, per raggiungere il quale occorre inoltrarsi tra sterpaglie (senza una vera traccia di sentiero) e per un boschetto, infine per un ripido canale erboso.

Descrizione della via:

Dal colletto Tuschetti salire in breve, direttamente sul filo (roccette), Punta Tuschetti 763m (piccola croce in ferro nascosta tra le rocce).

Scesi di nuovo al colletto, lasciar perdere l'esile traccia che aggira il filo di cresta che difende l'anticima di punta Ciné, ma attaccarlo direttamente. Si affronta qualche divertente passo di II+/III, e, sempre seguendo il filo e cercando le difficoltà, si arriva aull'anticima. Si prosegue lungo il filo, sempre con passi di facile arrampicata, e si arriva a toccare la sommità di punta Ciné 788m.

Scesi a forcella Ciné, si prosegue verso Rocca Turchina, sempre andando a cercarsi i risalti rocciosi che spuntano dal pendio, che offrono la possibilità di fare qualche divertente passaggio. Volendo cercarsi le difficoltà maggiori, si riesce a toccare la sommità di Rocca Turchina 822m con brevi passaggi di III/IV.

Da Rocca Turchina in poi le cose si fanno ancora più interessanti, andando ad attaccare i risalti che difendono le vette rocciose della Rocca Negra 941m e della Punta du Cian 939m.

Andando a cercarsi le difficoltà maggiori, si riescono a trovare difficoltà dal II al IV, con brevi passi anche di IV+.

Giunti su Punta du Cian, appare la bella linea della cresta Sud-Ovest del Monte Argentea. Recuperato il sentiero in ocrrispondenza della Collettassa, lo si segue in direzione Nord-Ovest (segnavia: A rossa), andando a raggiungere l'attacco della cresta Sud-Ovest. L'itinerario indicato e percoso per la prima volta da Andrea Parodi nel 2010 parte in corrispondenza di una targa, ben visibile sulla mulattiera, presso una sorta di forcella rocciosa. Esso presenta difficoltà molto modeste (I/II). Noi, volendo ricercare difficoltà maggiori, siamo tornati sui nostri passi per una cinquantina di metri, attaccando subito a destra di un bello sperone (se salito direttamente, bella alternativa, con difficoltà di V+). Risalendolo immediatamente a destra, invece, le difficoltà si limitano al III+/IV, e permettono di sbucare in cima allo sperone. Si segue il filo, più semplice; continuando, si giunge a un piccolo ometto di pietre, che segna il ricongiungimento con l'itinerario di Parodi. A questo punto, si possono nuovamente ricercare maggiori difficoltà del I/II, seguendo il filo su begli spuntoni e affrontando direttamente tutti i risalti presenti, che presentano anche una certa esposizione in alcuni punti (IV).
Le difficoltà diminuiscono di nuovo (I/II) e si arriva sulla panoramica vetta del monte Argentea 1082m (Madonnina in vetta).
Da qui è possibile, in pochi minuti, raggiungere il rifugio Argentea 1088m, spesso chiuso. Discesa ritornando sulla vetta del monte Argentea e seguendo la via Diretta (segnavia: una stella bianca), che scende ripidamente verso Campo (qualcosa in più di un paio d'ore dal rifugio Argentea).