Sentinella di Sea Rododendrix

difficoltà: 5c / 5c obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1450
sviluppo arrampicata (m): 110
dislivello avvicinamento (m): 240

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 07/01/13

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia Forno Alpi Graie

cartografia: Valli di Lanzo - Fraternali editori

bibliografia: Vallone di Sea un mondo di pietra - M. Blatto

accesso:
da Forno Alpi Graie proseguire parcheggiando al fondo della sterrata prima del ponte di legno da cui parte la strada percorribile a piedi che sale al Santuario.
Raggiungere l'edificio religioso (richiudere il cancello), salire la scalinata di fianco alla torre; uscire dal recinto (richiudere il cancello) e non seguire gli ometti e i bollini rossi che salgono verso il vallone di Leitosa, ma seguire la traccia a sinistra che in breve raggiunge la vasca dell'acqua posta al margine del canalone solcato da un impluvio.
Superare l'impluvio e alzarsi al meglio sulla ripida sponda opposta, guadagnando un boschetto di betulle. Salire nel boschetto mantenendosi di preferenza sul costone destro (vaga traccia e qualche ometto), fino a quando non si giunge nei pressi di un grosso masso ricoperto di muschio, margine inferiore della pietraia. Inalzarsi tra blocchi (ometti) e approdare sulla pietraia che si segue direttamente fin contro la base della Sentinella di Sea (ometti).
Andare tutto a sinistra fino a reperire il diedro di attacco con spit m8 di "Quando cala la sera" (ore 0,50). Attaccare qualche metro a destra di questo su facili rocce.

descrizione itinerario:
Salire uno speroncino, poi un vago diedro uscendo su rocce accatastate 4b. Percorrere il terrazzino inclinato ricoperto di rododendri fino alla base del saltino successivo. Per rocce un pò lichenate e muretti non difficili 4c, portarsi su una cengia di rododendri successiva, dove un'impennata si fa più evidente. Attaccare dei diedri a soffietto dove la roccia appare più bella e superare divertenti fessure (1 passo di 5c), guadagnando la sommità del salto. Qui ci si trova alla base di una parete più compatta e difficile, che costituisce l'uscita di "Cocktail d'energia" con la quale è possibile uscire fino in punta alla cuspide (chiodi poco sicuri e spit vecchi; 5c e un breve passo di 6a di placca).

Discesa: se non si sale la cuspide per un sistema di cengie a destra si torna alla base della torre abbastanza agevolmente (un pò di attenzione; doppie dalle piante possibili).
Se si esce sulla cuspide, traversare dalla sosta finale a destra oltre lo spigolo esposto del dente sommitale (5c e nessun chiodo per 4 metri). Scendere su un ballatoio inclinato e disarrampicare fino all'intaglio dietro la cuspide (III°) dove vi è la sosta su clessidre di "Isola delle cento città". Da questa via con tre doppie è possibile scendere alla base della Torre. Oppure, fare dalla sosta su clessidre una breve doppia fino alla rampa sottostante e poi dirigersi verso sud e verso il canalone con ontani, che si raggiunge zigzagando un pò a fatica tra gradoni e cengie con rododendri.

Materiale: in posto non c'è nulla. Utile qualche friend e un gioco di nut.

altre annotazioni:
Questa facile possibilità tradizionale, fu aperta nel 1989 da Paolo demartini e Marco Moreschi, che sfruttarono il settore più debole del lato sinistro della torre. Nel settembre del 1990, M.Blatto, S.Verga e F. Fantuzzo, percorrevano lo stesso itinerario credendolo nuovo e lo battezzavano "Mi rodo-dendro".
Si trattava invece, salvo qualche breve variante, della prima ripetizione.