Casanova (Torri di) dal Lago di Pietranzoni per Forchetta di Santa Colomba, Sentiero delle Cimette

L'itinerario

difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1600
quota vetta/quota massima (m): 2362
dislivello salita totale (m): 1200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 04/10/12

località partenza: Lago di Pietranzoni (L'Aquila , AQ )

note tecniche:
Percorso auto:
Da Assergi si prende la Strada Statale della Funivia del Gran Sasso d’Italia (n° 17 bis); superata la stazione inferiore si prosegue per Campo Imperatore. Più avanti, ad un bivio, si va a sinistra per l’Albergo di Campo Imperatore (stazione superiore della funivia) trascurando la strada che attraversa, in direzione Est, tutto l’altopiano. Superato dopo 500 metri il bivio che a sinistra porta ai ruderi di Sant’Egidio si parcheggia subito dopo su un grande spiazzo a destra, quota 1660 m.

descrizione itinerario:
Itinerario:
A piedi si continua lungo il bordo destro della strada (in direzione dell’albergo di Campo Imperatore), per un centinaio di metri, fino ad incontrare una pista,percorsa dagli allevatori di bestiame con le jeep, che attraversa il Piano di Pietranzoni e poi tutto il desolato altopiano di Campo Imperatore in direzione del Monte Brancastello e delle Torri di Casanova (Nord-Est). La via è segnata da vecchi segni sbiaditi di vernice giallo-rosso del CAI. Seguirla per circa un km fino ad incrociare una sterrata più marcata,che si segue a destra (direzione Est) per un centinaio di metri . Ad un secondo bivio si riprende la traccia in direzione Nord-Est (abbandonando la strada principale) fin quando non diventa evanescente; dopodiché, superato il sentiero per il Vado del Piaverano, si raggiunge il pianoro sabbioso compreso tra le Torri di Casanova e Monte Faeto (1897 mt).
Qui la pista termina.Si continua nella valletta che si ha di fronte (Canalone ad Ovest di Monte Faeto), sempre nella stessa direzione, seguendo tracce di sentiero, piccoli omini di pietra e segnali sempre più rari e sbiaditi,portandosi direttamente sotto il conoide ghiaioso del M.Faeto.
Dopo aver superato una struttura in cemento, sulla sinistra si individuano i segnavia della via CAI Penne.
Qui ha inizio la via Familiari che risale all'interno di un canalino e ,con facili passaggi di arrampicata( primo e secondo grado) , permette di uscire in cresta più o meno a metà strada tra il Vado del Piaverano e le Torri di Casanova, dove iniziano i tratti attrezzati.
Si percorre la cresta verso Est, si sale di qualche metro e si scende dall’altra parte fino a raggiungere la base dell’inizio della via ferrata per le Torri di Casanova, quota 2276 m (su una lapide sbiadita e quasi illeggibile c’è scritto “VIA GIANNI FAMILIARI, COLONNELLO PILOTA, PLURIDECORATO AL V. M.”).
Indossata l’attrezzatura adatta si inizia a salire su una scaletta leggermente piegata a parabola, poi tramite corda fissa di acciaio (l’unico spezzone rimesso da poco tempo e quindi in buone condizioni) si sale una paretina quasi verticale di 20 metri. La corda termina, inaspettatamente, un metro prima di uscire su una cresta esposta ambo i lati.
Si va a destra e in pochi secondi si raggiunge un’altra scaletta, poi c’è una corta corda sempre di acciaio che aiuta a riguadagnare la cresta.
Si continua sulla cresta, si sale su un roccione alto un paio di metri (anche questo esposto ambo i lati e senza nessuna protezione) e si è sulla prima Torre di Casanova 2330 m circa.
Si inizia a scendere dall’altra parte (la corda, che scende lungo la paretina opposta da dove si proviene, parte, ahimè! un metro più in basso della cresta e si nota all’ultimo momento); dopo 15 metri circa si tocca la base(è da notare che la corda che scende da questo versante alla base ha la metà delle maglie spezzate per il continuo sfregamento con l’anello che la tiene legata alla parete). Si sale lungo un pendio detritico fino a raggiungere una sella dove è posta una tabella del CAI dell’Aquila con su scritto: “CLUB ALPINO ITALIANO, Sezione dell’AQUILA, TORRI DI CASANOVA, M. 2362”.
Abbandonato il sentiero, con una salita in direzione Nord (passi di I grado), in pochi minuti si raggiunge l’omino di pietre della Torre più alta, 2362 m .Ripreso il sentiero si scende lungamente tra gli arditi pinnacoli (ottimo lo spettacolo sulle Torri di Casanova, le guglie dell’Infornace e il Prena), si oltrepassa una cengia e si giunge su una sella a quota 2291 m.
Si risale dall’altra parte su un cocuzzolo arrotondato, formato da breccia bianca (2308 m), si continua sul versante Nord. Si supera una strettoia che dà accesso al versante Sud e si scende ripidamente, aiutati da una buona corda d’acciaio, fino a raggiungere la Forchetta di Santa Colomba 2260 m. Da questo punto parte in direzione Nord uno stretto e ripido canalone ,prevalentemente detritico (canale Nord di S. Colomba).
Si scende nel canale ricercando il terreno più agevole fino a fuoriuscire nell’alto vallone di Fossaceca.
Questo è uno dei posti più selvaggi ed incredibili di tutto il Gran Sasso.
Il panorama è impressionante e maestoso : dall'Infornace alle Torri di Casanova un’ incredibile successione di valli, canali, torri, ghiaioni, pratoni!
La via delle cimette
Nell’alto Vallone di Fossaceca , si può ammirare il piano di sovrascorrimento superiore che sormonta la Dolomia principale su una successione rovesciata di calcare e maiolica.
Questo piano è marcato da una meravigliosa cengia, la via delle Cimette, percorribile a piedi.
Il sentiero delle Cimette si mostra in tutta la sua bellezza.
Si alza dolcemente, si snoda sopra la cengia del sovrascorrimento geologico;è un sentiero riportato in antiche carte catastali, usato dai pastori tempi addietro, ora poco conosciuto, o meglio conosciuto agli addetti ai lavori e agli appassionati.
Un sentiero di rara bellezza, a tratti pericoloso (in alcuni tratti l'esposizione e la fragilità del terreno richiedono grande attenzione) e di elevatissima importanza geologica.
E' un sentiero che viaggia sopra il vallone di Santa Colomba, con salti di 300 metri verticali, affacci vertiginosi su un territorio incredibile.
Sopra Dolomie, sotto calcare e maiolica piegati.
Il sentiero sospeso che corre sulla cengia,sarebbe più adatto ad essere percorsa dai numerosi camosci che popolano la zona che non dagli escursionisti che grazie ad essa possono concatenare in un unico giro i selvaggi valloni di Fossaceca e Malepasso.
La bellezza dell'itinerario è quantomeno pari alla sua difficoltà. Terreno scosceso ed esposto, lunghi tratti privi di segni e ambiente selvaggio, sono ingredienti tali da rendere questo itinerario fra i più belli e difficili della valle e dell'intero massiccio del Gran Sasso.
Ci si dirige quindi verso l'evidente cengia della via delle Cimette. Da appena sotto all'intaglio della Forchetta di Santa Colomba si inizia a scendere a sinistra su un ampia pietraia che permette di arrivare all'inizio della cengia che si percorre tutta per via inizialmente molto intuitiva.
Arrivati in cima allo sperone (2214 m.) che si affaccia verso il vicino vallone del Malepasso conviene scendere un pochino cercando di individuare la via più comoda per guadagnare il centro dell’Alto Vallone Malepasso .
Siamo ora dall'altra parte del Cimone di Santa Colomba, sotto le Torri di Casanova, in un grande anfiteatro dolomitico.
Si attraversano i Prati di S. Colomba per seguire un’altra evidente cengia (omologa a quella precedente) che attraversa l’alto Vallone del Malepasso.
Percorsa la cengia,obliquando verso sinistra,si raggiunge la cresta sommitale nei pressi del Vado del Piaverano.
Si raggiunge il vado e si scende a Campo Imperatore verso le auto.