Manstorna (Cime di) da S. Martino di Castrozza

L'itinerario

difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 2633
quota vetta/quota massima (m): 2816

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 29/09/12

località partenza: arrivo Funivia Rosetta (San Martino di Castrozza , TN )

punti appoggio: Rif. Pedrotti

cartografia: Carta Tabacco 22

note tecniche:
Salita lunga e faticosa in ambiente desolato e molto appartato che richiede capacità di orientamento. Il percorso per il vallone delle Buse Alte è da cercare, senza traccia e con scarsi ometti; da evitare con nuvole.
L' itinerario si svolge su terreno calcareo, altipiano con molti saliscendi.
Salita da abbinare alla Cima dei Lastei.

descrizione itinerario:
A S. Martino di Castrozza prendere la funivia per Cima della Rosetta.
Dall' arrivo della funivia (2633) scendere al rifugio Pedrotti (2578), quindi seguire il sentiero 709 verso il passo Pradidali Basso (2658) e da qui il sentiero 708 per il passo della Fradusta e la Forcella Alta del Ghiacciaio
Dalla Forcella Alta del Ghiacciaio 2727 m. si traversa per pendii detritici, ghiaie e sassi il fianco dx (sinistra orografica) del desolato vallone detritico delle Buse Alte ; restando alti e senza traccia, ma con qualche ometto poco visibile e da cercare, si raggiunge la sella delle Buse Alte (2654 m.),compresa fra la Cima dei Lastei a sinistra e il Campanile di Fradusta a destra e ben visibile alla fine del vallone.
Arrivati alla sella risalire a sinistra per traccia con segni rossi il faticoso ghiaione di grossi sassi e rocce che porta alla Forc. Manstorna (2746 m) ormai ben visibile. Dalla forcella si apre la vista sulla Cima Lastei e su alcuni pinnacoli e torrioni che la precedono. Giunti sulla forcella spostarsi a sinistra (ometti) e risalire il breve muretto di roccia (I+) oltre il quale per sassi e roccette si sale ad una antecima (ometto in cima). Scendere senza traccia per sassi e ghiaie verso sinistra al sottostante avvallamento, mantenendosi in traversata in alto a destra per non perdere troppa quota. Con un arco per il terreno roccioso si giunge ad un pianoro e da qui si risale in obliquo verso sinistra, senza percorso obbligato, per banali gradoni ricoperti di sassi e ghiaie, raggiungendo l'ampia cresta di detriti.
Seguendola verso sinistra si arriva in breve al paletto di ferro infisso nell'ometto di vetta.

Discesa:
Come per la salita.