Maladecia (Punta) Via Gounand-Dufranc

difficoltà: TD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 2200
quota vetta (m): 2745

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: albertber
ultima revisione: 26/08/12

bibliografia: Guida Dei Monti D' Italia-Alpi marittime, Vol. II pp 497,498

note tecniche:
Itinerario di stampo classico aperto dai fuoriclasse Gounand e Dufranc nel 1975, per la precisione il 5 Ottobre, in 7h e 45'. Il percorso si sviluppa nel cuore della parete sud-est; benché molto interessante, è contraddistinto da roccia non propriamente definibile calcestruzzo, e soprattutto nella prima parte le placche cedono il passo a "simpaticissimi" prati verticali.

Avvicinamento: seguire la strada per il colle della lombarda fino a superare i lunghi tornanti per imbattersi in un aperto rettilineo, parcheggiare in uno dei due spiazzi al suo inizio. Da qui seguire a piedi l' evidente strada sterrata che parte a sx. In 10 min si raggiunge un ampio pianoro erboso (Comba Mourrè, 2100 m), proseguire verso dx per tracce di sentiero, superare il laghetto sulla dx e continuare fino a che la traccia, fattasi progressivamente vero e proprio sentiero, volge a dx. Da qui tenere la sx (ometto di pietra 20 m avanti a sx), e per faticosa pietraia raggiungere il Colletto della Maladecia (2545 m), preceduto da un ripido prato. Scendere quindi nel canalino retrostante per 200 m abbondanti, al suo termine piegare a sx per raggiungere la parete risalendo una ripida pietraia. Dalla macchina all' attacco contare 1h,30'/2h.

descrizione itinerario:
Attacco: portarsi alla base della parete, per raggiungere il piede del canale che ne limita il margine destro. Superare il grande masso sulla dx con un passo di III per raggiungere un pianerottolo erboso a sx.
Sviluppo: superare un ripido passaggio a dx (V-) per guadagnare una linea verticale (IV) che porta ad un punto di sosta. Salire la placca seguente passando a sx (V-), quindi a dx per ripide fessure (V-) fino ad una placca inclinata a sx. Attraversare quest' ultima in discesa per entrare in un camino che si risale interamente (IV). Seguono un masso ed una ripida paretina (V+), da dove parte un diedro verticale (V-,V) da cui si esce a dx (1 chiodo, V-). Si supera poi un breve muro (1 chiodo, V+), oltre il quale si sale una rampa per sostare con nuts e friends piccoli a sx di un' evidente lingua rocciosa aggettante staccata dalla parete. Indi attraversare tre m a dx per portarsi sotto una barriera di strapiombi obliqui, superare una breve placca per poi obliquare qualche metro a dx per una serie di protuberanze (7 chiodi A1, A2, V, V+; in libera 6c). Appena possibile traversare a sx (3 chiodi, V, VI) per portarsi sotto l' ultimo strapiombo (2 chiodi in sosta). Dalla sosta 4 m a sx, per attaccare la breve fessura sotto la verticale di un chiodo e superare il tettino (1 chiodo, A2, comodo un friend 1 BD; in libera 6a+). Ribaltandosi si raggiungono della fessure (V, V+; sporadicamente proteggibbili) che conducono ad una cengia; percorrendola verso sx si sbuca su una cresta secondaria, mediante la quale si guadagna la sommità della Quota 2737 m. Da qui in 20-30 minuti di facile conserva si raggiunge la selletta da cui parte la discesa della via normale. Lo sviluppo complessivo è intorno ai 250 metri.

Itinerario assolutamente da non prendersi sottogamba! La qualità della roccia è a tratti pessima, e dove non lo è vuol dire che l' erba verticale diventa protagonista: in aggiunta alla scarsa proteggibilità, l' itinerario risulta complessivamente impegnativo.
Necessari un sufficiente numero di chiodi di diverso tipo, in aggiunta a nuts e friends, inclusi i micro (utile doppiare le misure medio-piccole).

I gradi in libera non sono riportati da relazioni alcune, a nostro parere possono essere comunque attendibili poiché provati sul campo.