Chenal (Punta) versante nord

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 2494
quota vetta (m): 3207
dislivello complessivo (m): 713

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura

contributors: DannatoGenteDotta
ultima revisione: 21/08/12

località partenza: La Joux (La Thuile , AO )

punti appoggio: rifugio Deffeyes

bibliografia: A. Giorgetta, Alpi Graie Centrali - (collana Guide Monti d'Italia CAI-TCI)

note tecniche:
Interessante itinerario in un angolo del Gruppo del Rutor piuttosto dimenticato. Ambiente grandioso, in particolare dalla vetta.
Il ghiacciaio des Invergieurs, una volta segnalato nella conca tra Becca Nera e Punta Chenal, è oggi estinto (rimangono un paio di modestissimi glacio-nevati sulla parte destra (faccia alla vetta)della Chenal.

Nella guida CAI-TCI "Graie Centrali", A. Giorgetta stima la gita EE. Sarò sicuramente smentito, ma si tratta per me più di un F che di un EE (ambiente severo, necessità di leggere attentamente il percorso, la sia pur lieve delicatezza di qualche passaggio). Al massimo siamo sul confine tra EE/F

descrizione itinerario:
Dal rifugio "Deffeyes" si segue il percorso dell'Alta Via n.2 per il Passo di Planaval.
Appena sotto la direttrice della Punta Chenal, si abbandona il sentiero e si sale, un po' faticosamente, sopra la morena laterale sinistra (orografica) del ghiacciaio del Rutor fino a raggiungere un simpatico laghetto. Da qui in poi il percorso non è segnato, neanche con ometti, e il percorso va indovinato leggendo attentamente il terreno.
Ci sono sostanzialmente 3 possibilità:
1) tenersi tutto a sinistra della vetta e salire al colle che separa la punta Chenal dalla Becca Nera, e seguire quindi il filo della cresta nord (facile arrampicata con un paio di passaggi più impegnativi)
2)salire al centro lungo l'evidente e inclinato canalone di scisti scivolosi
3) tenere una giusta via di mezzo, a sinistra di 1) e a destra di 2), salendo per un evidente costolone di rocce rotte e grossi blocchi, che si abbandona più o meno a 100 metri dalla vetta per confluire nel percorso 2)
Il vantaggio di questo intermedio percorso è che è più semplice in termini di arrampicata del percorso 1) (I grado al massimo); e che è senz'altro meno fastidioso della penosa avanzata su scisti scivolosi del percorso 2); lo svantaggio è che le rocce che si salgono sono grandi e mobili, e bisogna prestare molta attenzione a non farle franare tirandosele addosso.
Non farsi tentare da un'eventuale quarta opzione, vale a dire quella di tenersi sulla destra salendo (ramponi...) il primo glacio-nevato sulla destra; a dispetto di un'iniziale impressione di maggior solidità e facilità del terreno, porta su un terreno più ostico.

Per la discesa, consiglio di tenersi il più a destra possibile, (faccia a valle) in quanto meglio si "legge" il percorso da scegliere e in quanto di pendenza un po' più attenuata.

La guida CAI-TCI "Graie Centrali" segnala un tempo di salita dal rifugio di 2h, che va preso con il beneficio del dubbio: come tutti i tempi segnalati da A. Giorgetta, risulta parecchio sottostimato (forse anche a causa della scomparsa del ghiacciaio e di ampi tratti nevati che potrebbero facilitare una più rapida ascesa). Meglio mettere 2h30'-3h in preventivo per la salita, e 2h-2h15' per la discesa.