Salbitchijen Clock und stock

difficoltà: 6a+ / 5c obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 2100
sviluppo arrampicata (m): 600

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: fokozzone
ultima revisione: 11/08/12

località partenza: Goschenen (Göschenen , Uri )

punti appoggio: Salbithutte

bibliografia: Schweiz plaisir

note tecniche:
Bella salita moderna, firmata Remy, ma con caratteristiche alpine, che raggiunge la cima principale. Portare friends fino al n° 3 camalot. Dadi utili ma non indispensabili.

descrizione itinerario:
Dal rifugio seguire il sentiero a bolli bianco-azzurri fino all'indicazione "sudgrat". Seguire la traccia per la sudgrat, attraversando poi la pietraia verso il centro della parete. In estate c'è solo un breve cono nevoso da superare, di solito dotato di tracce scalinate (ore 1,15). Per la bisogna, comunque, gli svizzeri sono così gentili da lasciare una picozza a disposizione (per scalinare e rimettere a posto!) sotto un grosso masso con freccia rossa e scritta PIKKA. La "Clock und stock" è la seconda via a partire da destra, tra quelle presenti sulla parete. Per individuare l'attacco, leggere la scritta "licht und schassen" su una placca centrale e spostare lo sguardo verso destra fino a una specie di grosso masso doppio verticale, verdastro, con fessura alla sua sinistra. L'attacco è segnato sulla sua destra, ma in base alle condizioni della neve, si può attaccare la larga fessura (utile un friend del 4, che poi però non servirà più per tutta la via. Noi ci siamo ingegnati senza).
- 1 tiro: risalire (per la larga fessura?)alla base del secondo blocco staccato, presente un chiodo a pressione, e andare a sostare sulla sua cima 4+
- 2 tiro: seguire il sistema di lame e fessure protetto a spit, fino a uno spostamento verso destra, con due spit inframmezzati da un chiodo a pressione. Dall'ultimo spit aggirare lo spigolo di destra e pervenire a un ballatoio con anellone di calata. 6a+
- 3 tiro: rimontare il blocco che chiude la cengia sulla destra, scendere dall'altra parte e scalare lo splendido diedro sino al suo termine. 5c+
- 4 tiro: dalla sosta alzarsi leggermente a sinistra per blocchi ed erba (trovato un chiodo) quindi piegare verso destra verso uno scudo con lame tondeggianti protetto da due spit. 5b
- 5 tiro: dalla sosta andare decisamente a destra contornando una costola, quindi risalire la rampa canale in diagonale a sinistra cercando il terreno più facile in direzione di un diedro evidente, posto sulla parete quasi dritta sopra la sosta, allo sbocco del canale che scende da sinistra. Nessuna protezione intermedia 2 e 3
-6 7 8 & 9 tiro: risalire tutto il diedro (ben proteggibile) con qualche vecchio cordino incastrato e chiodo occasionale. Uno spit sulla lunghezza 7 a proteggere un passo più difficile.
Difficoltà, secondo i Remy 4+ 5 4+ 4 (belli e per nulla banali)
-10 tiro: non traversare dritti in direzione della torre principale, ma alzarsi in diagonale sulla sinistra, fino a una comoda cengia (spit) che permette di attraversare il canale. Qui abbiamo sbagliato strada, prendendo il diedro sulla destra (chiodo alla base) percorso da una via tradizionale, che propone tre lunghezze tra il V e il VI. Consigliamo ai ripetitori di cercare pazientemente la sosta a spit della via, che non si trova nella base del canale, ma più in alto e più a sinistra del diedro molto evidente da noi percorso (l'ultimo a destra prima dello spigolo) in quanto troveranno roccia più bella e arrampicata di sicura soddisfazione.
- 11 12 & 13 tiro 5- 5- 5 secondo i Remy, nel tiro 11 un chiodo invita a evitare sulla destra una fessura camino. Due chiodi vicini a metà del tiro 12 e uno spit sul tiro di 5 nel 13.
- 14 tiro: dalla sosta andare a destra, anche se pare più invitante a sinistra, fino a trovare un chiodo, da lì piegare a sinistra, ormai nei pressi della cresta sommitale.
DISCESA: La traccia di discesa è molto ben segnalata. Seguire gli ometti e i tratti di vernice rossa, che conducono a una crestina con corde fisse. Seguire lungamente la traccia, sempre segnalata dai frequenti bolli rossi, che scende sul versante nord della cresta est. Non abbandonare mai la traccia ed evitare tentazioni di scorciatoie, che condurrebbero nella conca nevosa (pericolo: torrente sottostante e cascata finale). Con molti tornanti e piccoli salti di roccette semplici ma talora friabili, la traccia conduce al piede della cresta, aggirandone lo spigolo verso destra senza quasi toccare la neve.
Da lì il percorso è più semplice e visibile e conduce senza problemi al rifugio.