Pelvo d'Elva anello da Ponte Pelvo per i Colli Camosciera e delle Sagneres

L'itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: sentieri U24, U25; tacche gialle; ometti; tracce di sentiero
difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1755
quota vetta/quota massima (m): 3064
dislivello salita totale (m): 1700

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: andrealavaggi.com
ultima revisione: 04/08/12

località partenza: Ponte Pelvo (Bellino , CN )

punti appoggio: Rifugio Melezè; Bivacco Elio Bonfante

cartografia: IGC 1:50000 n.6 Monviso

note tecniche:
Splendido giro ad anello che permette non solo di salire in vetta al Pelvo d'Elva seguendo un itinerario nella prima parte inconsueto, ma anche di addentrarsi nello splendido anfiteatro roccioso dominato dal monte Chersogno e dalla Rocca Gialeo, per poi ridiscendere al punto di partenza in Val Varaita attraverso il selvaggio Colle delle Sagneres e il Vallone Camosciera; periodo consigliato: luglio-settembre; sconsigliato in caso di scarsa visibilità; acqua soltanto nei pressi del Bivacco Bonfante e nell'ultimo tratto di discesa.

descrizione itinerario:
In località Ponte Pelvo (1755 m) ha inizio una mulattiera che si inoltra nel vallone Camosciera; giunti ad un bivio, si trascura a destra il sentiero U25 che continua sul fondo del vallone in direzione del Colle delle Sagneres (da cui giungeremo al ritorno), per seguire a sinistra il sentiero U24, che entra nello splendido lariceto. Qui bisogna fare attenzione a non seguire le numerose tracce di fondovalle (alcune di esse anche segnate) per piegare con decisione a sinistra, in direzione della Costa Camosciera, dove termina il bosco di larici e più evidente appare la direzione da seguire. La traccia valica la costola tra il Bric Rutund e il Buch della Mellerosa (splendido il panorama sulla Val Varaita e sul Monviso). Con un lungo traverso il sentiero raggiunge poi lo spartiacque Varaita-Maira a quota 2624 m, incontrando il sentiero che sale dal colle della Bicocca. Ben visibile è qui la suggestiva conca prativa segnata dal Colle Sampeyre, che degrada fino alle case di Elva, in Val Maira. Da questo punto la traccia procede in diagonale (tacche gialle, da seguire fino in vetta) fino a incrociare l'inizio del canalone centrale: la traccia s'inoltra nel canalone, poi prosegue superando i successivi brevi salti di roccia (liscia ma con buoni appigli sulla destra) con particolare attenzione a eventuali cadute di pietre (alcuni passi di I e di II attrezzati con catene, F). Superato questo tratto si raggiunge con più facilità la vetta.
Dalla cima si segue la traccia che scende rapidamente sul Colle Camosciera (2899 m) e contorna sulla destra il monte Camoscere (2950 m): fino al colle la traccia è evidente, dopo si seguono alcuni ometti a mezza costa per poi risalire il pendio pietroso fin sul filo di cresta, dove il sentiero è di nuovo ben tracciato; da qui si scende sullo spettacolare altipiano dove si trovano il bel lago Camoscere (2644 m) e il diruto grande ex ricovero militare di Camoscere (2663 m), alle cui spalle si allunga la rossastra e verticale parete Sudest della Rocca Gialeo. Opposta ad essa, l’elegante parete del monte Chersogno. In discesa e poi in piano si costeggia sulla sinistra il lago e il ricovero, giungendo all’ospitale bivacco Bonfante (1h e 30 ca. dalla vetta del Pelvo), nei cui pressi si trova una preziosa fontana (conviene rifornirsi d’acqua perché non se ne troverà più fino a discesa inoltrata). Qui si segue in leggera discesa per alcuni minuti il sentiero segnato, lasciando poi a sinistra quello che riporta al colle della Bicocca: si segue invece (indicazione) il bivio per il Colle delle Sagneres (2897 m), incuneato tra la Rocca Marchisa e la Rocca Gialeo. Ci aspetta una salita di circa 350 m di dislivello, per fortuna su buon terreno e mai troppo ripida, che permette di raggiungere il panoramico colle in circa 1 ora dal bivacco Bonfante.
La discesa per l’opposto versante, nel vallone di Camosciera, non è nella prima parte ugualmente agevole. Un ampio canalone di rocce rossastre separa il colle dalla bella conca prat iva a valle (quota 2500 ca.), sempre visibile durante la difficoltosa discesa. Inizialmente si seguono una serie di ometti, mantenendosi all’incirca al centro del vallone; quando le tracce si perdono, ci sono due possibilità: tagliare in discesa il pendio verso destra, raggiungendo una zona più agevole con pietre miste a terreno, oppure piegare decisamente a sinistra, mantenendo come punto di riferimento alcuni baraccamenti di un’antica miniera, raggiunti i quali la traccia diventa più evidente e agevole. Raggiunta la suggestiva conca prativa a quota 2500 m, dominata dai contrafforti rocciosi del Pelvo, si ritrova facilmente il segnavia rimanendo sulla sinistra. La seconda parte della discesa procede senza difficoltà tra rododendri e ontani e raggiunge il fondovalle dove si chiude l’anello poco più a monte del Ponte Pelvo (ore 2,30 dal Colle Sagneres).


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