Argentera (Cima Nord) via Normale dal Lago della Rovina per il Bivacco del Baus

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 2015
quota vetta (m): 3286
dislivello complessivo (m): 1271

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura

contributors: jacob
ultima revisione: 30/07/12

località partenza: Lago della Rovina (Entracque , CN )

punti appoggio: Ruifugio Genova, bivacco del Baus (2568)

cartografia: IGC 1:50000 n.8 Alpi Marittime e Liguri

note tecniche:
ACCESSO STRADALE
Da Cuneo proseguire per la Val Gesso, oltrepassando Valdieri e S.Anna di Valdieri.
Poco dopo Valdieri si segue, a sinistra, la strada che risale dapprima la Val Gesso di Entracque e poi la Valle della Rovina fino al lago omonimo, nei pressi del quale si lascia l'auto e si sale a piedi al rifugio Genova (1h30m)

descrizione itinerario:
Dal rifugio Genova si prende il sentiero che porta al bivacco del Baus (dato 1h45) che percorre il versante Ovest della diga del Chiotas. Alcuni più esposti sono attrezzati con cavi d'acciaio. Il sentiero è segnato da tacche gialle. Raggiunto il bivacco si scendono alcune semplici placche e si prosegue in direzione Nord nell'altopiano del Baus prendendo il sentiero che porta al "passaggio del Porco", traccia non evidente, qualche raro ometto.
Non raggiungere il passo ma piegare a sinistra fino a portarsi sulla conca detritica sotto la cima Nord dell'Argentera e la punta Stella. Risalire la conca in direzione Nord-Ovest fino a raggiungere l'attacco della normale alla Nord dell'argentera (freccia rossa) situata all'inizio di una evidente cengia che sale da destra a sinistra (ce ne sono due, prendere quella superiore) e posta al centro della bastionata rocciosa della Nord. Si risale la cengia più alta, anch'essa da destra a sinistra in diagonale ascendente. La cengia presenta passaggi di I e II, è molto incassata anche se vista da lontano può sembrare esposta.
Superata la prima parte si devono superare due passaggi piuttosto esposti ma ben appigliati, per poi proseguire su un breve sentiero aereo prima di immettersi nella seconda parte di questa cengia, nuovamente incassata.
Terminata anche questa cengia-canalino, si raggiunge un comodo terrazzo erboso, dove si presentano due possibilità: seguendo i bolli rossi più recenti (rotondi) si effettua il percorso che segue a grandi linee la cresta Est puntando direttamente alla croce (passi di II e forse alcuni di III, roccia ottima); altrimenti per seguire il percorso della via normale, più facile, alcuni metri prima del terrazzo, si deve individuare una serie di linee rosse di vernice, molte delle quali sbiadite (ci sono però molti ometti) che permettono di intervallare passi di arrampicata di I e II/II- ad altri di camminamento su terrazzi e cenge, passaggi mai particolarmente esposti ma bisogna tenere conto che tutta la parete sulla quale si svolge la salita è piuttosto verticale. Superato questo dedalo di cenge e sentierini si giunge alla base della fascia rocciosa sommitale, dove si incontra nuovamente il percorso di cresta a circa 50 m dalla Croce. Qui le difficoltà aumentano e anche l'esposizione, comunque la roccia generalmente è ottima, ometti bolli rossi indicano la via che non è obbligata, e superati gli ultimi passi si sbuca sull'aerea vetta.
Discesa lungo il percorso di salita, consigliabile sempre disarrampicare e avere come riferimento le linee di vernice rossa per evitare di trovarsi in posti infidi. Discesa non difficile ma che richiede una certa attenzione, sopratutto dove il sentiero o le rocce sono ricoperte di detriti, la roccia è generalmente solida ma di tanto in tanto qualche appiglio si muove.