Badile (Pizzo) Diretta del Popolo

difficoltà: ED   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 2730
quota vetta (m): 3308
dislivello complessivo (m): 600

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ilcontevlad
ultima revisione: 28/07/12

località partenza: Bagni di Masino (Val Masino , SO )

punti appoggio: rif gianetti

bibliografia: gaddi, sertori, renata rossi

note tecniche:
Via spettacolare, difficile, rude ed elegante, esigente e pochissimo frequentata.
Aperta da Tarcisio e Ottavio Fazzini con Livio Gianola nel 1987 con difficoltà di VI+ e A1 è stata liberata nel 2000 da Rossano Libera con il 10° tiro di 7b.
Pochissimo chiodata (una decina di chiodi in via, soste comprese, e qualche nut incastrato), 11 tiri + 250m di cresta alla vetta, segue una linea ininterrotta di fessure fino a giungere allo stupendo diedro chiave di 100m già visibile dal basso. Roccia sempre da verificare, non è certo ripulita dalle ripetizioni.

descrizione itinerario:
Portare 2 serie di friend fino al 3 BD + un 4, micro inclusi, una serie molto ben fornita di nut, dai micro ai grossi, 12 rinvii, alcuni cordini molto lunghi. Magari una staffa. Su una parete del genere non si può andare senza chiodi e martello, anche se noi non li abbiam toccati. Possono essere utili piccozza e ramponi a inizio stagione per il canale del cengalo.

Attacco: dal rif Gianetti si giunge al colle del cengalo (90 minuti) e si segue una corda fissa (in buone condizioni oggi!) per 120 m verso sx (faccia alla svizzera) fino ad una sosta a spit (qui parte la recente via Panoramica). Si fanno 4 doppie da 55 su soste attrezzate ma non facili da trovare (2 spit, 2 chiodi poco sopra una macchia di neve, spit + nut a dx su cengia, cordone su spuntone). Le doppie continuano verso il basso (x l’attacco della via degli inglesi) ma la diretta del popolo inizia ad un chiodo giallo con fettuccia sbiadita.

I primi 5 tiri seguono una quasi ininterrotta fessurina da incastro dita, poi ci si deve spostare verso dx su placchette dove è difficile fare sosta e puntare dritto sotto al visibile tetto rosso per una lama da dulfer fantasica. Dal chiodo sotto il tetto (8° tiro) si traversa orizzontale a sx 5 mt sprotetti su tacche e si rientra tutto a dx ad un chiodo di sosta. I successivi 2 tiri salgono il diedro di 100 m con tratti duri e solo un paio di nut incastrati in alto (sosta intermedia attrezzata cin 2 chiodi). L’ultimo tiro sale uno strapiombino, esce a sx e rientra a dx con un ultimo pezzo difficile, sosta su un chiodo. 2 tiri facili ma su roccia precaria portano in cresta e da qui alla vetta.

La parete non è attrezzata x una eventuale ritirata in doppia e risalire il canale d’attacco non è così banale…

Calcolare 3 ore x l’attacco, 8-9 ore x la via, 2 fino in gianetti.