Serous (Rocche dei) - Punta E. Questa Il grande Volo

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 2500
quota vetta (m): 2889
dislivello complessivo (m): 350

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: STE83
ultima revisione: 14/06/12

località partenza: Grange di Valle Stretta (Névache , 05 )

punti appoggio: Rifugio Re Magi - Rifugio III° Alpini

cartografia: Fraternali 1:25000 n.1 Alta Valle di Susa, IGC 1:25000 n.104

note tecniche:
Probabile prima salita dello spigolo ben visibile contro il cielo dal Rifugio III° Alpini, Stefano Cordola e Alessandro Nordio il 13 giugno 2012

descrizione itinerario:
La via supera il grandioso spigolo che scende dalla vetta della punta Emilio Questa, ben visibile in tutta la sua bellezze dal Rifugio III° Alpini, in quanto si staglia contro il cielo. Appare lungo ed imponente, come d'altronde è in realtà. La roccia è buona nei passaggi difficili, mediocre altrove.

Accesso: dal Rifugio III° Alpini, seguire il sentiero per il Monte Thabor, sino a quando questo transita proprio sotto la verticale della vetta. Abbandonarlo per risalire alla base dello spigolo, prima su prati, poi per il ghiaione. La via attacca circa 60 metri a destra del punto in cui la parete precipita più in basso, appena a destra di uno strapiombo. Uno spit a 10 metri di altezza (lasciato da un precedente tentativo) segna il punto di attacco. Ore 2 dal rifugio.

Itinerario: attaccare sotto la verticale dello spit per fessurine (5a), raggiungendo una cengia più facile che si segue verso sinistra (3b) sino alla base di un diedro. Seguirlo (4c) sino ad una grande cengia, dove si trovano incise sulla roccia le lettere DB. Seguire l'evidente diedro camino per due lunghezze (5b, un passo di 5c), sino ad una cengia. La parete è ora caratterizzata da un enorme tetto triangolare. Vincere il diedro alla sinistra del tetto (5c), sino ad uno scomodo pulpito di sosta. Attraversare in placca a sinistra (5c improteggibile), raggiungendo una fessurina che si segue sino a una cengia (1 chiodo, 6a). Traversare a sinistra prima per cenge, poi per facili rampe ascendenti (3c). Alzarsi sino ad individuare un diedrino di roccia precaria che riporta a destra (4a), e che con uno strapiombino porta sul filo di uno spigolo (un passo di 5c).
Ci si trova ora davanti ad un grande canale fessura. Attraversare a destra, portandosi al centro del canale, risalirlo di qualche metro e, per una vaga cengetta (4c) portarsi sulla sua destra, per afferrare una fessura che riconduce sul filo dello spigolo principale (espostissimo, 5b).

Salire un bel tiro sul filo dello spigolo sino ad una cengia (5a). Per lame riattraversare verso sinistra sul lato opposto del grande canale fessura (facile, 4a) raggiungendo una spettacolare fessura verticale che conduce alla base di un evidente camino con blocco incastrato (5c). Passare sotto il blocco incastrato, e per una fessura (5a) raggiungere brevemente la cima.

Discesa: lunga e complessa, sopratutto nella prima parte. Dalla cima scendere sul lato NE disarrampicando una ventina di metri, raggiungendo un ancoraggio per la corda doppia (2 chiodi) su una placca che caratterizza la sommità di un gendarme. Raggiungere detto ancoraggio (non banale), e scendere in doppia su una cengia. Seguirla sul versante nord per un centinaio di metri, aggirando un torrione, sino ad un intaglio, dal quale un facile canale permette di scendere sul versante sud ovest verso il colle della giraffa. Una doppia (cordino su spuntone), deposita nel canale che scende dal colle della giraffa, che con facili ma delicati passaggi di arrampicata riporta sul ghiaione alla base della parete.