Corno Grande Vetta Occidentale Discesa per il Calderone ed il Vallone dei Ginepri

L'itinerario

tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: BSA   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Varie
quota partenza (m): 1465
quota vetta/quota massima (m): 2912
dislivello totale (m): 1500

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: annibale
ultima revisione: 19/03/12

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Rifugio Franchetti

cartografia: Cartografia: Gran Sasso, CAI Aquila

bibliografia: Persio;Mazzoleni

accesso:
Dalla SS.80 Teramo-L'Aquila dal bivio di Ponte Arno si sale lungo la provinciale a Pietracamela ed ai Prati di Tivo.

note tecniche:
Magnifica salita, varia ed entusiasmante, in un ambiente unico cui fanno da quinte le solari pareti del Corno Piccolo e la severa mole del Corno Grande. Non per nulla è una classica tra le più apprezzate e frequentate dell'intero Appennino. Lo scenario severo e maestoso in cui il percorso si svolge ne fanno un itinerario di grande soddisfazione estetica e sciistica. Bellissimi scorci in discesa nel V. dei Ginepri sulle quinte rocciose delle Fiamme di Pietra e delle Spalle del Corno Piccolo. Richiede ottime condizioni di assestamento del manto nevoso.
Tempo di salita: ore 3.30 (dalla Madonnina) complessivo per i Prati ore 5.30

descrizione itinerario:
Dai Prati di Tivo si prende la seggiovia per la Madonnina m.2028. In alternativa al mezzo meccanico si può percorrere la strada che dal piazzale sale al campeggio e prosegue alla sella di Cima Alta, chiamata anche del Laghetto o Balcone e senza nome sulla carta. Si sale lungo il largo crinale dell'Arapietra, si supera il vecchio Albergo diruto m.1896 e si arriva alla Madonnina (ore 1.30).
Dalla seggiovia si sale la cresta verso le balze rocciose del Corno Piccolo, che si aggirano alla base sulla sinistra, percorrendo il delicato Passo delle Scalette, da affrontare generalmente senza sci e con attenzione. Superato il Passo si è nel Vallone delle Cornacchie, chiuso ai lati dalle incombenti pareti dei Due Corni e sospeso a valle sulle dolci colline dell'Abruzzo teramano.
Si batte traccia generalmente sul lato destro del Vallone, a prudente distanza dalla parete est del Corno Piccolo che, esposta al primo sole del mattino, scarica a volte neve e pietre. Si passa davanti alla Grotta delle Cornacchie e poco dopo un acuminato obelisco accostato alla parete si attraversa il pendio verso sinistra, con una lunga diagonale in direzione del rifugio Franchetti, edificato su uno sperone roccioso al centro del Vallone. Attraverso una zona caratterizzata dai grossi massi residuo di antiche frane e dopo alcune svolte si arriva al rifugio m.2433 (ore 1.30 dalla Madonnina).
Si attacca poi il pendio alle spalle del rifugio. Si rimonta la morena con pendenza man mano più ripida su terreno spesso gelato; superato questo tratto si entra nello spettacolare anfiteatro che,formato dalle tre vette del Corno Grande, racchiude il piccolo Ghiacciaio del Calderone. Tenendosi sulla destra della conca si traversa sotto le rocce e si risale una strettoia più ripida. Poi la conca si allarga e la pendenza si attenua per raddrizzarsi poco dopo. Si guadagna la cresta terminale per una selletta ben visibile a destra della cima. Una volta in cresta la si segue ed in breve si è in vetta al Corno Grande m.2914 (ore 3.30).

DISCESA
Si ridiscende lungo la via di salita fino al Rifugio Fianchetti.
Dal Franchetti ci si dirige a mezza costa con leggera salita alla Sella dei Due Corni m.2547. Dalla Sella si scendono i ripidi pendii del sottostante Vallone dei Ginepri, spesso gelati il mattino, che vertiginosamente calano in Val Maone. Alcuni preferiscono scendere sul lato sinistro del Vallone; altri tenersi al centro dello stesso. Per evitare alcune strozzature e piccoli salti che la chiudono in basso è preferibile scendere il primo tratto al centro della valle per spostarsi quindi a sinistra verso un boschetto oppure a destra con brevi diagonali,arrivando così ad imboccare uno dei canalini, poco visibili dall'alto, che portano sul fondo della Val Maone, in un'ampia radura sotto i Pilastri dell'Intermesoli, a quota m.1600 circa.
Arrivati in Val Maone una veloce e facile scivolata porta alle sorgenti di Rio Arno a quota m.1450 circa, dove ha inizio il bosco ed una strada sterrata che risale in 30 minuti ai Prati di Tivo.