Petit Golliaz da Mottes per Canale Sud in traversata al Grand Golliaz

difficoltà: PD+ / PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1650
quota vetta (m): 3237
dislivello complessivo (m): 1700

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: RobertaeLeon
ultima revisione: 12/03/12

località partenza: Mottes (Saint-Rhemy-En-Bosses , AO )

cartografia: IGC 1:50.000 n.5 CERVINO MATTERHORN e MONTE ROSA

note tecniche:
Il gruppo del Golliaz è un composto di due cime, disposte lungo una cresta con orientamento Sud-Nord: il Piccolo Golliaz a Sud e il Grand Golliaz a Nord, con poca differenza altimetrica. L'itinerario descritto, consigliabile in inverno/primavera, è lungo e impegnativo, e permette di toccarle entrambe con una traversata alpinista molto varia e di grande soddisfazione. Vista la scadente qualità della roccia e la ripidezza del terreno è necessario giusto innevamento e neve sicura e portante. Attrezzatura: casco, ramponi, piccozza, corda utile. Racchette o sci utili per l'avvicinamento e per il rientro.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di Mottes, passare sotto il viadotto del traforo e seguire verso ovest il vallone del Merdeux che in breve volge a dx (nord). A quota 1800 m circa si segue il ramo principale (sx) tenendo il fondovalle e si raggiunge l'alpe del Merdeux. Si prosegue ora dietro l'alpeggio verso Nord e si raggiunge il valloncello nascosto sotto il Petit Golliaz, solcato da ripidi canali.
Si imbocca il canale di sx (300 m 40-45 gradi) e lo si risale con picca e ramponi fino al suo termine ad una stretta forcella. La sommità del Petit Golliaz è quella sulla dx che si tocca in pochi minuti aggirando sul lato nord un primo risalto (esposto) fino ad un colletto e quindi lungo il filo (ripido, esposto, roccia delicata) oppure, dal secondo colletto, scendendo di pochi metri sul lato sud lungo una cengia e risalendo lungo un canalino franoso. Ritornati all'uscita del canale si segue verso ovest la cresta rocciosa che in pochi metri porta al nodo orografico dove parte la cresta di collegamento verso il Gran Golliaz.
La si costeggia facilmente lungo il lato occidentale (Val Ferret) fino ad un colletto alla base di un grosso gendarme che si aggira sempre sul lato occidentale. Segue un tratto facile da percorrere sul filo, quindi si scende sul fianco orientale e con un traverso si taglia il ripido pendio sospeso puntando al canale nevoso che scende dalla cima del Gran Golliaz. Si sale il ripido canalino nevoso (80 m 45-50 gradi) fin quasi all'uscita in cresta, quindi si piega a dx e con un breve traverso molto esposto (misto) a cui segue un tratto molto ripido (delicato) si aggira il castello sommitale e si raggiunge il segnale di vetta.

Discesa:
ridisceso il canalino terminale fino al nevaio sospeso, si scende puntando al centro di questo dove un ripido canalino di pochi metri permette di superare la barra rocciosa sottostante e raggiunge la conca dell'ex ghiacciaio delle Bosses. Non resta che scendere ora il vallone di Tula che alterna tratti ripidi a falsipiani.
A quota 2500 m circa, nei pressi del colle di S. Remy, il vallone piega a dx (sud). Si scende lungo il solco e a 2000 m circa si incrocia la pista per l'alpe del Merdeux, che si attraversa. Per scendere sul fondovalle principale, 200 m più in basso, dove si ritrova il percorso di salita, si può compiere un traverso sul ripido versante sx orografico, sospeso su una gorgia, oppure scendere sulla dx orografica del rio per ripidissimi pendii erbosi.