Malciaussia (Lago di) da Margone per il Traciolin

sentiero tipo,n°,segnavia: N° 111b/S.I.
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1410
quota vetta/quota massima (m): 1805
dislivello salita totale (m): 395

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
tim : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 0% di copertura

contributors: mario-mont stegonella
ultima revisione: 20/10/11

località partenza: Margone (Usseglio , TO )

cartografia: Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo

accesso:
Percorrere la val di Viù, oltrepassare Usseglio e raggiungere Margone dove si lascia l'auto sull'ampio piazzale.

note tecniche:
Bell'itinerario per i mesi autunnali. Consiglio di percorrerlo dopo il 15 ottobre, data in cui la strada per Malciaussia viene chiusa al traffico (barra).
Si percorre la ferrovia Deacauville del 1932, che portava il materiale alla diga di Malciaussia prima della costruzione della strada. Qui e là si trovano ancora le vecchie rotaie.
Percorso panoramico su tutte le montagne della costiera fra Val di Viù e Val di Susa.
Esposizione sempre a sud, che lo rende percorribile fino alle prime nevi.
Sconsiglio in primavera perchè i vari canaloni che si incontrano sono sempre innevati e l'esposizione rende il percorso pericoloso.
Indispensabile la pila frontale perchè si deve percorrere una lunga galleria.
La difficoltà EE è riferita a due passaggi parecchio esposti, uno a metà percorso e uno nel tratto finale, in cui vi è una corda fissa messa così così. Per il resto la difficoltà è E .
Aggiornamento del 2/11/2015 : la corda fissa è quasi senza attacchi alla roccia, ne rimangono due non molto sicuri. Attraversamento piuttosto pericoloso data l'esposizione , specie in presenza di ghiaccio.

descrizione itinerario:
Da Margone prendere il sentiero per il rifugio Cibrario, segnato con tacche rosse.
Dopo aver superate numerose baite si perviene a un bel pianoro da cui si vede la Decauville che parte da Monte Bassa, che si scorge a destra.
Proseguire sul sentiero per il rifugio, fino ad incontrare le rotaie oppure tagliare decisamente verso ovest nel pianoro fino ad arrivare al piano della ferrovia in corrispondenza di un edificio semidiroccato.
Da qui il percorso è sempre ben individuabile. Un primo tratto fra rade piante, poi un valloncello dopo il quale si passa in un fitto boschetto di ontani. Usciti, si perviene a un altro vallocello in cui il piano della ferrovia è stato completamente asportato da valanghe. C'è però una corda fissa.
Dopo questo, il percorso è in buono stato, tagliato nella roccia, fino all'imbocco della galleria.
Percorrerla con prudenza, principalmente perchè può esservi parecchia acqua.
Si perviene quindi a un corso d'acqua che genera la bella cascata visibile dalla strada sottostante.
Il percorso è ora in mezzo ai prati, fino all'ultimo tratto che taglia nuovamente la parete rocciosa.
Ormai siamo sopra la strada. Un breve tratto in discesa molto ripido attrezzato con corda e scalini e si arriva sulla strada asfaltata 100 metri prima del lago.

Volendo completare la passeggiata si può scendere a sinistra prima della diga fino al corso d'acqua. Da qui percorrere pochi metri del sentiero GTA e prendere poi a destra in un valloncello il vecchio sentiero 113(tacche bianco-rosse e ometti) che sale piuttosto ripido fino al lago Nero 2007 m.
Calcolare altri 250 metri di dislivello circa.
Dal lago consiglio la discesa dall'altro sentiero che arriva sulla mulattiera proveniente dal colle della Croce di Ferro e da qui in breve a Malciaussia, contornando il lago.

Altra proposta per gli amanti delle cime è la Punta di Bellacomba 2011 m. Giunti al lago, prima di scendere verso l'albergo Vulpot prendere a destra la stradina che porta alle varie case e alpeggi. Giunti all'ultima casa, prendere a destra il crestone e seguirlo fino in vetta, con pendenze sostenute. Ottimo panorama su tutta la conca di Malciaussia e sul Rocciamelone.
Curiosamente sulla croce di vetta è scritto "Colle Bellacomba 2040 m" .

Ritorno sulla strada asfaltata che si apprezzerà per l'assenza di veicoli.

altre annotazioni:
È un sentiero decisamente atipico rispetto all’idea comune di camminare su un itinerario di montagna. L’escursione è appagante dal punto di vista storico, naturalistico e panoramico.
Tutto l’itinerario si sviluppa sul tracciato del sentiero Italia e ad una prima parte di ripida salita, dove in pratica si supera tutto il dislivello dell’escursione, ne segue una seconda pianeggiante,
dove si cammina sul tracciato della vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto che, a cavallo tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta del secolo scorso, collegava i cantieri
del Lago dietro la Torre e del lago di Malciaussia.

“Una riunione di capanne e una Cappelletta intitolata a San Bernardo”, così a metà Ottocento Malciaussia veniva descritta da Clemente Rovere nel suo manoscritto illustrato “Il Piemonte antico e moderno delineato e descritto”.
L’aspetto paesaggistico di Malciaussia è destinato a cambiare radicalmente tra il 1917 e il 1933, periodo al quale risalgono rispettivamente la prima domanda di concessione ed il termine dei lavori per la costruzione degli impianti idroelettrici di Usseglio che interessano l’intera Valle di Viù.
L’ingegner Ganassi fu il progettista e direttore dei lavori per la realizzazione della diga ad arco di Malciaussia. Egli era all’epoca presidente della SIP (Società Idroelettrica Piemonte), che si affiancava ad altri operatori nella regione, quali la Edison, la SADE e la SME. In Piemonte l’avvio della grande trasmissione a distanza di energia era avvenuto proprio grazie allo sfruttamento delle acque delle Valli di Lanzo: dalla centrale idroelettrica di Funghera, sulla Stura di Lanzo, nel 1898, proveniva l’energia utilizzata per il funzionamento dei mezzi di trasporto e della illuminazione pubblica della città di Torino.
Lo sfruttamento sistematico del bacino imbrifero lanzese da parte della “Società anonima elettricità alta Italia” proseguì con la realizzazione tra il 1900 e il 1905 di altre tre centrali nel territorio di Ceres e in quello di Ala di Stura. Tra le installazioni di centrali idroelettriche in Piemonte, quella della Stura di Viù ha caratteristiche peculiari: un piccolo bacino di 241 Km² produce quasi 60.000 Kw, grazie al sistema integrato su cui si basa, a partire dal territorio dotato di ampie riserve idriche alimentate dai ghiacciai, dalle abbondanti precipitazioni nevose e da numerosi torrenti e sorgenti d’acqua.
Vengono scavate gallerie, costruiti sbarramenti, condotte, piani inclinati; la frazione di Malciaussia viene sommersa. Una decauville, ferrovia a piccolo scartamento, buca la montagna e raggiunge il piano di Malciaussia.
Gli impianti formano un insieme concepito e progettato fin dall’inizio in modo unitario che parte da 2718 m di altitudine, dove si trova il serbatoio del Lago della Rossa, con una diga alta 27 m e uno sviluppo di 270 m, una capacità d’invaso di circa 8,3 milioni di m³.
Con un salto di 335 m le condotte forzate alimentano la centrale di produzione e pompaggio del lago Dietro la Torre.
Quest’ultimo lago, formato con una diga di 55 metri di sviluppo, viene utilizzato per il pompaggio dell’acqua di fusione delle nevi, nei mesi estivi, nel sovrastante serbatoio della Rossa.
Un ulteriore salto di 544 m conduce alla centrale di Pian Sulè che, posizionata in galleria a quota 1830 m, riceve l’acqua dal lago dietro la Torre.
L’acqua di restituzione di Pian Sulè si dirige verso il lago di Malciaussia, che serve da vasca di compensazione per regolare la quantità settimanale di energia producibile, e alimenta a sua volta con un salto di 499 m la centrale del Crot di Usseglio. Più a valle si trovano il bacino di Piazzette e la centrale di Lemie; da qui le acque vengono convogliate alla centrale di Fucine e infine a quelle delle porte di Viù. Due linee ad alta tensione, collegate alla rete nazionale, attraversano la valle e convogliano l’energia prodotta, stimata in 150 milioni di chilowattora l’anno, pari al consumo di 50.000 famiglie.


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