Misantropi (Sperone dei) Marmorand express

difficoltà: 6a+ / 5b obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1650
sviluppo arrampicata (m): 85
dislivello avvicinamento (m): 440

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 03/10/11

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia Forno Alpi Graie

cartografia: Valli di Lanzo - Fraternali editori

bibliografia: Quaderno delle Vie dell'Albergo Savoia

accesso:
risalire il vallone di Sea fino all'alpeggio di Balma Massiet, quindi continuare lungo il sentiero per una decina di minuti, quando, dopo un saliscendi, s'individua a destra una possibilità di discesa verso il torrente (ometti). Raggiungere un guado abbastanza agevole tra grossi massi, quindi portarsi sulla sinistra idrografica, al cospetto dell'anfiteatro di Marmorand. Qui è visibile al centro un grosso accumulo di blocchi rocciosi, frutto di una poderosa e recente frana, la cui gigantesca nicchia di distacco è ben visibile in alto e a sinistra della cascata di Marmorand. Salire al meglio tra i blocchi poco stabili (ometti) e puntare alla base della bastionata chiara che si evidenzia a destra della nicchia occupata dallo stillicidio che d'inverno origina la "Chandelle". L'attacco è segnalato da un grosso ometto di pietre (spit giallo visibile; ora 1,15 da Forno A,G.)

note tecniche:
Lo "Sperone dei Misantropi" costituisce la parete che si delinea a destra della "Chandelle de Marmorand", la cui corazza ghiacciata ne occupa, nei periodi di maggiore alimentazione e formazione, lo sperone più meridionale e basale. Proprio su questo sperone, la cui roccia, (assai solida) appare ripulita e priva di licheni dalla millenaria azione della gelivazione e delle acque, si sviluppa l'itinerario qui proposto. La S2 e la S3 della via, a lato della cascata, possono costituire d'inverno una valida e rapida possibilità di calata, qualora si salga la "Chandelle". Prima salita: M. Blatto e R.Rivelli ottobre 2011

descrizione itinerario:
Salire un muretto di roccia lavorata 4c, quindi alcuni facili gradoni fino sotto un muro leggermente strapiombante, caratterizzato al centro da una nicchia. Alzarsi usando lo spigolino delle nicchia e afferrare, oltre il bombamento, una scanalatura obliqua, sulla quale accoppiare le mani issandosi fino a una scaglia sporgente 6b (2 spit). Raggiungere quindi il pulpito di sosta (S1, due spit da collegare).
Andare a sinisrta su uno spigolino e ribilanciarsi su alcuni gradini creati dalla roccia assai lavorata dall'acqua 5c, quindi piegare a destra su una placca biancastra 5a, che progressivamente abbatte fino alla S2, su due spit. Si è qui sovrastati da un diedro sospeso, il cui tetto d'ingresso è minacciato da una grossa scaglia incastrata precariamente. Più a destra, vi è un terzo diedro, il cui ingresso è possibile direttamente da una nicchia con blocchi grazie a un passo atletico 5c+ (1 spit); detto ingresso è però più facile se si passa all'esterno della rampetta di blocchi, usando alcune scaglie da tirare con cautela (in questo caso 4c). Raggiungere in ogni caso l'inizio del diedro e, con gran spaccata, afferrarne il fessurino di destra, ottimo per le dita e per le protezioni, sfruttando anche la bella placca a sinistra con discreti appoggi. Uscire con bella dulfer 5b e guadagnare una rampetta di roccia lavorata 4c (1 spit), che permette di salire senza difficoltà al termine del salto; S3.

Discesa: con due calate, da S3 ed S2 (attenzione alla prima calata, in cui si sfiora la minacciosa e precaria lastra incastrata).


Materiale: in posto 7 spit di passaggio e 6 di sosta. Portare friend fino al 2 bd e nut piccoli.