Ancesieu (Cima Principale) La strategia del ragno

difficoltà: 7b / 6b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1450
sviluppo arrampicata (m): 350
dislivello avvicinamento (m): 450

copertura rete mobile
vodafone : 90% di copertura
tim : 0% di copertura

contributors: atromba
ultima revisione: 12/09/11

località partenza: Forzo (Ronco Canavese , TO )

vedi anche: http://blogmountainzone.blogspot.com/2011/09/la-strategia-del-ragno_19.html

accesso:
Val Soana, fin quasi a Ronco, poi per strada Forzo fino a un ponte 1.5 km dopo la frazione Lasinetto.

Dal fiume ritornare un pò indietro lungo la strada e,dopo una curva, prendere un sentiero segnalato su una roccia con la scritta "palestra". Seguire il sentiero (ometti) che sale sempre verso dx fino a uscire dal bosco e entrare nel canale che viene seguito fin al colletto.
Dalla cima del combetto degli Embornei costeggiare la parete, dal suo centro seguire un ripido canale erboso (passi di I° e II°) che obliqua a sinistra. Giunti sotto la verticale del limite sinistro dell’enorme tetto siete alla sosta zero (spit).

note tecniche:
LR2+ 350m 7b max 6b obbl. (oppure 5c e A2)
Si tratta della più mitica via di Isidoro Meneghin, nella variante "diedro della sveglia" in compagnia di Ugo Manera.
Unica via della parete sud- ovest dell'Ancesieu è una linea incredibile. Interamente su protezioni tradizionali offre un'arrampicata bellissima, varia ed esposta.
In origine con molto artificiale è oggi scalabile tutta in libera grazie al grande lavoro di pulizia e la scoperta di alcune varianti.
Tutta fra il 6b e 6c ed un solo tiro di 7b.

Materiale generale:
Corde da 60 non raccorciate nel tempo; martello leggero per verificare i chiodi;
Camalot:
C3: tutti
C4: uno 0,3 – doppi da 0,4 a 2 – un 3.
Nuts: non i micro, misure medie.



Via restaurata e liberata da Adriano Trombetta e compagni nell'agosto 2011.
Tutte le soste (tranne una su spuntone) sono in posto a spit, calate in doppia velocissime e dirette. 13 chiodi proteggono ottimamente i passi più complessi.

descrizione itinerario:
L1- Si comincia su una corta fessura nerastra e poi diedrino (5c); si traversa a ds circa 4 metri fin contro uno strapiombetto che si supera tornando a sinistra con un difficile ribaltamento su gradino; ora in sosta per il difficile diedrino svasato:
S1 6b+ 30m 3 ch.
Materiale: tutti C3 camalot, 1-2-3 C4, nuts

L2- Direttamente per fessure superficiali salire circa 15m di difficile “friendaggio” (6b+); dopo il buon chiodo, in corrispondenza di appoggi per i piedi, traversare a sinistra in placca 5m (6a,piazzare buon 0,4 prima); dritti per fessura erbosetta (6a+ camalot 3 e ..) fino ad un gradino
che riporta a ds in: S2 6b+ 40m un ch.
Utilizzare una sola corda fino al traverso per poi usare l’altra!
Materiale: circa tutto…

L3- Sovrastante tettino con duro blocco (6c) ben protetto da camalot 3. Pochi metri di placca, poi
su una scaglia (chiodo), traversare e scavalcare lo strapiombo a destra (6a). Ancora a destra sotto una stele appoggiata per circa 10m (5b) fino a tornare a sinistra su gradini. Giunti in cengia erbosa non sostare ma continuare a sinistra; importante proteggere a circa metà traverso erboso, se no il secondo non riesce a spostare la corda. OCCHIO AGLI ATTRITI! Usa solo una corda fino al chiodo con cordone.
S3 6c 45m di sviluppo, 20 verticali, 3 ch.
Materiale: una serie camalot.

L4- Siete ora sotto la “variante del regista”, un magnifica fessura di mano per una ventina di metri. Dove essa muore magicamente ne parte una orizzontale a destra fino in:
S4 6b+ 30m.
Materiale: una serie e raddoppia lo: 0,75 – 1 - 2

L5- Seguire la rampa 25m a sinistra fino ad un pratino.
S5 da attrezzare su evidente spuntone; 25m III°.

L6- Diedro leggermente strapiombate, blocco di partenza su scaglie poco rassicuranti ma che per ora tengono (6b+ chiodo bomba). Seguire all’incirca tutto l’arco che vi porta verso destra; poi per lame marce fino in: S6 6b/ 6b+ 40m 4 ch.
Materiale: una serie fino al 2.

L7- Fessure e lame verso destra. Se gestite bene gli attriti potete unirlo al precedente. S7 5c 10m

L8- La seconda variante del “Regista”. Perfetta fessura dulfer per 15 metri, dove questa continua sotto un tetto uscire dritti su un bellissimo muro a tacche che porta in: S8 6b 25m.
Materiale: da 0,4 a 3; doppio il 2; nuts per il muro a tacche.

L9- Dalla sosta obliquare a destra dove per tacche si guadagna il diedro svasato (5c). Seguire
tutto il diedro, il quale presenta una prima sezione (6c+) difficile da proteggere mentre si scala. Il chiodo (da 3cm) presente in questa non è affidabile, BISOGNA proteggere nel buco prima con un camalot 0,3 (come uno spit!). S9 6c+ 30m, 3 ch.
Oppure continuare fino a S10 se l’attrito ve lo concede!
Materiale: doppia serie fino allo 0,75; un 1 e nuts.

L10- Dall’appesissima sosta continuare l’esile fessura e dopo un complesso ribaltamento un facile
diedro conduce in S10 la quale però va saltata in quanto solo di calata. Si continua altri 10 metri fino in S11 (comodissima) 6a+ 30m 1ch.
Materiale: una serie fino al 2 e nuts.

L11- 10 metri di pannelo strapiombante solcato da una fessura ad incastro di dita (7a+); movimenti veramente tamarri difficili da proteggere mentre si scala. Friends da 0,4 a 1 fino al chiodo, poi un 3 se uscite in artif. Se invece siete ancora in libera un difficile incastro di pugno vi porta a tirare il fiato su un gradino. Un bombachiodo vi protegge il difficile muro che obliqua a destra (6b-6b+) fin contro un’altra fessura, ovviamente ancora atletica e strapiombate (6c), che si protegge con 0,5 – 1 e 2. Come sempre straocchio agli attriti!
S12 7b nel complesso 30m 2ch.

L12 – Dalla sosta un poco a destra e per risalti, fra rododendri e gradini di roccia, si arriva in: S13 IV° 30m.

VETTA – Entrate nella grotta davanti a voi e per un curioso buco nel soffitto uscite all’omino di vetta!

Note:
pur essendo l’undicesimo il tiro più duro esso è ben superabile in artif. I più impegnativi restano il secondo in quanto aleatorio e lungo e il nono che presenta il 6b obbligatorio della via. Seguono a ruota il primo, di difficile lettura e decisamente obbligatorio anche lui, e il sesto in quanto su roccia a volte pericolosa.
Il nono tiro ha una sosta appesa (presente nella relazione di Manera e Meneghin), la quale spezza la continuità del tiro; per essere fedeli alla libera quindi, bisogna continuare fino in S10. In questo
caso la difficoltà del tiro sale a 6c+/7a, inoltre dovete esser parchi nel proteggere il diedro per non aver il solito problema degli attriti!

Discesa:
Dall’ometto di vetta si ritorna in S13 disarrampicando; da qui farne una da 30m fino a S12 (se non la fai si incastrano). Dopo le calate sono sostanzialmente dritte e accorpano molti tiri.
L’unica in cui bisogna porre molta attenzione e quella che parte da S10, trattasi di 60 metri che portano a sosta indipendente posta 10 metri a destra di S7.