Ciastiel dal Crìdola

L'itinerario

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1058
quota vetta (m): 2378
dislivello complessivo (m): 1350

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 23/08/11

località partenza: Borbe (Lorenzago di Cadore , BL )

cartografia: Tabacco 02

bibliografia: Visentini:Dolomiti d'oltre Piave

note tecniche:
Salita su terreno faticosamente instabile e verso la conclusione poco rassicurante ,tuttavia di semplice orientamento.
Luogo speciale che profuma di mistero. Una sorta di regno del fantastico, un diroccato maniero, protetto dalle cime circostanti, che regala impensabili scorci su vette, guglie e pareti.
I primi a mettere piede dentro il Castello furono K. Koegel e la guida J. Both il16.8.1902,seguiti l'anno successivo da N. Cozzi e nel 1904 A. Eichinger e O. Uhland, poi altri a seguire.

descrizione itinerario:
Da Lorenzago:
Dalla Strada nazionale 52, località fienili "Borbe", segnavia 326 (mt.1058), oppure località "Campo" sentiero 340 (m 987), prima su strada bianca poi per comodi sentieri, ci si inoltra nell'ampia valle del Cridola, che si risale superando la copiosa sorgente fino alle ghiaie delle incombenti pareti.
Si continua in direzione della "Forcella di Tacca" , poi si prende a sinistra (direzione Est) alla q.1900 circa verso la Forca del Crìdola e in breve dopo una paretina rocciosa si arriva al Bivacco Vaccari (2050 m.).
Dal Bivacco si attacca subito il ghiaione lateralmente sovrastante,lasciando indietro le grosse pietre basali per quella più fini, fin sotto la suggestiva finestra della Torre Bellavista a dx.Ci si inerpica per il canalone che si restringe e svolta verso sx sempre più arginato dalla quinta dell'incombente Torre Cridola.
A questo punto è meglio abbandonare il solco sempre più sconvolto dalla frane e colmo di detriti,per appoggiarsi alla grande bancata di rocce detritiche sul fianco sx.Mediante una cengetta si rimontano buone roccette scalinate,un pò obliquando verso sx,come d'altronde tende lo stesso canale (1° grado).
Si raggiunge così la forcella di Torre Crìdola (2330 m.) e d'improvviso appare uno stupefacente quadro delle vette di Forni con la Cima ed il Crodòn di Giaf.
Poco prima della Forcella , proprio alla base della Torre e del suo satellite Campanile Irma, si accede verso sx al logico cengione diagonale, scartando di qua e di là le curiose merlature della cresta.
Dapprima ci si tiene a sx,sul lato del Bivacco Vaccari per una cengia di 60 m..Quando la medesima si assottiglia,in prossimità di un intagio esposto,si passa dalla parte della val di Giàf (4 m. di 1° grado,aggrappandosi con fiducia al solido roccione sulla cresta).
Quindi si prosegue verso Est di nuovo a sx delle torrette,avanzando per un'ottantina di metri lungo un'ulteriore cengia macchiata d'erba,non piana ed in giù prepititosa,ma percorribile soprattutto rasente alla roccia della linea sommitale.Si giunge così al termine della cengia, dove i contrafforti del "Castello" precipitano sui ghiaioni della Cuna con pareti a piombo esaltate da spigoli e costoloni.
Poco prima che la cengia inverta direzione,doppiando la dorsale orientale,si sale decisamente per un'erta rampa friabile,montando ad un colletto ed alla spaziosa vetta,occupata da un grande ometto di sassi.
Non resta ora che raggiungere il punto sommitale,costituito da un dente turrito.
Si traversa dunque per una cengia in direzione ovest,sul versante bivacco Vaccari;
si passa davanti ad una torretta secondaria;si raggiunge un forcellino alla base della torretta sommitale .
Si sale per una fessura , preferibilmente sporgendosi nell'esposto versante sud,superando la paretina finale di 10-15 m. (II°+).