Sass Maor Bettega + Solleder

difficoltà: 5c
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 1350
sviluppo arrampicata (m): 2814
dislivello avvicinamento (m): 1500

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pagnogio
ultima revisione: 30/06/11

località partenza: Parcheggio (San Martino di Castrozza , TN )

note tecniche:
Via in ambiente severo per la verticalità delle pareti e del terreno circostante. L'esposizione è molto presente. La lunghezza dell'itinerario, la scarsità di chiodatura e la completezza delle variabili ne fa un itinerario di soddisfazione adatto ad alpinisti allenati, con esperienza ed intuito.
Attaccando presto al mattino si può effettuare l'itinerario in 10-13 ore e scendere in 1h30/2h al rifugio del Velo. E' naturalmente possibile spezzare i 2 itinerari ed effettuare la Bettega da valle e la Solleder dal rif. Velo scendendo dal sentiero dei Cacciatori (1h 30 fino all'attacco del canale, 1 h fino all'attacco della Solleder se si scala slegati (passaggi III max IV-).

descrizione itinerario:
Parte bassa della Bettega-Gilli-Gorza.
Dal sentiero dei Cacciatori, risalire il canalone di attacco delle placche d'argento finchè muore in un colatoio che scende dalla est del Sass Maor e attaccare proprio dentro di esso. Fare 2/3 della prima lunghezza dentro di esso (in mezzo all'acqua) e poi prendere a SX la sosta (2ch.) vicino all'unica fessurina riconoscibile come tale. Questa è l'indicazione più importante per questo viaggio di 1200 metri su una delle parete più alte delle Dolomiti. Da lì in poi si segue l'intuito e la logica (prendere diedri, camini e fessure quando ci sono) che portano in 13-14 lunghezze tra i 40 e i 60 m. all'attacco della successiva Solleder. In totale abbiamo incontrato una ventina di chiodi su 600-700 metri di sviluppo più quasi sempre almeno un chiodo di sosta. Non abbiamo utilizzato chiodi (non li avevo) e nuts ma friends medi fino al 3. La possibilità di protezione è comunque spesso limitata e bisogna padroneggiare il 5° dolomitico lontano dalle protezioni. I gradi sono mediamente intorno al 4° con passaggi di 5° e qualcuno di 5°+.

Solleder.
Di tutte le cose scritte vorrei essere più preciso nella parte più delicata in modo che altri non sbaglino come abbiamo fatto noi infilandosi in posti poco piacevoli (strapiombi gialli e friabili).
- Dall'ultima sosta della cengia Solleder (ch.+clessidra), si sale verso una rampa ascendente a DX (5- senza possibilità di proteggersi, 35m.) fino ad una buona sosta in un diedro.
- Salire la continuazione del diedro a sx, alzarsi e attraversare all'altezza di 1 ch. a DX (5, difficile) fino alla sosta a DX (10 m.).
- Salire dalla sosta ancora a DX (5) fino ad un terrazzino esposto (15 m.).
- Da qui ignorare la placca ed il chiodo con fettuccia sopra (variante Bettega - Gilli, 3 tiri VI+, duri ed obbligati su roccia bella il primo tiro, su roccia cattiva il secondo e da cui si esce con un diedro duro e superabile solo con friends doppi 2 e 3) ma si scende a DX di 2 metri in piena ed impressionante esposizione e si continua su traverso leggermente ascendente per 25-30 m.
Dalla sosta si sale sul primo diedro sovrastante e da qui si seguono indicazioni scritte da www.ramellasergio.it e dal altri siti.
Le difficoltà non sono elevate ma l'impegno globale è notevole e da non sottovalutare.