Freidour (Punta) anello per il Gran Truc e Monte Ciauvlà

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1630
quota vetta/quota massima (m): 2708
dislivello salita totale (m): 1300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Luigi polarbear62
ultima revisione: 27/06/11

località partenza: strada Conca Cialancia (Perrero , TO )

note tecniche:
Dal momento che il sentiero non è molto evidente si consiglia la gita in giornate non a rischio di nebbia.
Si può accorciare la gita raggiungendo in auto il parcheggio in prossimità dell'Alpe Lauson a quota 2030 m. [ma a quota 1750 circa, appena dopo un evidente grosso canalone, la strada presenta un grave cedimento a valle che la rende degna di serio pensiero in caso di transito con automobile. Consigliato il solo transito pedonale, ciclistico o motociclistico. Auto se leggere (ad es. PANDA) potrebbero non correre grossi rischi]. La strada che porta in Conca Cialancia è assai dissestata, [ma non più di quanto già percorso sino a Q. 1750].

descrizione itinerario:
Si può lasciare la vettura intorno a quota 1630 m per incamminarsi a piedi lungo la strada che porta in Conca Cialancia con ampia vista sulla Val Germanasca. Prendere un sentiero sulla sinistra poco prima dell'Alpe Lauson. Attenzione, ce n'è anche uno per la mtb poco prima che taglia in quota verso Riclaretto. In tal caso, raggiungere lo spartiacque e salire in mezzo ai rododendri. Raggiunta la vetta del Gran Truc scendere in direzione ovest fin verso il colle sottostante per continuare su tracce di sentiero sul versante del lago Lauson perdendo qualche decina di metri, fino a raggiungere dei cartelli che indicano il lago e la Punta Freidour. Seguire quest'ultima via e riguadagnare la cresta. Seguendo il filo di cresta forse si perde meno quota. A questo punto le tracce di sentiero con alcune tacche rosse si spostano sul versante di Angrogna per perdersi sotto la Punta Lausarot 2406 m [sulla carta Fraternali n. 5 la Q. è 2485]. Si risalgono i ripidi pendii erbosi sotto quest’ultima fin quasi a raggiungerla all’altezza della cresta. Da qui tornano a vedersi i segni che scendono verso una depressione assai marcata per risalire al Monte Ciauvlà 2568 m. E’ una punta isolata e particolare. Vista da distante sembra accessibile sono con passi di arrampicata, in realtà si sale agevolmente dalla cresta NE. Raggiunta la punta (che può già rappresentare una meta) la traccia si porta ancora una volta sul versante angrognino poco sotto il filo della lunga e pianeggiante cresta. Taglia alla base della Punta Freidour con una bella cengia per sbucare sul versante S dove si aprono ampi prati. Da qui si aggirano alcune rocce che si ergono appena sopra, per salire su ripidi pendii in direzione della Punta Freidour 2708 [il Freidour è dato a Q. 2571 m sulla carta menzionata] che si raggiunge in mezz’ora dal Ciauvlà [non indicato sulla carta]. Usciti dalla cengia si può anche tagliare in quota 2520 m il versante S per raggiungere una cresta che scende verso SO, un misto di rocce e terra ben percorribile.

Nessun altro suggerimento oltre alle condizioni della strada e delle quote, indicati tra [ ] che rappresentano la situazione al 20 giugno 2015.