Monzone (Torri di) Verso il mondo

L'itinerario

difficoltà: 7a / 6c obbl
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 800
sviluppo arrampicata (m): 320
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: www.gekoclimb.it
ultima revisione: 25/05/11

località partenza: Strada Monzone - Vinca (Fivizzano , MS )

vedi anche: http://www.toscoclimb.it

note tecniche:
Bella via di Roberto Vigiani e Piero Gianfranceschi al Campanile delle Torri di Monzone sulle Alpi Apuane. La via, aperta nel Settembre 2003, conferma le grandi doti arrampicatorie dei due autori che in apertura si sono affidati unicamente alle rarissime protezioni da loro infisse senza ricorrere a protezioni mobili supplementari.
La linea di salita, originale ed estremamente logica, sfrutta lo zoccolo basale destro del campanile, lo monta col primo tiro e prosegue con un lunghissimo traverso sinistro (3 tiri per oltre 100 - 120 m) portandosi sulla faccia principale del monolite. Qui un susseguirsi di tiri estremamente impegnativi e strapiombanti portano su una fascia di placche più abbattute di roccia marcia. Un ultimo tiro ancora strapiombante conduce al culmine della torre. La soluzione scovata dagli apritori rappresenta una delle vie di maggiore impegno e sviluppo delle torri di Monzone. La qualità della roccia non sempre accelsa, la chiodatura estremamente distante anche sui tiri duri e l' impossibilità a tratti di ricorrere alle protezioni mobili rendono questa salita mai banale, dall'obbligatorio elevato ma sempre di grande soddisfazione. La via oppone al salitore una grande varietà di stili. Sono rappresentate gran parte delle situazioni di arrampicata possibili; placche, diedri, traversi e tetti che si ritrovano sia nell'appoggiato tecnico che nello strapiombante di resistenza.
Il tiro chiave della via si svolge su roccia mediamente migliore rispetto a tutto il resto ma richiede accortezza per alcune prese poco rassicuranti. Qui l'obbligatorio di 6c si manifesta in alcuni passaggi che richiedono grande decisione e fermezza. Il tiro in alcune sezioni è comunque integrabile ma con maestria e sacrificio; per aggiudicarsi l' a-vista è infatti preferibile una certa velocità di esecuzione rispetto ad un laborioso tentativo di protezione supplementare.
Per la salita sono indispensabili una dozzina di rinvii e due mezze corde da 60 metri minimi. Personalmente consiglio una bella serie di friends completa fino al 2 camalot oltre a 2-3 micro friends tipo Camalot C3 (davvero utili) oltre a qualche dado non troppo grande. In via sono presenti due protezioni mobili incastrate poste in punti davvero nevralgici. Le soste di salita sono tutte predisposte su due fix da unire e sono quasi tutte appese. La parete, a maggio, entra in ombra verso le 10 - 11 momento in cui offre le condizioni di temperatura ideali.

descrizione itinerario:
Avvicinamento
Dall'autostarda A15 (Parma - La Spezia) si esce ad Aulla seguendo la SS63 in direzione di Fivizzano. Passata la frazione di Rometta si svolta a destra sulla SS445 verso Equi Terme. Si prosegue quindi per Vinca e prima di iniziare una serie di tortuosi tornanti sulla destra è facilmente reperibile un comodo parcheggio in prossimità di un ponte di legno senza sponde sul torrente Lucido; è utilizzato dai boscaioli quindi non ostruirne il transito.
Passato il fiume si mena lo sterrato lungamente fino al suo restringimento quasi a sentiero dove, sulla destra, è evidente una traccia che scende verso destra e porta sul greto di torrente. Risalita la sponda si entra nel bosco e si procede in costa verso destra.
Reperito il secondo ometto si sale decisi verso le torri; una volta giunti sul ravaneto sotto la Cattedrale lo si sale fino ad una piazzola recentemente allestita dai boscaioli. Qui conviene subito salire in diagonale destra per tracce poco marcate fino a rientrare nel bosco dove si tende sempre a destra in diagonale.
All'altezza del Campanile bisogna invece scendere fino ad un colletto (cavo di teleferica da legna) dove si prosegue ancora verso destra (faccia a monte) costeggiando un pendio di bosco verticale a tratti roccioso. Una volta raggiunto il canale lo si segue lungamente districandosi nella fitta vegetazione fino ad un ometto nelle vicinanze del quale è visibile una corda statica bianca. Di qui conviene già legarsi procedendo in cordata.

Relazione dei tiri
0) Si segue e ci si aiuta di peso con la statica ormai notevolmente invecchiata. Conviene nel tratto roccioso verticale proteggersi con un friend. Una volta superato il salto si prosegue lungamente sul ripido prato fino alla roccia. Si traversa a sinitra 5-6 metri fino al termine della fissa e alla sosta con un fix.
1)Dalla sosta con un fix si sale per diedro poco marcato. Tiro tecnico su roccia ottima e dalla chiodatura rassicurante. Sosta appesa al termine e a destra del diedro in corrispondenza della grande frattura diagonale direttrice del successivo traverso. 45M, 6b+.
2)Si traversa sempre verso sinistra seguendo l'evidente frattura a momenti a terrazzo. La roccia qui peggiora e la chiodatura è a tratti distante. Ci sono comunque discrete possibilità di integrare. Il traverso risulterà ostico al primo quanto al secondo di cordata. 30m, 6b+.
3)Si scende la sosta calandosi e si continua versa sinistra nella vegetazione. Si rimonta un muro sporco e friabile fino al fix dove si ricomincia la traversata a sinistra passando il grande e stondato spigolo che porta sul versante principale del campanile al cospetto degli strapiombi rossastri. Tiro facile e integrabile. 30m, 6a.
4)Si sale sulla sosta e si continua la traversata sempre verso sinistra fino ad una placca dove un passo ostico scivoloso ben sopra l'ultima protezione porta poi in sosta. Pochi metri a sinistra è visibile la catena inox di calata. Tiro, nel tratto delicato, non integrabile. 30m, 6a.
5)Si raggiunge e si passa la sosta inox come protezione intermedia e si prosegue in diagonale sinistra fino ad un diedro a tratti poco marcato che si sale fino ad un tetto che lo sbarra. Si vince il tetto (camalot C3 arrugginito e incastrato) e poi si traversa facilmente su terrazza verso la sosta a sinistra. 30m, 6b.
6)Si sale in obliquo sinistro per fessura fino al fix. Di qui a dritto sulla placca strapiombante articolata che in un punto duro oppone un diedrello dalle prese da verificare e che passato riporta in placca su roccia molto migliore. Si prosegue fino ad un bel riposo su esile cengia. Di qui si continua in diagonale verso un diedro fessurato (chiuso da un cespuglio) che si sale fino alla sosta posta su un esile ballatoio. Bel tiro di decisione e resistenza chiodato lunghissimo. 40m, 7a.
7)Si sale a destra verso il diedro (pianta provvidenziale) fino ad un dado incastrato che si passa proteggendo il traverso dopo lo spigolo fino al primo fix. Qui un intenso passo di blocco porta alla esile cengia che si segue verso destra in lieve diagonale ascendente fino a girare un altro spigolo. Si sosta sopra un gigantesco masso di frana assestata. 25m, 6b+.
8)Si sale per diedro sporco su grandi blocchi instabili (attenzione) fino ad uscire in parete aperta. Si continua lungamente su roccia decisamente marcia e vegetazione fino ad una zona abbattuta che ospita la sosta. Il tiro necessita concentrazione data la pessima qualità della roccia e la chiodatura rara. E' possibile integrare. 50m, 6a
9)Si sale a sinistra della sosta e si entra nel bellissimo diedro che si segue fino al suo termine uscendo sul ballatoio di destra. Di qui a sinistra con un passo in spaccata si riprende la placca strapiombante di roccia a tratti bianca e polverosa che si segue su prese nette e generose fino alla sosta posta sotto un tetto quasi orizzontale. Tiro (a sorpresa) apparentemente più facile rispetto alla gradazione degli apritori. 40m, 6c.

Discesa
Si eseguono due doppie sulle soste della via di salita, giungendo in prossimità dei grandi blocchi franati al termine del settimo tiro. Qui ci si cala per 60 metri direttamente fino alla sosta inox incontrata durante il 5° tiro. Sulla linea di questa calata gli apritori hanno predisposto due fix intermedi che vanno obbligatoriamente passati pena un allontanamento notevole dalla parete. Quindi dall'inizio dei tetti è bene cominciare subito a pendolarsi e fare i nodi alle corde. Dalla sosta inox si compie una doppia da 30m fino ad un'altra attrezzata. Di qui una breve porta alla vegetazione. Infine con un paio di doppie da 40 metri si giunge al canale di salita. Sono necessari 5 minuti per ritornare agli zaini; è quindi bene che almeno uno della cordata sia munito di scarpe.


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