Pesciola (Zucco) Ferrata

difficoltà: TD
esposizione prevalente: Varie
quota base ferrata (m): 1700
sviluppo ferrata (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: maxibert
ultima revisione: 13/05/11

località partenza: Piani di Bobbio (Barzio , LC )

punti appoggio: rifugio Lecco e altri ai Piani di Bobbio

note tecniche:
La via ferrata allo Zucco di Pesciola ripercorre quasi integralmente il tracciato della ferrata dedicata a Domenico Rebuzzini diventato ormai inagibile. Il vecchio tracciato è stato completamente smantellato, tutti gli attacchi sono stati rifatti, sono stati aggiunti alcuni appoggi in ferro per rendere più sicura la progressione. Gli anelli della catena sono di dimensioni tali da permettere il loro moschettonaggio in qualsiasi punto. Sono state apportate delle varianti per rendere più facile e sicuro il percorso. Va rimarcata il fatto che circa a metà il percorso si biforca: a sinistra si sale una placca molto impegnativa, valutabile almeno TD+, mentre a destra il percorso si mantiene più facile (la difficoltà complessiva della ferrata per chi sceglie questa opzione è nell'ordine di D+/TD-). I due percorsi si riuniscono comunque dopo circa 10'-15'.
Attenzione: l'itinerario si sviluppa in quota, si raccomanda la massima prudenza soprattutto nel periodo invernale.

descrizione itinerario:
Da Lecco si sale per la strada provinciale della Valsassina. dopo Ballabio si seguono a destra le indicazioni per Barzio, dove, seguendo sempre le indicazioni si raggiunge l'ampio piazzale della funivia con la quale si sale ai Piani di Bobbio. (Circa 15 Km da Lecco).In alternativa alla funivia si può salire ai Piani di Bobbio a piedi in circa due ore seguendo la carrareccia che inizia poco prima del parcheggio della funivia.
Dalla stazione a monte della funivia si sale al rifugio C.A.I. Lecco (mt. 1780) in circa 30 minuti. Qui, seguendo il "sentiero degli Stradini", che collega i Piani di Bobbio ai Piani di Artavaggio, si supera la Bocchetta di Pesciola si prosegue per comodo sentiero, sino ad incrociare l'imbocco del canale (cartello indicatore). Risalirlo per circa un centinaio di metri a monte del sentiero, si giunge così all'attacco della ferrata.(Dal rifugio circa 15 minuti).

Dopo un primo tratto verticale si aggira il bastione verso destra e si scende ad una forcella dalla quale, superato un breve tratto erboso, si risale un diedro, spesso umido, sbarrato alla sua sommità da uno strapiombo che si aggira verso destra. Si sale per un canalino e con una bella spaccata si sbuca su una cresta erbosa alternata a brevi balze rocciose. giunti ad un diedro con sasso incastrato, si sale per uscire a destra con un breve traverso. Alla piazzola sovrastante il percorso si biforca: a sinistra si affronta un tratto molto impegnativo che supera una parete a tratti strapiombante; a destra, il percorso meno impegnativo, sale per una rampa, passa sotto un bellissimo arco naturale di roccia e supera con l'aiuto di una scala metallica il salto finale ricollegandosi al percorso originario. Si supera il tratto suggestivo detto delle "Torri", si affronta un breve muro ed una facile rampa che raggiungono una piccola cengia da aggirare verso sinistra. Ci si trova ora ad affrontare un bellissimo e lungo diedro che porta deviando leggermente a destra su un ballatoio, si supera il sovrastante muro verticale, poi con minor pendenza, si prosegue per il pendio erboso che porta direttamente alla vetta sormontata da una Madonnina di bronzo.

DISCESA:
Dalla vetta si prosegue verso est lungo un evidente sentiero che porta ad una bocchetta, dalla quale si scende a sinistra il canale, spesso innevato fino a tarda primavera, che sbuca nel Vallone dei Camosci, da qui, seguendo il sentiero in direzione ovest si raggiunge il rifugio C.A.I. Lecco.