Servatun (Monte) da Roaschia per il Colle Balur

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 822
quota vetta/quota massima (m): 2277
dislivello salita totale (m): 1545

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura

contributors: gianpiero56
ultima revisione: 09/05/11

località partenza: Sorgente Dragonera (Roaschia , CN )

cartografia: Carta IGC 1:25.000 - n.113 “Parco Naturale Alpi Marittime”

note tecniche:
Zona selvaggia ma di grande fascino, ben poco frequentata dal Colle di Balur in avanti; si incontrano frequentemente camosci.

descrizione itinerario:
ACCESSO STRADALE
Arrivati all’inizio di Roaschia, tenere la destra seguendo le indicazioni verso la “Sorgente Dragonera”, deviare a destra in corrispondenza della doppia segnaletica (Sorgente Dragonera/Fontana Fredda); si può lasciare l’auto poco più avanti nello spazioso piazzale dove è posto un grande pannello con la cartina della zona.

PERCORSO A PIEDI
Dal parcheggio, si segue la strada sterrata che entra nel vallone; si percorrono alcuni tratti di asfalto ed altri di sterrato superando quattro ponti, appena dopo il quarto ponte (1 km), si trascura la strada di sinistra e si prosegue lungo la sterrata di destra. Poco più avanti, la sterrata diventa sentiero ed entra nel bosco, per poi uscirne solo a quota 1400 circa.
Risalire il vallone su comodo sentiero e, giunti alle due costruzioni del Gias Fontana Fredda, deviare decisamente a sinistra in direzione dell’ampio Colle Balur (1780 m). Dal Colle Balur (ricovero in lamiera e bel rifugio su due piani) risulta evidente il versante di salita del Monte Servatun e il sentiero che scende passando alla base del canale di salita NNE; scendere perdendo quota (circa 90 m) fin poco dopo un abbeveratoio.
Arrivati all’imbocco del canale (quota 1690 circa), si sale fuori sentiero superando una strozzatura un po’ più ripida e arrivando alfine ad una spaziosa conca che presenta frontalmente a chi sale una sorta di “sbarramento”; deviare a sinistra guadagnando la parte bassa e quasi pianeggiante della cresta NE del Servatun. Giunti sulla cresta, la si segue per un tratto stretto e in falsopiano arrivando ad una selletta, da qui la dorsale aumenta bruscamente la pendenza portando direttamente fin sulla cima dove si trova un semplice ometto di pietre.
La cima è costituita da uno stretto tratto quasi orizzontale.
Molto bella la vista ravvicinata sul Monte Bussaia e la Punta dell’Aiera (quella vicinissima al Servatun, non il Monte Aiera poco distante in linea d’aria*), nonché sul gruppo* Aiera/Carbonè, sul Lausetto e sul gruppo dell’Argentera.

Nel periodo tardo primaverile (seconda metà di Aprile/Maggio), si tenga presente che il canale di salita sarà ancora parzialmente o interamente innevato, così come la conca superiore e la dorsale terminale di salita. In questo periodo, è bene avere con sé i ramponi per non avere problemi su neve dura nei tratti ripidi in ombra nonchè le racchette da neve là dove si incontra neve fradicia (vista l’esposizione, fin dall’alba arriva il sole sul tratto ripido della cresta).
Lo sviluppo della gita risulta di 6,7 km circa (registrazione GPS) con un dislivello positivo cumulato di 1545 m, tenuto conto delle perdite di quota.