Artanavaz (Aiguille d') da Planaval

L'itinerario

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Sud
quota partenza (m): 1762
quota vetta/quota massima (m): 3069
dislivello totale (m): 1320

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: ubitre Andrea81
ultima revisione: 07/04/11

località partenza: Planaval (La Salle , AO )

cartografia: L’Escursionista Editore 1/25.000 n.1 Monte Bianco - Courmayeur

accesso:
Autostrada A5 Torino-Aosta, uscita Morgex. Si torna indietro verso la Salle, fino alla rotonda dove si prende la terza uscita, e si inizia a salire per le frazioni della collina. Si seguono indicazioni per Morge, e superata questa si prosegue a sinistra per Planaval, dove si parcheggia oltre le ultime case, oppure nel pianoro lungo la sterrata che si inoltra nel vallone sottostante.

note tecniche:
Itinerario con notevole spostamento (più di 9 km solo andata), che presenta una salita discontinua, con tre pianori alternati a tre strappi decisamente più ripidi e faticosi. Sconsigliato in caso di recenti ed abbondanti nevicate, ideale per una gita primaverile. Utili se non indispensabili i ramponi e la piccozza per risalire i due ripidi canali, in particolar modo quello dopo l'Albe Bonalex.

descrizione itinerario:
Da Planaval si scende pochi metri a sx attraversando il ruscello su un ponte poi subito a dx si segue il percorso della strada sterrata fino alla grande baita di Les Ecules 1880 m. Da qui ci si porta verso dx in direzione di un ripido canale (dei due paralleli è quello di dx più ampio alla base) lo si risale per un centinaio di metri poi si piega nel canalino di sx e si raggiunge l'ampio pianoro già a sx delle baite Montagna Bonalè 2340 m che non vanno raggiunte. Raggiunto il pianoro si prosegue a sx nella parte piatta dell'ampia conca e con percorso semicircolare ci si dirige verso l'evidente pendio-canale alla base della Guglia di Bonalè, un po' meno ripido del precedente ma più lungo. Usciti dal canale, non ci si alza sui pendii laterali di sinistra, ma si piega leggermente a destra per aggirare un dosso e si accede all'ampia conca alla base del pendio proveniente dalla cima. Lo si risale all'incirca al centro, prendendo come riferimento una poco marcata nervatura del terreno (qualche roccetta affiorante), ed al termine di questa traversando brevemente a destra (tratto spesso spoglio di neve) si sale alle roccette della cima.