Angrona (Vallone d') da Eissart, anello delle barme

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 940
quota vetta/quota massima (m): 1240
dislivello salita totale (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Beppe46
ultima revisione: 14/03/11

località partenza: Eissart (Angrogna , TO )

cartografia: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000, n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

accesso:
Giunti in val Pellice, una volta raggiunto il centro abitato di Torre Pellice, al primo semaforo si prende a destra seguendo l’indicazione per Pra del Torno. La strada, sempre mantenendosi parallela al torrente Angrogna, si porta verso il fondo incuneandosi sempre di più nella valle dove l’ambiente circostante diventa via via selvaggio e aspro.
Superata la deviazione per il rifugio Barfè, la strada compie un paio di tornanti e subito dopo si può lasciare l’auto nei pressi di Molino Eissart dove troviamo l’indicazione per salire a Eissart Inferiori.

note tecniche:
Tempo di salita: 1 ora e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti c.ca

descrizione itinerario:
Percorrendo un marcato sterrato ci si porta verso questa borgata che si supera salendo poi su sentiero verso una casa isolata con un bel porticato oltre la quale la traccia piega a destra per iniziare il lunghissimo traverso in falsopiano che attraversa una zona impervia detta Rocciaglia.
Alternando tratti in piano ad altri dove si sale ripidi con alcune svolte, oppure si scende, si superano alcune case isolate, tutte abbandonate, raggiungendo un panoramico roccione con bella vista sul fondovalle e sull’opposto versante.
Proseguendo sempre lungo l’evidente traccia, ci si porta poi verso un’incassata comba solcata da un ruscello che non si raggiunge perché poco prima, presso un bivio, alcuni cartelli segnalano che occorre abbandonare la traccia che prosegue in piano per prendere quella verso monte per la barma de l’Ours. Il sentiero sale subito ripido, poi piega a sinistra raggiungendo una casa isolata.
Le svolte successive, sempre in forte ascesa nel bosco, permettono infine di raggiungere la barma de l’Ours, posto veramente singolare. 1 ora e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Poi, tralasciando l’indicazione per Bagnou, si prosegue oltre le case raggiungendo, alla sommità di una dorsale, una traccia che sale da fondovalle. Si scende con alcune svolte subito trovando un successivo bivio dove si prende a destra seguendo l’indicazione per la barma Mounastira.
Presto si raggiunge una casa isolata posta sotto una ripida parete rocciosa e, poco oltre ad un altro bivio, si prende la traccia verso monte tralasciando quella che continua in piano. Ora si è vicini alla barma Mounastira e subito si intravedono le case poste sotto una ripida parete rocciosa. Si lascia il sentiero per salire a queste singolari costruzioni assai simili a quelle precedenti di barma d’Ours.
Ridiscesi alla traccia e ripreso il cammino subito si raggiunge un rilievo roccioso assai panoramico con bella vista sulla valle di Angrogna. Si perviene poi ad una dorsale nei pressi delle prese di un acquedotto.
Qui giunti la traccia comincia a scendere ripida costeggiando prati abbandonati per raggiungere infine le case della borgara Fau con in vista il sottostante borgo di Pra del Torno e l’alta valle di Angrogna.
Si scende lungo lo sterrato verso valle raggiungendo al fondo le case poste nelle vicinanze del caratteristico tempio valdese, posto in posizione dominante e che merita essere visitato.
Ci si abbassa poi verso lo stradone che sale sin qui da Torre Pellice che si percorre per un buon tratto verso valle. Alcuni tornanti permettono di perdere quota raggiungendo infine il bivio per Eissart Inferiori, chiudendo così l’anello.

altre annotazioni:
Con il termine “barma” si intende un riparo, un rifugio posto sotto un masso sporgente. Sotto di questo venivano costruite le case per meglio isolarle e proteggerle e spesso lo stesso masso sostituisce il tetto.
Nella valle di Angrogna vi sono due barme, la barma de l’Ours e la barma Mounastira; non molto lontane tra loro, si incontrano percorrendo l’anello. Le case, poiché protette, sono tutt’oggi ancora ben conservate.
La barma de l’Ours fu, tra l’altro, sede di una stamperia clandestina per un breve periodo della lotta partigiana. L’ambiente che si attraversa è selvaggio e suggestivo; le case e i terrazzamenti che si incontrano lungo il percorso, oggi in stato di totale abbandono, sono testimonianza della passata presenza umana su questi monti e ci fanno sapere la dura lotta che il popolo valdese ha dovuto affrontare per la sua sopravvivenza.