Medale (Corna di) Via Boga

difficoltà: 6b+ / 5a obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 600
sviluppo arrampicata (m): 400
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: oppilif
ultima revisione: 09/03/11

località partenza: Laorca (Lecco , LC )

vedi anche: http://www.fraclimb.com/relazioni/alpinismo/roccia/R13_bogamedale.pdf

note tecniche:
Materiale: corde da 60m, 12 rinvii, Camalots da 0.4 a 2, C3 da 0 a 2 (o dadi), martello e un paio di chiodi (consigliati).
La via e' relativamente pulita e gli arbusti piu' fastidiosi sono stati potati
Periodo consigliato: Da settembre a marzo/aprile. Da evitare i mesi caldi.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio raggiungere il fondo della strada e prendere la mulattiera in leggera salita sulla destra (cartello indicatore per la ferrata del Medale). Superare il cimitero e, dopo una breve discesa, svoltare a destra in falso piano. Al bivio successivo prendere a sinistra e proseguire sulla stretta mulattiera in cemento fino a un tornante verso destra in prossimità di alcune case. Prendere il sentiero sulla sinistra fino a raggiungere una mulattiera in cemento. Girare a destra (indicazioni per la ferrata) e abbandonare la mulattiera in corrispondenza di una corta scaletta in cemento sulla sinistra. Proseguire verso sinistra e, al bivio, continuare in falso piano verso sinistra (indicazioni per la ferrata) costeggiando la parete. Il sentiero (bolli rossi), inizialmente in leggera salita, comincia a scendere fino a trovarsi a metà circa della parete, dove diventa pianeggiante. Proseguire sul sentiero abbandonandolo poco prima che riprenda a salire, in corrispondenza di una zona di sfasciumi, sulla
verticale del tetto che rappresenta la direttrice della via. Prendere la traccia sulla destra (ometto) che sale evidente lungo gli sfasciumi superando una croce metallica commemorativa. Proseguire in
salita deviando leggermente verso sinistra fino a raggiungere una corda fissa. Risalire la fissa finchè questa non si sposta in traverso a sinistra. Continuare per pochi metri diritto fino all'attacco.


L'attacco si trova poco sopra la corda fissa ed è indicato da uno spit recente di partenza.
L1 Superare il risalto roccioso subito sopra la sosta. Quindi spostarsi sulla sinistra immettendosi in un diedro su roccia rotta e vegetata. Raggiungere una sosta a chiodi e proseguire nel diedro sulla sinistra ricco di arbusti. Proseguire nel diedro ora meno vegetato fino alla sosta (spit e chiodo) su cengia (IV).
L2 Risalire il muretto spostandosi verso sinistra fino alla base di una fessura-diedro su roccia estremamente compatta. Risalire la struttura (roccia a tratti patinata) fino al termine (chiodi) uscendo su cengia dove si sosta (V+).
L3 Spostarsi verso sinistra su roccia instabile e ricca di vegetazione. Salire puntando a una cengia erbosa con albero (dove si trova S3 di Milano ’68). Superare la cengia tenendola sulla sinistra e infilarsi nel canale (fin qui il tiro è infestato dalla vegetazione). Risalire brevemente una placchetta e quindi spostarsi nel canale-diedro sulla destra. Risalire la struttura raggiungendo una sosta a chiodi su cengia esposta a destra. Proseguire brevemente (5/6 metri) nel diedro-camino fino alla sosta (spit e chiodo; IV+).
L4 Superare il tratto verticale sopra la sosta e quindi immettersi nell’evidente fessura che si supera interamente con arrampicata faticosa (roccia unta, diversi chiodi presenti). Al termine della fessura portarsi in corrispondenza di una breve placca appoggiata alla cui sommità è presente un chiodo. Spostarsi, con un traverso orizzontale, verso destra passando sui resti della frana con i piedi fino alla sosta (V e A0 o VI+).
L5 Salire in diagonale verso destra su roccia inizialmente fratturata fino a raggiungere un canalino che si segue sempre in diagonale verso destra. Da qui brevemente alla sosta, alla cui sinistra si trova l’impressionante tetto che rappresenta la direttrice della via (IV+).
L6 Salire la placca puntando al diedro bianco sulla sinistra, unico punto debole della fascia strapiombante soprastante la sosta. Risalire il diedro (chiodi) e, appena superata la fascia strapiombante, traversare verso sinistra raggiungendo la sosta su cengia (IV+ e A0 o VI+).
Dalla sosta si partenza è anche possibile salire verso destra verso alcune canne (chiodo con cordino). Superare lo strapiombo su buone prese e il successivo diedrino. Traversare poi verso sinistra su roccia ottima fino a raggiungere l’uscita del diedro del tracciato originale. Si tratta di una variante su roccia eccezionale, ma con un traverso molto delicato e improteggibile.
L7 Salire, senza via obbligata, su rocce rotte, vegetate e difficilmente proteggibili, puntando inizialmente verso sinistra quindi diritto e poi nuovamente verso destra raggiungendo e costeggiando la parete verticale sulla destra (IV). Raggiungere un chiodo con cordone dove si risale la parete verticale, traversando subito a destra verso un altro chiodo da cui si esce allo spigolo e quindi alla sosta (VI). Poco sopra e a sinistra del chiodo con cordone è presente un’altra sosta scabrosa da cui è possibile eventualmente traversare a destra aiutandosi con chiodi e cordini marci (sconsigliato).
L8 Traversare in orizzontale verso destra fino alla base di un canale erboso che si risale. Si raggiunge brevemente una sosta (spit e chiodo) che si supera restando sempre nel canale ora diventato diedro. Superare un albero sulla sinistra e, poco dopo, rimontare la placca compatta sulla sinistra (passo delicato). Continuare diritto per roccia sempre più rotta e vegetata immettendosi in una specie di rampa a tratti erbosa. Restando sulla destra della rampa, in prossimità della parete verticale sulla destra, proseguire diritti fino a un gruppo di
alberi sulla sinistra dove si traversa raggiungendo la sosta sulla sinistra (spit e chiodo; tiro scabroso; IV+).
L9 Salire brevemente in diagonale verso sinistra per rocce fratturate quindi in orizzontale fino a raggiungere l’estremità sinistra della struttura. Da qui riprendere a salire per rocce semplici e relativamente compatte puntando leggermente verso destra fino alla sosta su spit (IV).
L10 Salire la placca puntando all’unico evidente passaggio tra gli strapiombi sulla sinistra della sosta (chiodi e cordoni visibili). Raggiungere la base del tetto e con arrampicata artificiale molto faticosa superare la fessura chiodata che borda il tetto verso sinistra. Uscire per vago diedro fino alla sosta (V e A1 o VII).
L11 Risalire per la breve fessura sopra la sosta (chiodi) quindi uscire a sinistra rimontando lo spigolo. Proseguire poi in traverso verso sinistra per cengia e rocce rotte fino alla nuova sosta su catena (V e A0 o VI).

Dall'uscita della via seguire la cresta fino alla vicina croce di vetta. Superare la croce e, al primo bivio, prendere a sinistra. Dopo pochi metri in corrispondenza della Bocchetta del Medale, prendere il sentiero che scende a destra lungo il versante settentrionale. Proseguire sempre in discesa fino a ricongiungersi con il sentiero che porta all'attacco della via.
In presenza di neve, è consigliabile prendere il sentiero che scende verso sinistra (indicazioni per S. Martino) poco prima di raggiungere la croce di vetta. Continuare lungo la traccia superando una zona di sfasciumi poco dopo la quale si incontra un canale alberato. Imboccare una vaga traccia ripida in discesa sulla sinistra (il sentiero principale prosegue diritto con una breve salita).
Continuare a scendere fino a incrociare il sentiero proveniente dalle vie dell'Antimedale: la traccia diventa ora più marcata. Sempre in discesa si raggiunge la base dell'Antimedale costeggiando gli attacchi delle vie fino a raggiungere un sentiero che sale da destra. Girare a sinistra passando sotto l'attacco della ferrata del Medale e quindi raggiungere il punto da cui si stacca la traccia che sale all'attacco della via