Margaroli (Rif) per la Val Vannino

tipo itinerario: altro
difficoltà: MR   [scala difficoltà]
esposizione: Varie
quota partenza (m): 1419
quota vetta/quota massima (m): 2196
dislivello totale (m): 800

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: Enrico_AmM
ultima revisione: 13/11/08

località partenza: Canza (formazza , VB )

punti appoggio: Rif. Myriam (2050) Rif. Margaroli (2196)

cartografia: Kompass foglio Domodossola K89

note tecniche:
Maggiori info e foto dell'itinerario: www.uominiemontagne.com www.viverelamontagna.it

descrizione itinerario:
La Val Vannino è una valle laterale alla più famosa e frequentata Val Formazza. Il sentiero che proponiamo di seguire con le racchette da neve non è proprio identico a quello estivo: segue infatti integralmente l’orribile strada che da qualche anno è stata scavata all’interno della pecceta e che porta da 1419 metri della frazione di Formazza Canza fino ai 2196 metri del Rifugio Margaroli che domina il Lago Vannino.
In estate la strada è sconsigliabile e si preferisce seguire il vecchio Sentiero Walser che passa attraverso i boschi di larici molto belli e fitti fino a quota 1900, ma in inverno lo scempio prodotto a forza di ruspe rimane seppellito sotto una spessa coltre di neve ed il paesaggio ringrazia….


Si lascia l’auto nel parcheggio sulla strada per le cascate del Toce, proprio all’altezza del cartello che da il benvenuto a Frundwald (Canza in lingua walser). Da qui ci si porta oltre il ponte sul Toce, attraversando il piccolo nucleo di case e stalle in legno con i tipici fregi sulle porte, le finestre e le facciate, fino ad arrivare al cartello che indica la Val Vannino, il Rif. Myriam (tappa intermedia dell’escursione) e il Rif. Margaroli. (5 min; 0h5min)
Da qui, neve permettendo, ci si può mettere le ciaspole ai piedi. Il sentiero comincia dolcemente ed è impossibile sbagliare strada. La traccia a terra è spesso ben battuta il che facilità molto la progressione anche per chi non è allenato o non ha esperienza con le racchette. Si continua così lungo il serpentone con numerosi tornanti fino a quota 1600 circa dove bisogna fare attenzione ad attraversare un pendio che spesso scarica piccole valanghe a lastroni, soprattutto con abbondanti nevicate seguite da favonio. (55 min;1h00min)
Se si fa attenzione a terra troverete sicuramente un gran numero di tracce di animali, volpi e lepri soprattutto, ma anche faine, camosci e scoiattoli. Ci si porta verso sud sempre seguendo la strada, fino all’imbocco della valle facilmente riconoscibile per il rumore non proprio piacevole degli impianti di risalita di Sagersboden a 1780 metri circa di quota. Attenzione all’attraversamento della pista!!(20 min; 1h20min)
Ora inizia un lungo tratto dove la salita si fa più pronunciata, la valle stretta e silenziosa ci porta a quota 2000 metri, dove la vegetazione ad alto fusto lascia spazio ad ontani e rododendri. Gli unici rumori qui sono quelli dell’acqua del torrente Vannino che salta tra i giochi di ghiaccio e neve e qualche richiamo dei numerosi scoiattoli che saltano da un ramo all’altro. (40 min; 2h00min)
Ora la valle appare in tutta la sua bellezza, alte pareti di granito la incorniciano a nord e a sud mentre in fondo è ben visibile la mole bianca della Punta d’Arbola: bellissima montagna di oltre 3200 metri che si specchia nel Lago dei Sabbioni. Ora il sentiero spiana e la valle si allarga: in breve si raggiunge un piccolo guado e subito oltre il bivio sulla sinistra per il Rifugio Myriam, segnalato da un cartello in metallo bianco. (2050 metri) (20 min; 2h20min)
In inverno raggiungerlo non è sempre facile perché raramente vi è una traccia che porta oltre il torrente e la direzione da prendere non è intuibile in quanto il rifugio rimane nascosto da alcuni avvallamenti. Per il rifugio Margaroli e il lago si continua diritto, attraverso le imponenti falesie che in estate ospitano numerosi arrampicatori e che offrono una roccia stupenda e grande varietà di itinerari. Il paesaggio innevato è lunare e la neve nella valle, spesso esposta ai forti venti da nord, viene modellata con le forme più strane. La temperatura è quasi sempre molto rigida e rende la neve molto dura e ottima per camminare…ma si fa sentire anche sulla faccia ed è necessario un abbigliamento consono a temperature che possono scendere facilmente sotto i -15°.
Ci si tiene sempre sulla destra del torrente e in meno di un’ora si è in vista della diga e del Rifugio Margaroli (2196 metri). È meglio risalire il pendio a destra del rifugio poiché il sentiero che porta direttamente alla diga è esposto e facilmente ghiacciato. (40 min: 3h00 min)
La vista da qui è a dir poco eccezionale: il lago ghiacciato ha un aspetto a dir poco nordico e tutto intorno luccica in maniera straordinaria e accecante (portare gli occhiali da sole!!). Si possono vedere le tracce che portano alla Scatta Minoia a sud e quelle che portano al Passo del Vannino e al Lago Sruer a nord.
Se la temperatura è abbastanza rigida e le condizioni del ghiaccio ottime si può attraversare il lago per la sua intera lunghezza: sembra una piccola Alaska!
Il ritorno alle auto si effettua per il medesimo percorso dell’andata e occorrono circa 2h e 30 min. per arrivare a Canza.
Come si raggiunge Canza: con l’autostrada A26, direzione Gravellona Toce, dall’uscita obbligatoria continuare sulla statale in direzione valico del Sempione fino al bivio per la Val Formazza e il Parco Naturale Veglia Severo. Seguire le indicazioni per Formazza e una volta raggiunto il paese superarlo. Dopo due tornanti ci si trova di fronte al cartello Canza: parcheggiare nell’apposito spazio a sinistra della strada.