Aroletta inferiore Mon ami Pierrot

L'itinerario

difficoltà: TD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 1696
quota vetta (m): 2955
dislivello complessivo (m): 1200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: tasso
ultima revisione: 06/09/10

località partenza: Ruz (Bionaz , AO )

punti appoggio: rifugio Crête Sèche

cartografia: l' escursionista editore

bibliografia: Ardennes et Alpes di B. Marnette gennaio 2010 n. 163 / La Rivista della Montagna di D. Pieiller luglio 2010

note tecniche:
via di roccia aperta in stile tradizionale con difficoltà di 6a. Arrampicata in ambiente selvaggio e mai banale, a tratti esposta e verticale. Discesa facile sul versante opposto (lato Crête Sèche). Non sono state attrezzate le doppie sulla via.

descrizione itinerario:
Da Ru a Bionaz si sale nella selvaggia valle di Faudery seguendo il sentiero n. 1. Si prosegue oltre la fine del sentiero in direzione del colle di Faudery fino raggiungere i piedi della parete dell' Aroletta Inferiore (sx orografica) a quota 2750 m. (3 ore ). In alternativa si può salire al rifugio Crête Sèche e poi si sale al colle dell' Aroletta ( 1 ora e un quarto ) per poi scendere sul versante di Faudery con due doppie (50 m e 40 m) e attraversare sulla destra una spalla rocciosa per raggiungere così i piedi della parete della via.
La via è lunga 320 m con dei passaggi di 6a obbligatorio. Sono sette tiri e il primo e l' ultimo sono da 60 m. Si svolge in prevalenza su roccia buona e spesso verticale. La via è stata aperta il 07-09-'09 da Bernard Marnette e Daniele Pieiller e la descrizione con la foto relazione la potete trovare sul sito internet del rifugio Crête Sèche. Solo il 05-09-'10 è stata aperta la variante diretta che alla fine del quarto tiro (due chiodi)invece di attraversare la cengia sulla destra prosegue lungo il diedro che obliqua sinistra per 25 m su difficoltà di 5 grado. Alla fine del diedro si può installare una sosta con una fettuccia su un' evidente spuntone per ripartire poi due metri a sx lungo un nuovo diedro per lasciarlo subito e proseguire verticali su un piccolo strapiombo con scaglie instabili (1 chiodo). Proseguire lungo un diedro verticale uscendo sulla destra per fare la sosta (5 c) (25 m) (1 chiodo). Da questo punto si segue l' estetica fessura che obliqua verso sinistra con passaggi in dulfer su roccia ottima e verticale che porta su una grande terrazza dove si può fare un' altra sosta (6 a) (25 m) (2 chiodi). Portarsi alla fine della terrazza e passare sulla cresta dell' Aroletta Inferiore, qui si trova l' ultimo passaggio delicato della via (5 b) (due chiodi) e poi proseguire sulle facili placche che portano alla cima. Dalla cima si scende verticalmente in conserva per circa 15 m lungo un evidente diedro. In questo modo si raggiunge una terrazza dove si trovano due chiodi dai quali si può fare una doppia di 60 m e appoggiare i piedi sulla traccia del sentiero che scende dalla via normale all' Aroletta superiore. Seguire gli ometti fino al Plan de la Sabla e scendere al rifugio lungo il sentiero n 2. Non sono mai state fatte delle doppie dalla via.