Nery (Mont) Via Normale da Issime

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 960
quota vetta (m): 3075
dislivello complessivo (m): 2115

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura
tim : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: erba olina
ultima revisione: 30/08/10

località partenza: Cugna (Issime , AO )

punti appoggio: Bivacco Cravetto (2422 m)

cartografia: Carta dei sentieri n. 12 - Bassa Valle d'Ayas e Gressoney - 1:25.000 - L'Escursionista editore

bibliografia: Guida Monti Italia (Buscaini)

accesso:
Autostrada A5 Uscita Pont Saint Martin. Svoltare a dx e alla successiva rotonda seguire le indicazioni per il centro di Pont, poco prima della grande piazza, svoltare a dx per la Valle di Gressoney. Superare l'abitato di Lillianes e Fontainemore e, giunti a Issime, lasciare l'auto nell'ampio parcheggio di fronte alla svolta a sx per Cugna e il Vallone di San Grato.

note tecniche:
Salita lunga in vallone selvaggio; ben segnalato fino al Bivacco Cravetto. Poi terreno libero e qualche ometto (più frequenti nell'ultima parte, dove servono).

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si attraversa la strada che risale la Valle di Gressoney e si prosegue sulla stradina per Cugna che, dopo qualche decina di metri, termina in uno spiazzo. Sulla dx si trovano le paline che indicano l'inizio della mulattiera e sentiero segnalati per il Colle Chasten e per il bivacco Cravetto (n. 2 e n. 2C). L'itinerario per il bivacco Cravetto, descritto in un'altra pagina di questo sito, per comodità viene qui di seguito riportato:
"Dal centro del paese di Cugna si segue il sentiero n.2 con indicazione Colle Chasten addentrandosi nel bosco. La mulattiera ben presto raggiunge un ponticello di metallo che permette di attraversare il torrente, poi piega a destra per entrare nello stretto vallone di Stolen.
Con numerose svolte la mulattiera sale di quota e tocca l'oratorio Zam Chröizji 1145 m e poi i casolari di Ronc - Rohn 1304 m.
Raggiunto un ponticello la salita diventa più ripida, si trascura una deviazione a sinistra per Burinni, si esce dal bosco e si arriva ad un cippo di cemento posto in posizione panoramica. Passando sopra Burinni, si giunge poi ad una passerella e ad una successiva conca erbosa per poi riprendere la salita sostenuta superando una balza rocciosa e arrivare così all'alpe Muna - Mühmu 1950 m. (deviazione a sx per il Vallone di San Grato - 1B).
Si seguono i bolli gialli attraversando i pascoli a monte dell'alpeggio, salendo poi il crinale in direzione di una grossa croce all'alpe Piany - Pianhy 2120 m. Superata l'alpe Merhuy - Meerwi il vallone si apre; in breve (q. 2340 circa) si incontra il bivio per il bivacco lasciando a sx il sentiero che continua per il colle Chasten, si piega lievemente a destra in un poco marcato avvallamento, si risale e si raggiunge l'Alpe Chlekch dove sorge il bivacco."
Dal Bivacco Cravetto non esiste un percorso segnalato ma è ben visibile il Mont Nery e il ripido pendio SO da cui si accede alla cresta O. Per raggiungere il pendio si può:
1. Proseguire sul retro del bivacco per tracce (qualche ometto) tra le rocce montonate, puntando al colletto q. 2609 posto tra le due elevazioni che precedono il ripiano erboso alla base del pendio SO. Giunti in vista dell'intaglio, risalire tra le zolle di erba olina reperendo qualche sbiadito bollo giallo. Scendere sul versante Ayas attraverso un passaggio agevole tra le rocce quasi a ridosso dell'elevazione di sinistra (Sud-Ovest). Cercando di perdere meno quota possibile, traversare alla base dell'elevazione a NE del colle su erba e pietraia fino al pianoro.
Oppure:
2. Continuare a dx del bivacco seguendo inizialmente una sorta di mulattiera/sentiero che passa accanto al tubo di gomma dell'acqua che alimenta la fontana, spostandosi verso una ampia conca pascoliva, dalla quale ci si alza a sx su pietraia sino a raggiungere una cengia erbosa solcata da una piccola traccia di animali. Volgere a dx attraversando poi una placca poco inclinata e per zolle di erba olina guadagnare il pianoro sui 2700 m. di quota.
Raggiunto il pianoro si inizia la risalita del pendio SO (ometti scarsi) prima su pietraia poi su terriccio ed erba cercando il percorso migliore e tenendosi preferibilmente verso dx (senso di salita) dove il terreno è più stabile. A ridosso della cresta, il pendio si impenna e occorre risalire un tratto di sfasciume fine e instabile (ometti).
Arrivati ai grossi blocchi che caratterizzano l'inizio della cresta, si può optare per seguirla integralmente (con difficoltà alpinistiche maggiori) oppure continuare a mezza costa per cenge erboso-detritiche e roccette seguendo gli ometti (necessario comunque l'uso delle mani), sino a superare un profondo canalino su una cengia rocciosa che termina inclinandosi verso il basso. Si arriva così ad un muretto (II) che bisogna disarrampicare. Si sale quindi all'anticima e, seguendo il filo di cresta si tocca in breve la cima sulla quale si trova un grande ometto.