Corno Grande - Vetta Occidentale dai Prati di Tivo per il Rifugio Franchetti

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1450
quota vetta/quota massima (m): 2912
dislivello salita totale (m): 1500

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 30/08/10

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Rifugio Franchetti

note tecniche:
E' possibile ridurre il dislivello utilizzando la seggiovia che da Prati di Tivo porta alla Madonnina.

descrizione itinerario:
Dai Prati di Tivo, si sale per il sentiero inizialmente nel bosco, poi che sale più ripido seguendo il tracciato della seggiovia, raggiungendo la stazione di arrivo denominata "la Madonnina" proprio sotto la parete del Corno Piccolo (1h 30).
Da qui si percorre il sentiero bene segnalato, che tra le pietraie sale in direzione del Rifugio Franchetti appollaiato su uno sperone erboso, raggiungendolo senza problemi (1 h).
Mi sveglio all'alba, come altri ragazzi nella nostra camerata, per fare qualche foto ai primi raggi del sole che illuminano il Corno Piccolo, proprio davanti al Rifugio.
Dal rifugio si sale su per comodo sentiero fino alla Sella dei Due Corni 2547 m, dove si volge a sinistra e si percorre per un breve tratto la dorsale ghiaiosa che scende dall'anticima del Corno Grande. Il sentiero da seguire è ben segnalato, persino troppo visto che i segni sono dappertutto, il segnavia è il 3A.
Si giunge alla base di alcuen roccette, facilitate da una catena (passi di II-) che adducono al Passo del Cannone 2679 m.
Superatele, un traverso porta a raggiungere il pendio sopra la Conca degli Invalidi, dove sale la via normale di Campo Imperatore. Il paesaggio è lunare, pietre e ciottoli dappertutto, canaloni ghiaiosi a perdita d'occhio.
Finito il traverso si riprende a salire a breve distanza dal filo di cresta su roccette ricoperte di ghiaia, un po' scivolose, fino a giungere ad una breccia tra la cima e l'anticima, dove si vede per la prima volta il Ghiacciaio del Calderone. Sempre a destra del filo di cresta, per facili detriti si aggirano gli speroni e si arriva alla croce di vetta della più alta cima degli Appennini, 2912 m (2h).