Mouta (Ouille) tour dello Charbonnel dal Vallon Lombarde al Ribon

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1820
quota vetta (m): 3565
dislivello complessivo (m): 1745

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: mountain
ultima revisione: 01/09/10

località partenza: Vincendières (Bessans , 73 )

punti appoggio: Refuge d'Avèrole

note tecniche:
Lungo ed interessante giro alla scoperta di tutti i versanti dello Charbonnel; dalla vetta panorama grandioso a 360°.
Conviene lasciare un'auto all'inizio della strada del Ribon per evitare il tratto di raccordo dal Ribon a Vincendières che è poco interessante.
L'itinerario si svolge su terreno alquanto favorevole, escluso il traverso verso la Feiche Couate (sfasciumi su terreno ripido) ed il traverso scendendo dal Col d'Ouille Mouta (sfasciumi, placche detritiche esposte - delicato; da fare con molta attenzione).
Scarsamente frequentato.

descrizione itinerario:
Dal Parcheggio estivo di Vincendières seguire la stradina o il sentiero verso il Refuge d’Avèrole, passare le Case Avèrole, al successivo bivio nei pressi di un tornante, prendere a destra e scendere ad attraversare il Torrent d’Avèrole sulla passerella dell’Ile (Qualora si fosse pernottato al rifugio d'Avèrole occorre ritornare indietro fino al bivio per la passerella)ed iniziare a salire lungo il sentiero che si inoltra verso il Vallon de La Lombarde. Raggiunto il pilone (Oratoire St. Antoine de l’Envers m. 2.270 – ore 1,35) abbandonare il sentiero ed iniziare a salire su ripidi pendii erbosi sfruttando le varie tracce delle pecore; non lasciarsi tentare ad attraversare i pendii verso sinistra ma salire direttamente in una appena pronunciata comba a sinistra della Coche fino a giungere in vista di un accenno di colletto. Portarsi appena al di sopra di una modesta fascia rocciosa posta alla base del versante est dell’Efalla m. 2.500 ed attraversare in piano a sinistra su tracce degli animali fino a giungere nei pressi du Ruisseau du Pis che ha origine dal Laghetto dello Charbonnel e che alimenta la sottostante Cascade de La Lombarde. Salire facilmente la sponda prima del ruscello su terreno ripido di zolle erbose e tracce di animali, raggiungere un piccolo pianoro e continuare la salita tenendosi sempre verso la parete sud dell’Efalla, fino all’ultima macchia erbosa, dalla quale in breve e senza difficoltà si giunge sul bordo della morena del Clapier de l’Ouille Mouta nei pressi del laghetto glaciale m 2.916 – ore 3,45 da Vincendières. Percorrere il comodo Clapier con direzione sud, portarsi nel ripiano ad ovest del cucuzzolo quotato 3.050 e salire il facile pendio di detriti assestati in direzione della vetta dello Charbonnel, fino a quando diventa ripido e con detriti mobili. A questo punto attraversare a sinistra in piano il ripido pendio di detriti instabili (è l’unico tratto difficoltoso, ma è breve); superare un piccolo accenno di canale (a volte nevoso) che costituisce l'embrione del Ruisseau de la Feiche Couate e portarsi appena al di sotto di un modesto spuntone roccioso il quale viene aggirato sul lato sinistro (sponda sinistra orografica del Couloir Rectiligne), poi con facile arrampicata su ottimi gradoni portarsi al di sopra di esso e lungo la crestina che segue si giunge sulla sponda morenica della comba nevosa che conduce al Col d’Ouille Mouta m 3.431 il quale viene raggiunto in 6 ore da Vincendières.
Seguendo il pendio nevoso e la successiva crestina nord-ovest che si va assottigliando divenendo alquanto aerea, con facile arrampicata si giunge in vetta all’Ouille Mouta - ore 0,30 dal Colle.
Ritornati al Colle d’Ouille Mouta, per la traversata proseguire con direzione verso lo Charbonnel, superare la base di una puntina che segue e risalire al colletto successivo posto un po’ più in alto (vero punto di valico).
Scendere sul versante Ribon per alcuni metri fino a passare verso destra al di sotto di un muretto pronunciato; continuare ad attraversare possibilmente in piano (non lasciarsi tentare a scendere); superare varie fasce di cenge detritiche ripide tenendosi possibilmente alla base di un’accennata fascia rocciosa che attraversa tutto il pendio (questa paretina protegge da eventuali scariche ed al piede ha un buon appoggio essendo pulita da detriti scivolosi). Superato questo traverso con opportuna cautela ed attenzione (uno spezzone di corda potrebbe essere utile) ci si porta verso la Pointe du Fond d’Orset raggiungendo un pendio di fini detriti il quale si scende facilmente fino ai ripiani alla sua base, spesso innevati. Si prosegue la discesa sul facile terreno morenico verso il valloncello del Ruisseau de Colovret fino a raggiungere le zone prative dove è numerosa la presenza di sorgenti con ottima acqua.
Attraversare scendendo verso destra su tracce di animali fino a raggiungere i perdii Coarse e senza percorso obbligato si può scendere direttamente alla strada della Vallèe du Ribon nei pressi degli alpeggi Jaffa m. 2.073, oppure continuare a lungo quasi in piano il traverso sulla traccia di un antico sentiero a tratti scomparso o su tracce delle pecore, che supera il Ruisseau de Saulcier, il ripiano Grand Aiassou, passa al di sotto della bastionata Feiche de Pareis Noires, raggiunge il Ruisseau de Parè Charvè e lungo la sua sponda destra scende direttamente alla strada nei pressi degli alpeggi Pierre Grosse m. 2.037.
Lungo la strada si scende fino all’incrocio con la strada dell’Iseran nei pressi di Bessans (ore 4,30 di discesa dalla vetta) e qualora non si fosse lasciata qui un’auto, lungo il chemin du Petit Bonheur si raggiunge la Goulaz per risalire a Vincendières (ore 1,20 ulteriori), chiudendo così l’anello.

Sconsigliabile il giro in senso antiorario (Ribon-Lombarde) per la salita difficoltosa dei pendii friabili sopra il Fond d’Orset.