Duc (Col) da Ruz

difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1695
quota vetta/quota massima (m): 2704
dislivello salita totale (m): 1009

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: benedetto
ultima revisione: 24/08/10

località partenza: Ruz, fraz. di Bionaz (Bionaz , AO )

punti appoggio: Rifugio Crete Seche

cartografia: “carta dei Sentieri” de l’”Escursionista” (Valpelline-Saint Barthelemy)

bibliografia: Alpi Pennine I, Guida dei Monti d’Italia

note tecniche:
Il colle Duc collega la comba di Crete Seche a Est con quella di Faudery ad Ovest e si apre tra la Guglia de l’Aroletta (o meglio il Berger de l’Aroletta, un monolite di sessanta metri che divide il colle dalla guglia) e la punta Duc.
Valico impegnativo per l’escursionista sia per le pendenze che per alcune roccette, facili ma non elementari, su entrambi i versanti.
Il versante Ovest è più appoggiato e meno sassoso.
Quello Est ha una pendenza di 45° e un’altezza di circa duecento metri.
Il Buscaini-Alpi Pennine 1 –Guida dei monti d’Italia indica per il colle una quota di 2635 m.
La carta dei sentieri n.6 de “L’Escursionista” (Valpelline-Saint Barthelemy) indica una quota di 2704 m.
Il mio altimetro, tarato ai 2410 m. del rifugio Crete Seche (2389 m. secondo la carta) segnava al colle 2695 m.
La carta attribuisce alla soprastante Aiguille de l’Aroletta una quota di 2721 m., 13 metri più del colle, una cosa impossibile come si vede dalle foto.
Il Berger de l’Aroletta (una sessantina di metri più alto del colle) non è indicato.

descrizione itinerario:
Da Ruz si segue il sentiero che in circa due ore porta al rifugio Crete Seche.
Dal rifugio si ignora il sentiero che sale al bivacco Spataro per prendere a sinistra il sentierino indicato da bolli gialli e dall’indicazione “Aiguille de l’Aroletta”, sentiero che supera un torrente su un ponte malandato, oltre il quale diventa una traccia tra detriti.
Seguirla finché si avvicina all’imbocco del soprastante canalone e allora la si abbandona per risalire i detriti che portano allo sbocco dello stesso.
Lo si risale faticosamente tenendosi per lo più sul fondo cercando il terreno più stabile.
Ad una trentina di metri dallo sbocco il canalone è interrotto da una cortina rocciosa.
Si supera sulla destra un masso con buoni appigli per raggiungere delle roccette più appoggiate oltre le quali l’ultimo pendio detritico porta allo stretto intaglio del colle.
Il panorama è ristretto, domina il rifugio ed in lontananza si vede il Cervino.
In discesa è inevitabile far cadere molti sassi, cautela se si hanno compagni.