Carpior (Cima) da Ronco Canavese

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 916
quota vetta/quota massima (m): 2302
dislivello salita totale (m): 1486

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: Blin1950 rfausone
ultima revisione: 19/08/10

località partenza: Ronco Canavese (Ronco Canavese , TO )

cartografia: MU Edizioni - Carta della Valchiusella

bibliografia: CAI-TCI Emilius Rosa dei Banchi

accesso:
Ronco Canavese, 1° ponte per Tiglietto

note tecniche:
Bella puntina rocciosa a SSW della Costa Carpior o della Verdassa. Da Tiglietto sui presenta come una piramide abbastanza slanciata mentre dagli altri versanti si confonde con le vette successive. Il percorso più agevole è da W partendo dal secondo o dal terzo lago di Canaussa e risalendo un facile pendio di placche intervallate da tratti erbosi puntando in diagonale verso sinistra in direzione della vetta (ore 1 dal lago).
Questo il contenuto dell’itinerario 392 della “Guida dei Monti d’Italia, Emilius Rosa dei Banchi” ediz. CAI-TCI.

ATTENZIONE!
In caso di forti piogge o forte scioglimento della neve, attraversare il rio dell'Uja è praticamente impossibile!

descrizione itinerario:
Da Ronco al primo ponte di Tiglietto, seguire il sentiero, che sale dapprima nel bosco misto di abeti, poi in prossimità di una dorsale, diventa un bel bosco di faggi fino ad arrivare alla chiesetta sul poggio di Tiglietto.
Attraversare in piano tutta la frazione, continuare su sentiero ora segnato con bolli di vernice rossa, che con andamento a sali-scendi (si perde circa 50 metri di dislivello) taglia diversi canali nel bosco fino a giungere al più grande canale dove scorre il rio dell’Uia; lo si attraversa e si risale il pendio opposto sempre sotto una bella faggeta. Terminata la faggeta, il sentiero taglia una piccola pietraia e giunge sopra una balza rocciosa e successivamente al rio principale di Canaussa.
Attraversare il rio e seguire il sentiero che sale il versante opposto fra la la bassa vegetazione e dopo aver superato due gruppi di ruderi di antichi alpeggi, riattraversa il torrente e giunge alle baite diroccate dell’Alpe Canaveia. Proseguire dietro l’alpe seguendo il sentiero che con diverse giravolte si porta in quota e giunge al pianoro sede del primo lago di Canaussa a breve distanza dalla baita dell’Alpe omonima.
Attraversare il rio in uscita dal lago e risalire un paio di dossi rocciosi a destra su traccia di sentiero di animali raggiungendo un secondo pianoro prativo. Risalirlo in posizione centrale puntando l’estremità sinistra di una minuta fascia rocciosa, da dove parte una esile traccia di sentiero che risale tutto il pendio erboso con piccoli rododendri, fino a sbucare in piccola sella erbosa a monte della quota 2236 (Mu-edizioni).
Dalla sella seguire la cresta e si giunge in breve ad un minuscolo intaglio, abbassarsi sul versante Sud di pochi metri e risalire il facile prato fino in vetta.
Discesa per la stessa via di salita.