Zebrù (Passo) da Santa Caterina Valfurva

difficoltà: BC+ / OC   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1748
quota vetta/quota massima (m): 3001
dislivello salita totale (m): 1400
lunghezza (km): 25

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: sergio meroni
ultima revisione: 06/08/10

località partenza: S. Caterina Valfurva (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio Pizzini

cartografia: Cartina Kompass n. 72

bibliografia: Santa Caterina Valfurva

note tecniche:
Accesso.
Como – Lecco – Sondrio – Tirano – Bormio - S.Caterina Valfurva
Approssimativi 185 Km. ore viaggio 3

S.Caterina è una nota località di villeggiatura sia estiva che invernale, con la valle di Cedec che si presta nella parte bassa alla pratica della mountainbike, ma che ha soprattutto, splendidi itinerari per ottime escursioni e per gite e ascensioni alpinistiche e scialpinistiche di fama mondiale, il tutto in uno scenario contornato da ghiacciai.

Passo Zebrù m.3001
Non c’è bisogno di sottolineature, tutto il tracciato se si esclude il tratto iniziale fino al Forni è qualcosa di incantevole. Splendide cime e ghiacciai fanno da contorno al nostro passaggio, e la fatica per salire al Passo Zebrù, è ripagata da una discesa brillante. Il rifugio è molto accogliente e per una sosta è quanto di meglio si possa trovare, il traverso, lungo e divertentissimo ti consente andature a proprio piacimento e la discesa finale a S. Caterina dall’Ables è come aggiungere una perla ad una collana già meravigliosa.
Tempi approssimativi . Da S. Caterina alla Pizzini ore 2 Dalla Pizzini al Passo Zebrù ore 0,45
Abbigliamento adeguato alle alte quote.
Telefono Rif.Pizzini 0342 935513

descrizione itinerario:
Da S. Caterina Valfurva m. 1737, si imbocca la strada asfaltata che conduce ai ghiacciai dei Forni e all’omonimo rifugio m. 2176. (Tutto questo tratto asfaltato è accessibile con gli automezzi fino al rifugio).
Salita abbastanza dura e impegnativa, anche per il fatto che la si affronta sempre senza un preriscaldamento e conseguentemente appare anche più tosta di quanto sembra. Giunti al rifugio dei Forni, inizia il tratto sterrato, si seguono inizialmente le indicazioni per il Rifugio Branca, che consente di alzarsi progressivamente con maggior semplicità lungo uno sterrato più agevole e ciclabile. Attenzione lungo la salita! Ad un certo punto, non proseguire verso il Rifugio Branca ma deviare a sinistra, verso la Malga dei Forni m. 2316, superando qualche breve tratto sterrato abbastanza impegnativo. Dalla malga al rifugio Pizzini m. 2706, si segue con logica lo sterrato che in bella evidenza porta direttamente al rifugio senza possibilità di errori di percorso. Dopo una sosta che scaturisce spontanea, dal rifugio, si ritorna indietro fino al ponticello e sulla destra si imbocca il sentiero che molto ben marcato conduce ancora una volta senza altre deviazioni fino al Passo Zebrù m. 3001. Lungo questa salita, al passo, qualche tratto è anche ciclabile, ma in buona parte si deve spingere la bike e a tratti spallarla, ma il tutto, lungo un sentiero largo e senza difficoltà e soprattutto pericoli di rilievo. Una salita impegnativa e faticosa, anche per la quota e il dislivello da superare con una bici al seguito, ma consigliabile in quanto poi la discesa dal passo è veramente bella e divertente. Termina la parte più impegnativa del tracciato, ora non resta che dare inizio a quella più semplice e attesa. (La discesa)

Discesa

Dal Passo, la discesa alla Pizzini è molto divertente e abbastanza facile, solo un poco di attenzione serve nei brevi tornanti intermedi, poi dopo una lunga sosta al rifugio, in corrispondenza del sentiero di salita al passo, si imbocca questa volta il sentiero discendente che corre in parte parallelo al tracciato di salita per un lungo tratto, ma molto più alto e con splendide panoramiche su tutta la Valle di Cedec e le cime circostanti. Senza più scendere al sottostante rifugio dei Forni, si prosegue sempre lungo uno sterrato molto sinuoso ma mai difficile, in direzione della Baite di Pradaccio. Anche in questo caso, non si scende alle baite sottostanti ma si prosegue lungo il traverso seguendo le indicazioni per Raseit e baite dell’ Ables. Giunti alla prima baita dell’Ables in corrispondenza di una fonte, si prende il sentiero alla sinistra che ora scende nel bosco e riporta versa S. Caterina. Ad un certo punto si troverà ancora un bivio per la discesa in paese, consiglio quello alla sinistra che sempre per sterrato conduce direttamente in centro paese. La discesa dall’Ables a S. Caterina è qualcosa di strabiliante e il divertimento lungo questo tratto è garantito.