Meije (Grand Pic de la) Diretta Allain

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 3092
quota vetta (m): 3983
dislivello complessivo (m): 850

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura

contributors: podina
ultima revisione: 24/07/10

località partenza: La Berarde (Saint-Christophe-en-Oisans , 38 )

punti appoggio: Refuge del promontoire

cartografia: IGM 1:25.000

bibliografia: François Labande - Tomo1 (1995) : Partie nord ; Râteau, Soreiller, Meije, Grande Ruine

note tecniche:
Via stupenda ed ancora oggi di grande attualità, e sul suo grado di difficoltà, probabilmente la più bella scalata del massiccio. Uno degli innumerevoli capolavori del grandissimo Pierre Allain.Su questo genere di itinerari, occorre intuito e completezza alpinistica, ed il ritorno sulla normale o lungo la classica traversata "des Aretes" verso l'Aigle impone di portarsi dietro tutto (scarponi, ramponi e picozza ed eventuale sacco da bivacco), nulla a che vedere con l'"ingaggio" di altre vie completamente attrezzate a spit e con discesa in doppia sulla via (vedi Nuos partirons dans l'ivresse o altre vie simili a spit che seppure attrezzate in un contesto di alta montagna non hanno nulla che vedere con lo stile Oisans).

descrizione itinerario:
Avvicinamento
Dal Rif. si sale una ventina di metri per incrociare il couloir Crapaud.Si raggiunge tramite una cengia una corda fissa che porta ad un ancoraggio a spit che permette con una doppia di raggiungere il ghiacciaio di Etancons (1h)ramponi utili e attenzione alle scariche provenienti dal Glacier Carré.
Relazione:
Si supera una prima barra rocciosa (zoccolo) a sx. di una cartteristica cascata d'acqua (camino)
Si raggiunge una zona facile (a volte con neve)e piuttosto sbriciolata. Si tende decisamente a dx. verso una caratteristica cresta rocciosa a dx di un evidente tetto dopra il quale corrono due severe vie di Cambon (La Chevauchée des..e Le Dossier du..)
S'individua allora sullo sperone una linea di fessure e senza percorso obbligato (5°/5°+) si arriva al tratto chiave della via (cheminée verte) spesso intasato di ghiaccio).Con due lunghezze (molto impegnative se con ghiaccio) si arriva alle cenge da bivacco poste all'estremità dx. del Glacier Carrè. Con altre 5 lunghezze di corda sempre sulla dx. ( a dx. della linea di Cambon La Chevauchée..) si raggiunge il "rateau de chevre). Da quì le difficolta diminuiscono ma occorre ancora tener duro per oltre 12/14 lunghezze di corda con tanto 3° e 4°....
L'arrivo in cima al Pic non segna assolutamente la fine delle difficoltà e la scelta della discesa migliore è in funzione di molti fattori (meteo, energie, esperienza e conoscenza)
Queste le possibilità:
- discesa classica (cresta ovest del Grand Pic 3°/3°+, Glacier Carrée, Muraille Castenlau, Cresta del Promontoire..) 4/5 ore...preventivare bivacco.
- proseguimento e traversata per cresta verso rif. de l'Aigle - idem come sopra
- a doppie (n. 24! prima sulla via "Dossier du.." poi su "Chevauchée..) sconsigliata se non si conoscono gli itinerari
Non c'è che l'imbarazzo della scelta, ma in qualunque soluzione che si sceglie ne risulta un problema delicato e impegnativo; prerogativa questa che differenzia sempre e comunque il vero e puro "stile Oisans"