Molère (Bec) da Outre l'Eve e il Vallone di Vercoche

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: BSA   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Est
quota partenza (m): 1223
quota vetta/quota massima (m): 2638
dislivello totale (m): 1415

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: dani
ultima revisione: 20/04/10

località partenza: Outre-L'eve (Champorcher , AO )

punti appoggio: Rifugio dei Pescatori al Lago di Vercoche

cartografia: IGC foglio Ivrea Biella Bassa Valle d' Aosta

bibliografia: Guida dei Monti d' Italia Volume Emilius Rosa dei Banchi

note tecniche:
Una delle più sciistiche tra le gite della riva destra orografica della Valle di Champorcher ed una delle poche che consenta di percorrere il suggestivo e poco frequentato vallone di Vercoche. Considerata l’ esposizione prevalentemente orientale e meridionale dei pendii su cui si svolge, il periodo ideale per ripetere questo itinerario è l’ inizio della primavera. Tuttavia, poiché la gita si svolge su terreno relativamente sicuro, essa può essere effettuata anche di inverno.

descrizione itinerario:
Da Outre-L’eve (1223m) si imbocca il sentiero per il Vallone della Legna che si segue fino al bivio per l’ Alpe Ourty (1527m) ed il Vallone di Vercoche. Raggiunta in breve l’ Alpe Ourty, si individua, a monte di questa, il sentiero che, mantenendosi sui pendii meridionali della Punta Champ Chevry (2212m), sale nel rado bosco di conifere fino a raggiungere l’ ampio pianoro dell’ Alpe Vercoche (1879m). Attraversato quest’ ultimo, si prosegue mantenendosi sulla destra orografica del vallone, qui ampio e pianeggiante.
Il vallone piega progressivamente verso sud ed ad un certo punto diviene evidente la bastionata che sostiene il lago Vercoche. Portarsi quindi sulla sinistra orografica del vallone, spesso guadando il torrente, e puntare ad un dosso alle propaggini orientali del Bec Laris (2426m), dosso che si individua facilmente sulla verticale calata da quest’ ultima cima. Si risale il dosso o, meglio, il canale che lo costeggia sulla destra (salendo) fino a portarsi all’ altezza del lago Vercoche (2202m).
Di qui due modi di procedere a seconda delle condizioni di innevamento. In caso di neve non sicura conviene raggiungere il lago Vercoche con un traverso in leggera discesa verso sinistra (est), costeggiarne tutta la sponda settentrionale, superando il Rifugio dei Pescatori (che altro non è che una porzione di una costruzione dell’ Enel ed è sempre aperto pure di inverno) per portarsi sul dosso a monte del lago stesso. Questo dosso separa il lago di Vercoche dal lago Piana(sito più ad est) ed è percorso dalla traccia di sentiero estivo per il Colle Larissa (2584m). Si segue detto dosso piegando progressivamente verso ovest in direzione del Colle Vercoche che appare tra il Bec Laris a destra (nord) ed il Bec Molere a sinistra (sud). Il dosso si esaurisce contro le pendici meridionali del Bec Laris: lo si abbandona quindi per risalire l’ attigua valletta che in breve adduce al Col Vercoche. In caso di neve sicura, giunti all’ altezza del lago Vercoche, risulta decisamente più breve continuare per i ripidi pendii che sostengono il versante orientale del Bec Laris, senza raggiungere il lago. Dopo neanche un centinaio di metri di dislivello, si apre a sinistra uno spalto che, dominando il lago da ovest, consente di costeggiare la base del Bec Laris e di raggiungere il dosso che, provenendo da est, è percorso dall’ itinerario descritto in precedenza.
Dal Col Vercoche, si segue con gli sci per breve tratto la cresta NNE del Bec Molere. Lasciati gli sci, per detta cresta, non esposta e senza particolari difficoltà, si giunge in breve in cima.
N.B.: la guida dei Monti d’ Italia, volume Emilius-Rosa dei Banchi, riporta su detta cresta, delle difficoltà nettamente alpinistiche, fra cui anche un passaggio di terzo grado. Pur avendo probabilmente individuato la placca corrispondente a detto passaggio essa è risultata di inclinazione talmente modesta da essere interamente coperta di neve e percorribile con facilità e sicurezza. Anche i 40 minuti indicati come necessari per percorrere la cresta sono risultati, a nostro avviso, sovrastimati: una volta abbandonati gli sci noi non abbiamo impiegato più di dieci minuti per raggiungere la cima.


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