Reggia dei Lapiti Sogniamo sapendo di sognare

difficoltà: 7a / 6b obbl
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 1550
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 21/05/10

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia

cartografia: IGC serie Monti n° 103

bibliografia: Vallone di Sea, un mondo di pietra di Marco Blatto, Vivalda/Aria Editori

accesso:
Da Forno Alpi Graie seguire la sterrata che si inoltra nel Vallone di Sea, divenendo poi sentiero. Raggiungere quindi il pianoro di Balma Massiet presso il circuito massi di "Polvere di stelle".
Salire sul caratteristico masso piatto con bacheca, scavalcare un blocco addossato a questo e rimontare un masso successivo con breve passaggio di II°. Reperire di qui una serie di ometti sulla pietraia che conducono alla base del settore sinistro della Reggia dei Lapiti.
L'attacco è segnalato da un chiodo verniciato di blu, alla base di un diedro strapiombante nella parte finale.

note tecniche:
La più interessante delle tre vie aperte da Gian Carlo Grassi e soci nell'autunno 1989, purtroppo con alcune sezioni che andrebbero ripulite dai ciuffi erbosi che si sono riappropriati delle fessure.
Materiale: in posto 9 spit-rock anni '80 con placchetta artigianale e 5 chiodi. Utili friend fino al 2,5 bd e cordoni per le soste.

descrizione itinerario:
L1: Attaccare allora il diedro con passi atletici 6a+ e vincere la sua strozzatura finale con duro passaggio singolo, un pò disturbati dai licheni, 7a o 6b e AO. S1 in una nicchia sul terrazzino, su due chiodi lontani e scomodi da collegare con fettuccia molto lunga.
L2: Salire sopra un tettino per lame instabili ed esposte aggunatando una fessura larga 5b che conduce in un ballatoio alla base di un diedro a "V" strapiombante ; S2 da attrezzare su 1 chiodo in posto + friend
L3: vincere con duro incastro la fessura di fondo del diedro e uscire con gran spaccata su un terrazzino 6a+, andare qualche metro in placca e sostare nuovamente; S3 su un bullone della ferrovia + 1 spit.
L4: salire la placca prima a destra di un diedro poco definito, poi superare un passo adrenalinico oltre una macchia di quarzite 6a+ (e chiodo molto sotto). Continuare poi sempre in placca seguendo 2 spit 6b, per uscire sulla cengia erbosa che fascia tutto il settore fino alla Torre di Gandalf; S4 su arbusti.

Discesa: percorrere la cengia sommitale 50 metri verso valle (nord) raggiungendo la sosta (su spit - fix) con catena d'uscita di "Dottor Arcobaleno". Di qui con due calate di 50 m alla base.

altre annotazioni:
Gian Carlo Grassi e soci nell'autunno 1989