Naufrago (Parete del) Naufragio di Sea

difficoltà: 6c / 6a obbl
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 1610
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 21/05/10

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia

cartografia: IGC serie Monti n° 103

bibliografia: Vallone di Sea, un mondo di pietra di Marco Blatto, Vivalda Editori

note tecniche:
Via particolare che si svolge sul margine sinistro della Parete del Naufrago, caratterizzata all'inizio da una curiosa rampa obliqua che ne costituisce il debole punto di accesso.
La parete risulta spesso bagnata, "l'arrampicatore allora come un naufrago va alla ricerca di quei tratti di roccia asciutta che gli garantiscono un'arrampicata sicura"...

descrizione itinerario:
Accesso:
da Forno Alpi Graie seguire la sterrata che risale il vallone di Sea (segnavia 308) fino a queando questa diviene sentiero. Continuare lungo questo, raggiungendo il masso del Cubo Magico (cartello indicatore). Proprio di fronte al blocco squadrato, individuare l'evidente conoide di detrito di falda vegetato, e risalirlo interamente per una vaga pista di camosci. Quando si è in prossimità della parete di roccia friabile che si innalza di fronte, piegare allora a destra sullo zoccolo erboso, oltrepassare alcune frane recenti e poi una zona umida.
Guadagnare quindi la base dell'evidente sperone che si delinea a sinistra della parete del Naufrago, e della rampa che si innalza nerastra a destra di uno speroncino di placche verticali. l'attacco è al centro di queste placche (ore 0,50 - 1).

L1: attaccare la placca a gradoni guadagnando la rampa obliqua che si porta nel cuore della parete verso sinistra 5a(10 metri e nessuna possibilità di protezione).Salire la rampa facile, ma facendo attenzione alle frequenti colate d'acqua, pervenendo a un terrazzino alla base dell'esposto sperone che si impenna appena al di sopra; S1 (fatta su tre nut)

L2: afferrare una lama sinuosa e poi seguire una bella fessura che incide sulla destra lo sperone 5c (atletico); S2 su un pulpito sul filo dello spigolo (friend)

L3: con un passo in discesa verso destra si agguanta un vago diedro strapiombante fin sotto il tettino che lo sbarra 6a; uscire quindi con duro passo sbilanciante grazie a un appiglio da ricercare in allungo verso destra e con difficoltà di posizionamento dei piedi 6c (1 chiodo ribattuto e poi 1bd 0,75 e 1 stopper piccolo). Andare ancora a destra su roccia pessima 5b e poi reperire una provvidenziale cornice che permette di andare a sinistra dove si può sostare ( S3, messi due chiodi di cui 1 lasciato)

L4: seguire a sinistra la cornice traversando con un passo molto sbilanciante una placca panciuta 6a (possibilità di mettere 1 solo nut all'inizio). Scendere su una rampa erbosa, superare una lama e poi uno sperone di blocchi poco stabili ma facili, guadagnando una marcata terrazza erbosa (S4 su arbusti)

L5: Abbiamo seguito la relazione originale e, guadagnata una terrazza più a sinistra abbiamo nuovamente sostato (S5 bis su blocchi)

L6: si pone ora il macchinoso superamento della placconata finale, seguendone il punto più debole e proteggendosi al meglio per evitare gli attriti delle corde (utili fettucce di rinvio lunghe).Sul bordo destro della placca e poi per una fessura erbosa abbastanza adrenalinica 5b (1 chiodo discreto). A ridosso di uno strapiombo, non superabile direttamente, andare a sinistra fino a quando ci si afferra a una lama che sporge per poi ribaltarsi in una fessura - diedro con blocchi incastrati 5c/6a (espostissimo).Guadagnare una terrazza e sostare; S6 su friend

L7: dirigersi qualche metro verso un diedro e vincerlo grazie a una faticosa lama 5c. Un ultima placca con fessura conduce alla terrazza alberata finale 4c; S7 su pianta

Discesa: noi abbiamo seguito la cengia superiore senza grosse difficoltà (qualche cautela) tra arbusti contorti ed erba, guadagnando la sommità della struttura detta "Viso della Signora" Di qui con una doppia di 50 metri da betulla con cordone vi siamo scesi alla base. Scendere poi contro la parete verso nord un canalino erboso e poi con cautela uno zoccolo ripido aiutandosi con arbusti. Si arriva così alla cengia che conduce alla Parete del Naufrago.

Materiale:in posto 3 chiodi (mediocri). Utile può essere, se bagnato, qualche chiodo assortito. Portare due serie di friend fino al 2 bd e un giro di stopper piccoli, cordoni e fettucce lunghe per rinvio. Una discesa forzata durante la scalata risulterebbe assai complicata.