Santanel (Punta) Anello per i Valloni della Legna e di Vercoche

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1223
quota vetta/quota massima (m): 2721
dislivello salita totale (m): 1650

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: dani
ultima revisione: 02/11/10

località partenza: Outre l'Eve (Champorcher , AO )

punti appoggio: Rifugio dei Pescatori

cartografia: IGC Ivrea Biella Bassa Valle d' Aosta

bibliografia: Guida CAI-TCI Emilius-Rosa dei Banchi

note tecniche:
Nome cima come da cartografia, su Guida Monti d'Italia, Emilius-Rosa dei Banchi, la cima è denominata Monte Santanel.
Anello escursionistico che consente di mettere in comunicazione nel modo più semplice i suggestivi valloni della Legna e di Vercoche tributari della Valle di Champorcher. Lungo il percorso si possono ammirare numerosi laghi: Chiletto nel vallone della Legna, Santanel sul versante Piamprato, Molera, Piana e Vercoche nel vallone omonimo.

descrizione itinerario:
Da Outre-L’eve (che si raggiunge, dalla strada che sale al capoluogo, imboccando, al primo tornante subito dopo il cartello indicatore della frazione Mellier, una diramazione della strada principale che scende ad attraversare il torrente Ayasse) si imbocca la mulattiera per il Vallone della Legna.
Lasciato a destra il bivio per il lago Vercoche si superano i pascoli sottostanti l’ Alpe Ourty e si attraversa il torrente della Legna su due passerelle in legno di recente ricostruite. Si riprende a salire per pascoli in direzione del bosco soprastante dove il sentiero torna evidente. Superato un pianetto dominato da un blocco roccioso alto una trentina di metri, si esce al grande pianoro delle Case Vecchie.
Qui si abbandona la traccia per il Monte Marzo e si riattraversa il torrente della Legna su di una passerella in legno. Si prosegue per un tratto lungo la sponda sinistra orografica del pianoro e quindi si riprende a salire seguendo il sentiero sempre evidente. Si giunge così all’insieme di costruzioni che costituiscono l’ Alpe Perosa o Peirosa (2174).
Ai piedi della più a monte di tutte, l’ unica ad essere stata restaurata, si piega verso sinistra seguendo il sentiero, non sempre evidente, che sale in obliquo fino al lago Chilet o Chiletto (2322m), lasciando sulla destra dapprima un pilone votivo e poi una croce.
Dal lago due modi di procedere. Il più facile ed escursionisticamente interessante non prevede la salita al Monte Santanel (2721m). Raggiunto il piccolo sbarramento del lago, lo si attraversa e, sempre per tracce di sentiero, si piega verso sinistra per scavalcare un colletto che immette nel canale che, dal Colle Santanel, scende nel Vallone della Legna.
Per tracce discontinue si giunge in breve al colle (2464m). Da questo ci si abbassa per un centinaio di metri di dislivello sul versante Piamprato fino all’ estremo orientale del lago Santanel (2461m). Si costeggia quindi la sponda meridionale del lago in direzione dell’ elettrodotto che scende dal Colle Santana (2645, non segnato né quotato su IGC), colle che si apre tra il Monte Santanel ad est ed Il Monte Nero (di Marmotta) ad ovest.
Per valloncello erboso e pietroso si giunge senza problemi al colle facilmente individuabile per la presenza di uno dei tralicci dell’ elettrodotto. Se si vuole salire il Monte Santanel, guadagnata la conca del lago Chiletto, non raggiungere lo sbarramento, ma seguire il dosso erboso che domina a settentrione il lago. Si perviene così in un valloncello che si risale per uscirne a sinistra sui pascoli sovrastanti il lago e sottostanti l’ edificio sommitale del Monte Santanel. Dirigersi verso quest’ ultimo piegando progressivamente verso sinistra in direzione di un canale misto erba e pietre lungo il quale, per tracce, si perviene sulla cresta est a poca distanza dalla cima.
Da questa ci si abbassa inizialmente lungo la cresta ovest fino a giungere su di una spalla rocciosa. Di qui la discesa per cresta è impedita da un salto roccioso (difficoltà di circa II grado). Scendere quindi per il versante sud seguendo la conca erbosa poco evidente che si abbassa dal colletto tra la spalla rocciosa e la cima del Monte Santanel. Si giunge così a monte di una fascia rocciosa che sostiene il versante meridionale della montagna. Questa si supera senza difficoltà seguendo il canale prosecuzione della conca sin qui percorsa (due ometti, uno all’ imbocco del canale).
Si perviene così all’ inizio del valloncello che, dal versante Piamprato, sale al colle Santana. Per esso come precedentemente descritto al colle. Dal colle si può apprezzare tutta la parte alta del vallone di Vercoche. Superate alcune facili roccette sul versante settentrionale del colle, si piega verso destra (faccia a valle) per traccia di sentiero (bolli di vernice rossa).
Sempre poggiando verso destra, per ridenti praterie inframmezzate da affioramenti rocciosi, ci si porta nel valloncello sottostante la cresta che dal Monte Santanel scende con direzione nord a dividere i valloni della Legna e di Vercoche. Seguendo detto valloncello si giunge al lago Molera, l’ unico fra quelli che si incontrano lungo il percorso, che non sia chiuso da uno sbarramento artificiale. Attraversato l’ immissario, si scavalca il dosso che costituisce la sponda sinistra orografica del lago guadagnando in breve la traccia di sentiero che dal rifugio dei Pescatori sale al Colle Larissa.
Per detto sentiero, che da ultimo percorre il dosso che separa i laghi Piana e di Vercoche offrendo suggestive viste su entrambe, si perviene al succitato rifugio (che in realtà altro non è se non una porzione di una costruzione dell’ Enel ed è sempre aperto anche se un po’ squallido). Da qui si costeggia tutta la sponda settentrionale del lago.
Dall’ estremo occidentale di questo, il sentiero si abbassa deciso nel vallone di Vercoche (la diramazione che prosegue in piano verso ovest conduce agli impianti di Chardonney) e, mantenendosi sempre evidente, eccetto che in corrispondenza di un guado su di un pianoro di larici, conduce all’ immenso pianoro dell’ Alpe Vercoche (1879m). Tenendo alla propria sinistra il torrente, si percorre il pianoro e, raggiuntone l’estremo settentrionale, si attraversa il torrente su di una passerella in legno.
Lungo il sentiero che si abbassa con ripide svolte sul fianco sinistro orografico del vallone si perviene all’ Alpe Ourty, appena oltre la quale si giunge al bivio per il vallone della Legna dove si ritrova il sentiero già percorso in salita. Per esso si rientra ad Outre-L’eve.