Parete Calva Eretica

L'itinerario

difficoltà: 7b / 6c obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1300
sviluppo arrampicata (m): 290
dislivello avvicinamento (m): 250

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: www.gekoclimb.it
ultima revisione: 23/06/10

località partenza: Dughera (Campertogno , VC )

punti appoggio: Dughera

bibliografia: Arrampicare in Valsesia - G.A.S.S. (1997, Melograno Edizioni)

note tecniche:
via d'avventura
Aperta da W. Grober, M. Cametti, 1996 (Dal basso)
Difficoltà III,7b o A1 [6c obbl.],R2
Tempi di salita 4h

descrizione itinerario:
Avvicinamento (1h:10m)
Dal paese di Dughera si segue il sentiero n 42 che porta alla cima della Parete Calva. All'altezza di un canale, dopo circa mezz'ora, si prende per canali e placche e per tratti attrezzati con fisse (controllarne lo stato). Si supera una pietraia fino alla base della parete. Il sentiero ad inizio stagione può essere molto intricato. Sono numerosi gli ometti a segnare il tragitto. Occhi alle vipere!

Descrizione
Via stupenda ed ardita, dal percorso logico e dall'arrampicata esigente, sia se salita in artificiale e oltremodo se in libera. Sulla prima edizione della guida "Arrampicate Sportive e Moderne in Ossola e Valsesia" di VERSANTE SUD, la via viene descritta come pericolosa in quanto le protezioni risulterebbero vetuste ed esauste e quindi inadeguate ad offrire una sicurezza accettabile in salita. Questo impietoso commento stava per persuadere il suo apritore, Walter Grober, a richiodare completamente la linea con trapano e materiale inox; per fortuna una sua ripetizione del 5.4.2008, che ha effettuato con Emanuele Cesaroni per una ricognizione propedeutica all'opera, lo ha infine convinto che questa pesante revisione ne avrebbe irrimediabilmente compromesso il fascino. Le protezioni a pressione infisse risultano infatti ancora in ottimo stato. Lo stesso dicasi per i chiodi classici e per quanto alle soste. La via ha il sapore di una direttissima e in parete si respira il sapore delle artificiali anni '70, chiodate in maniera originale e varia. La via, affrontata con esperienza e decisione, non risulterà più difficile o pericolosa di altre, similmente ispirate, presenti sul Bianco o in Val di Mello. La salita in libera richiede un ottimo livello e necessita, in più punti, l'integrazione alla chiodatura. Rimane solo una riserva sul terzo tiro, oltretutto uno dei più facili, in cui rimane alta la pericolosità a causa dell'erba, comunque assecondabile con chiodi e martello ed eventualmente aggirabile attaccando da "Free Dolcino". Si consiglia quindi di affrontare la via con una nutrita serie di friends fino alle misure più grandi; anche un 5 Camalot per la fessura ma solo se si sale in libera e si tenta l'a-vista al limite ed eventualmente chiodi e martello, ma solo per il 3° tiro.

Relazione
- L1: 35 (metri), 3a
Si sale in traverso sinistro senza chiodi, ma facilmente, fino ad una sosta con due fixes. Placca appoggiata, qualche sasso smosso.
- L2: 30 (metri), 5c
Si traversa a destra verso una placca, faccia di destra di un pilastro. Si trovano infissi due chiodi classici, uno nero ritorto e uno rosso buono sotto un piccolo tettino. E' presente molto muschio, ma gli appoggi ci sono e si giunge ad una cengia erbosa con due spit e catena di calata.
- L3: 45 (metri), 6a
Si sale a dritto una placca e si traversa poi a destra seguendo una cengia di erba e terra fino ad un chiodo classico. Si continua a traversare a destra senza chiodi e con poco per le mani vincendo via via dei salti. Si prosegue obliquando leggermente verso destra su una placca a tratti erbosa fino alla comoda cengia con sosta. Si può eventualmente proseguire in traverso fino ad un passo ostico (pericoloso in caso di volo, grande pendolo) che porta su "Free Dolcino" e nuovemante alla cengia suddetta. Unico tiro pericoloso, addomesticabile con chiodi e martello.
- L4: 35 (metri), 7a o A1
Si sale verso il chiodo classico e si prosegue in obliquo sinistro (spit vicini) affrontando la parte più dura del tiro (scivoloso). Ancora in traverso verso sinistra fin sotto il tetto che si passa superando uno spigolino e uno strapiombo che portano su una placca tecnica e faticosa ma dalle prese generose. Si perviene ad una cengia con comoda sosta.
- L5: 25 (metri), 6a+
Si traversa in quota a destra e si segue l'appena accennato diedro che porta sotto la fessura del tiro chiave. Vari chiodi classici.
- L6: 35 (metri), 7b o A1
Si sale a dritto verso la larga fessura (subito posto per un friend 0.75). Si trova poi un bong che si passa e ci sia alza fino al chiodo. Si prosegue fino ad un passo molto rude che superato porta alla cengia esposta che si segue in traverso sinistro per cinque metri. Si prende a dritto la fessura, ben chiodata ma faticosa e continua per vari metri, sequenza che termina con un runout in strapiombo fino ad una cengetta erbosa con sosta.
- L7: 40 (metri), 6b
Si monta in obliquo destro la placca (spit). Si supera un tratto chiodato lungo e si prosegue su un tratto più facile obliquando verso sinistra fino in sosta. Nel tiro si trovano chiodi, fixes, spits, e anche qualche chiodo a pressione. Assicurazioni supplementari possibili con lo 0.4 e 0.75
- L8: 45 (metri), 3a
Si vince il diedro e si prosegue su placche appoggiate intervallate da salti più ripidi. Si giunge ad un albero con sosta.

Discesa (1h:30m)
Sulla via in doppia o dal sentiero n 42 che dalla cima (un tratto con cavo) riporta a Dughera.