Bellavista (Monte) per la Forcola Bellavista e la cresta NE

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1990
quota vetta (m): 3922
dislivello complessivo (m): 1932

copertura rete mobile
tim : 40% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 18/09/09

località partenza: Campo Moro (Lanzada , SO )

punti appoggio: Rifugio Marinelli-Bombardieri m. 2813

cartografia: CNS foglio 1277

note tecniche:
Questo montagna, situata nel Gruppo del Bernina, è poco conosciuta e poco frequentata, trovandosi in un settore dove ci sono cime come i Pizzi Palù, Pizzo Zupò e Bernina naturalmente che fanno da principali poli di attrazione per gli alpinisti che frequentano questo Gruppo. Questa cima fa da confine naturale tra Italia e Svizzera, è caratterizzato da quattro cime che costituiscono un ottimo punto d’osservazione sul versante svizzero del Bernina, nonché sulla cresta Ovest del Pizzo Palù e sul vicino Pizzo Zupò. Questo monte è noto anche come Pizzi della Bellavista o le Belleviste. Il toponimo "Bellavista" deriva dalla sottostante "Terrazza di Bellavista" e sta ad indicare un luogo molto panoramico. Venne salito la prima volta il 10 settembre 1868 da Emil Burkhardt con Hans Grass dal versante svizzero e la cresta NE. In questa relazione viene proposta la salita dal versante italiano, con partenza dal Rifugio Marinelli, per la Vedretta di Fellaria, il Passo del Sasso Rosso, la Forcola di Bellavista e la cresta Nord-Est. Ma può essere salito anche dal versante svizzero, raggiungendo la Forcola di Bellavista dal Rifugio della Diavolezza. E' un itinerario che si svolge su ghiacciaio, con alcuni tratti anche molto crepacciati (per raggiungere il Passo del Sasso Rosso) e su cresta nevosa in parte aerea ed affilata, con alcuni tratti di misto, che riservano qualche facile passaggio di arrampicata nella parte finale, prima di raggiungere la cima più elevata. Questa bella montagna è una meta alternativa al vicino e frequentatissimo Pizzo Palù e merita di essere salita, sia per la bellezza del contesto ambientale che per l'estesissimo panorama che nelle belle giornate è possibile ammirare dalla cima. E' un'ascensione che si compie in due giorni, utilizzando come ottimo punto d'appoggio il famoso e grande Rifugio Marinelli m. 2813 del CAI di Sondrio che può ospitare oltre 200 persone. Per il pernottamento è consigliabile prenotare (solitamente è una meta frequentatissima..!). Tel. 0342-511577. Piacevole e divertente la cresta che dalla Forcola Bellavista conduce in vetta !

descrizione itinerario:
Accesso :
La diga di Campo Moro 1990 m è raggiungibile staccandosi a sinistra dalla SS 38 all'ingresso di Sondrio e percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada è sterrata (Milano-Sondrio 130 km; Sondrio-Franscia 24 km; Franscia-Campo Moro 9 km). Dal piazzale parcheggio all'altezza dello sbarramento della diga si percorre il muraglione per poi scendere, tramite una stradetta, ad uno slargo sottostante. Traversatolo, si trova il cartello per i rifugi Carate e Marinelli-Bombardieri. Si segue il sentiero che con numerose svolte risale per cenge la sovrastante parete portando su un panoramico poggio boscoso. Si piega ora verso Nord-ovest in leggera salita e poi in piano per aggirare le propaggini Sud-ovest del Sasso Moro. Verso i 2200 m, (qui da sinistra proviene il sentiero che sale dall'Alpe Musella) nel grande vallone, compreso fra il Monte delle Forbici e il Sasso Nero, la salita inizia a farsi di nuovo ripida. Si giunge così con percorso un poco monotono al rifugio Carate e alla Bocchetta delle Forbici 2636 m (ore 2). Superato il valico (da qui si apre una splendida visuale su buona parte del Gruppo del Bernina) ci si abbassa a mezza costa verso Nord su sfasciumi, aggirando la lunga diramazione Nord-ovest della cresta Ovest della Cima di Musella occidentale. La salita riprende per raggiungere un dossone morenico e piegare verso Est lambendo il laghetto glaciale ai piedi della minuscola Vedretta delle Cime di Musella.
Si traversa il torrente che si origina dalla vicina Vedretta di Caspoggio e si sale verso Nord-ovest ad aggirare verso destra la grande rupe sulla quale, già ben visibile, sorge il rifugio che si raggiunge con un ultimo ripido tratto a tornanti. (Ore 3,30 dalla Diga di Campo Moro).

Itinerario di salita :
Dal Rifugio Marinelli si prende il sentiero che parte dal piazzale verso sinistra, con le indicazioni per il Rifugio Marco e Rosa, che passa sotto la Cresta del Rifugio, poi si innalza tra gli sfasciumi, passando nei pressi di un torrentello. Risalendo tra sfasciumi e roccette, sempre su sentiero segnalato, si prende quota raggiungendo una conca detritica sotto il Passo Marinelli Occidentale.
Prima di raggiungere il Passo, si deve piegare a destra (abbandonando il sentiero che porta verso il Ghiacciaio di Scerscen e il Rifugio Marco e Rosa). Salendo su detriti o neve si raggiunge il Passo Marinelli Orientale m. 3120. Qui conviene legarsi in cordata.
Messo piede sul ghiacciaio (la Vedretta di Fellaria) si procede in piano verso destra, passando sotto lo sperone SE del Pizzo Argent e poi un tratto in leggera discesa raggiungendo una conca glaciale sotto il pendio che porta al Passo del Sasso Rosso (ben visibile verso sinistra).
Si sale ora con una serie di serpentine, cercando il passaggio migliore lungo il pendio, che è tagliato da numerosi crepacci (attenzione..!) raggiungendo quindi il Passo del Sasso Rosso a m. 3510 (ore 2,30). Dal Passo, si volge verso sinistra, sul ghiacciaio quasi pianeggiante (Altipiano di Fellaria) ma con alcuni crepacci puntando verso la ben visibile Forcola Bellavista m. 3688, ampia sella glaciale situata tra il Pizzo Palù (a destra) e il Monte Bellavista (a sinistra), che si raggiunge agevolmente (circa 40 min. dal Passo del Sasso Rosso).
Dalla Forcola di Bellavista si mette piede sulla cresta Nord-Est del Bellavista, che va seguita rimanendo sempre nei pressi del filo, scavalcando le cime quotate 3804 m. (la prima che si raggiunge dalla Forcola) e successivamente, con un lieve saliscendi anche le cime 3893 m. e 3892 m. sempre su una bella ed aerea cresta nevosa. Per raggiungere la cima principale e più elevata, si deve superare un tratto di misto che comporta alcuni facili passaggi di arrampicata (I, qualche metro di II). L'ultimo tratto è di nuovo facile, e per roccette o neve si raggiunge la vetta principale del Bellavista m. 3922, sormontata da un piccolo ometto e non molto spaziosa.
La cresta non è difficile ma a tratti affilata ed aerea. (ore 4,30 / 5,00 dal Rifugio Marinelli alla cima).
In discesa si ripercorre lo stesso itinerario seguito in salita.