Gabi (Parete del) Miglioramento in serata

difficoltà: 6b / 6a obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1350
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 140

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: otaner
ultima revisione: 21/05/10

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

accesso:
Da forno Alpi Graie, dove si lascia l’auto, si imbocca al fondo del paese il sentiero segnato per il Colombin e il Colle della Piccola. Lo si percorre per circa 20 minuti, fino a quando si arriva nel pianoro alluvionale del Gaby, all’altezza del torrente e dopo aver effettuato un tratto in decisa discesa.
In questo spiazzo, avendo sulla destra un’evidente pietraia, si reperiscono alcuni ometti che segnalano l’imbocco di un sentiero ascendente scavato nel terreno. Imboccarlo e rimontare la pietraia per tutta la sua lunghezza, sempre seguendo gli ometti. Traversare, al suo termine, leggermente a destra e portarsi, dopo un tratto interessato da alberi, sul fianco di una bastionata rocciosa. Imboccare una cengia evidente e uscire su una terrazza erbosa panoramica, dominata da una barra rocciosa strapiombante, incisa dalla fessura Welcome to the machine. Proseguire brevemente verso valle per traccia e raggiungere lo spiazzo alla partenza della via (nome alla base, spit rosso di partenza; 40 min da Forno Alpi Graie).

note tecniche:
si tratta di un'arrampicata prevalentemente atletica e molto varia, con camini placche e brevi strapiombi. La via è stata equipaggiata con spit fix da 10 mm dove non è possibile proteggersi.
La roccia è generalmente buona ma sono consigliabili un approccio ed una lettura della stessa un po’ più alpinistici.

Materiale:
Occorrono almeno otto rinvii, friend n° 0 e 2 (Ande), due corde da 55 m. Casco vivamente consigliato.

descrizione itinerario:
Attaccare la placca nerastra e portarsi a destra, su un muro leggermente strapiombante. Vincerlo aiutandosi con lo spigolo di destra 6b e attestarsi sotto alcune lame sporgenti. Salire in spaccata e raggiungere una placca, sulla quale ci si issa con un passo delicato a sinistra 5c. Ancora in traverso su prese migliori, per poi salire direttamente su piccoli appoggi 6a, uscendo alla terrazza erbosa della S1 su due spit.
Ripartire su alcuni gradini rocciosi e vincere una breve sporgenza 5b, proseguendo poi su una bella placca in aderenza.
Spostarsi a sinistra, vincere un breve tratto in spigolo 5b e poi traversare nuovamente a destra fino ad un diedro poco definito. Superarlo a destra per buoni appigli e affrontare la placca soprastante con buoni appoggi ma con chiodatura più lunga 5a. Uscire sulla terrazza sommitale per una breve rampa terrosa (S2 su due spit).
Salire una spaccatura sopra le sosta e afferrare con cautela una sporgenza rocciosa, sulla quale ci si issa utilizzando un appiglio un po’ alto (5c roccia mediocre). Entrare nel suggestivo camino soprastante apparentemente privo di appigli, ma di roccia solida. Reperire una bella maniglia sulla placca frontale e alzarsi in opposizione fino ad afferrare l’agevole fessurazione di fondo 5b. Essa permette di uscire sul ballatoio soprastante. Utilizzare la fessura orizzontale della radice del magnifico diedro che segue, attestandosi alla sua partenza. Percorrere detta fessura (in cui occorre piazzare le protezioni) con arrampicata faticosa, e vincere un tratto difficile su prese un po’ svasate 6a (sostenuto). Quando la fessura diviene fuori misura, cercare al meglio un incastro sul fondo, uscendosul terrazzo spiovente ove vi è la S3.
Scalare una sequenza di due muretti strapiombanti con un duro passaggio, cui segue un difficile ristabilimento 6b+. Afferrare la sezione che segue, sempre un po’ in strapiombo ma con buone prese. Salire un corto muretto 5b+ , poi un diedro aperto 5a, raggiungendola sommità dove vi è la S4 attrezzata su una betulla.

altre annotazioni:
Aperta da MArco Blatto e Francesco Collecchia nell'ottobre 2002,