Gran Paradiso (Giro del) Anello Valli Orco, Valsavaranche, di Cogne

difficoltà: OC / EC   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 440
quota vetta/quota massima (m): 3296
dislivello salita totale (m): 6200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: fstillavato
ultima revisione: 07/09/09

località partenza: Pont Canavese (Pont Canavese , TO )

cartografia: IGC n. 3 - Gran Paradiso

note tecniche:
Giro in senso orario del Gran Paradiso, unico 4000 tutto italiano. E' un percorso in tre tappe, che si snoda su stradine e sentieri non sempre adatti alla mtb. Necessaria una buona preparazione fisica, oltre che un'ottima capacità tecnica per affrontare, divertendosi, le discese, che in taluni tratti sono al limite. Le salite, salvo qualche breve tratto, sono quasi sempre pedalabili a condizione di avere molta gamba e un po' di tecnica. Per contro, la fatica è ripagata da un ambiente grandioso, con panorami mozzafiato. Il percorso è ricco di punti di appoggio per fermarsi a mangiare e a dormire. L'acqua è sempre facilmente reperibile. Sconsigliato il periodo di ferragosto per eccessivo affollamento dei sentieri e delle strutture ricettive.

descrizione itinerario:
I° tappa: Pont Canavese-Eaux Rousses.
Dislivello: mt. 2600-2700 circa. Ciclabilità: in salita 99%, in discesa 95%.

Percorrere la strada statale da Pont Canavese (mt.440) al Piano del Nivolet (mt. 2539). Proseguire su strada sterrata in direzione di Pont Valsavaranche. a circa 4 km dal Rif. Savoia, imboccare sulla sinistra un poco invitante sentiero (N.9) in salita, che dopo un po' il migliora e diventa ciclabile. Seguendo sempre il sentiero n.9 si perviene all'alpe di Plan Borgnoz e successivamente si scende prima nel vallone di Meyes per poi risalire ad un colle a quota 2800 mt.circa da cui si avvista il lago Djouan. Dal colle i primi 100 metri di dislivello di discesa sono ardui se non impossibili da fare in sella per via di gradoni e pietroni sul sentiero, poi il sentiero costeggiando il lato superiore del lago migliora fino a diventare “perfetto”. In prossimità della casa del parco di Orvieille (mt.2190) imboccare sulla destra in sentiero segnavia 8c che conduce fino a Eaux Rousses (mt. 1666) dove si conclude la prima tappa (possibilità di alloggio in albergo).


II° tappa: Eaux Rousses-Valnontey.
Dislivello: mt. 1750 circa. Ciclabilità: in salità 65%, in discesa 75%.

Molto semplice il percorso, senza possibilità di errore. Da Eaux Rousses (mt. 1666) imboccare il sentiero Alta via n.2 che conduce al Colle Lauson. I primi 150 metri disl. un po’ ostici, con bicicletta spesso a fianco, poi il sentiero migliora e diventa quasi interamente ciclabile fino a 300 metri disl. dal colle, a condizione di avere tecnica e gambe. Gli ultimi 300 mt. disl. sono un da incubo, il sentiero si impenna e in alcuni tratti sparisce per cui bisogna salire dritti su pietrisco e sfasciumi, con bici in spalle. Dal colle discesa su sentierino esposto il primo tratto, protetto in alcuni tratti da corde fisse, poi traverso e finalmente il sentiero che conduce al rif. Vittorio Sella diventa perfettamente ciclabile fino al rifugio stesso. Dopo il rifugio il sentiero mantiene ancora per un po’ una discreta ciclabilità, fino a cessare quasi del tutto quando passa sul lato destro del torrente (mt. 2250 circa), in prossimità di un ponte, per riacquistare una discreta ciclabilità fino a Valnontey negli ultimi 200 metri disl., dove si conclude la seconda tappa.


III° tappa: Valnontey – Pont Canavese.
Dislivello: mt. 1800 circa. Ciclabilità: in salità 95%, in discesa 70%.

Dall’abitato di Valnontey scendere su strada asfaltata fino a Cogne (mt. 1534) per poi risalire fino a Lillaz (mt.1617) eventualmente utilizzando la pista pedonale. A Lillaz imboccare la stradina (itinerario n. 10) che conduce al Rif. Sogno di Berdze (mt. 2530). Il primo tratto è ripido e asfaltato. Poi la pendenza diminuisce e la stradina diventa sterrata. Transitando davanti alla chiesetta del Cret (mt. 2020) e ad una magnifica cascata, con regolare pendenza si perviene al rifugio. Dal rifugio puntare alla Finestra di Champocher (mt.2828), facilmente individuabile per la presenza di un traliccio dell’alta tensione, che si raggiunge brevemente percorrendo il sentiero abbastanza pedalabile. Dalla Finestra di Champocher ci sono due sentieri, entrambi conducono al Rif. Dondena (mt.2200). Quello a sinistra (n.7b) è più diretto e (forse) più ciclabile. Quello a destra (n.7) transita dal lago di Miserin è costringe a qualche tratto con bici al fianco. Dal rifugio Dondena (ottima zuppa valpellinese) imboccare una stradina sterrata molto ripida che conduce all’arrivo della nuova seggiovia di Champocher (mt. 2500 circa). Da qui parte un’altra sterrata che perdendo prima un centinaio di metri risale al colle di Larissa (mt. 2584). Dal colle imbocchiamo il sentiero che scende in val Soana. I primi 300 metri, seppur molto impegnativi, sono in qualche modo “ciclabili”, dopo di che, salvo qualche raro tratto, bisogna rassegnarsi alla bici al fianco fino a raggiungere una sterrata che rapidamente conduce a Piamprato Soana (mt.1550). Circa una ventina di chilometri di asfalto separano Piamprato a Pont Canavese, dove si chiude il cerchio.