Sciora (Pioda di) Spigolo NW Via Bramani

difficoltà: D+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1252
quota vetta (m): 3239
dislivello complessivo (m): 1987

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: quelo64
ultima revisione: 22/08/09

località partenza: Parcheggio di Laret in Val Bondasca (Bondo , Maloja )

punti appoggio: Capanna Sciora, 2120 m

note tecniche:
Lunghissima e non difficile galoppata su uno degli spigoli più belli del circo della Bondasca. Allo stato attuale di chiodatura la via è poco più difficile dello spigolo nord del Badile. L'arrampicata si snoda su 23 lunghezze di corda, quasi tutte molto lunghe, per uno sviluppo totale superiore ai 1000 metri su un dislivello dall'attacco di circa 700. Le soste sono quasi tutte su anelli cementati che si utilizzano anche per la discesa.

descrizione itinerario:
Accesso: da Bondo si sale in val Bondasca con strada a pedaggio (costo 12 CHF oppure 9 Euro) fino al parcheggio di Laret al termine della sterrata (quota 1250 circa).
Si prosegue su ripido sentiero che in circa due ore di faticosa salita porta alla Capanna Sciora, 2120 m. Dal rifugio si segue per circa 15 minuti il sentiero per il Passo di Cacciabella. Raggiunta la sommità di un dosso erboso, si abbandona il sentiero e si piega a destra (ometti) e si attraversa lungamente in leggera salita tra grossi massi fino a raggiungere la cresta della morena che si affaccia sul circo glaciale sotto le Sciore. Si attraversa il nevaio e per un breve canale roccioso (passi di 3) ci si porta al colletto tra un dente staccato e lo spigolo vero e proprio, salendo poi per placche inclinate fino alla base di un risalto ripido dove si trova una targa ricordo. Qui è l'attacco. Circa 1.30 ore dal Rifugio. Con neve dura o ghiaccio è meglio avere ramponi e piccozza per l'attraversamento del nevaio.

Salita:
Si sale inizialmente per 3 lunghezze di corda a destra dello spigolo, per placche e diedrini un po' erbosi (3 e 3+). Una volta raggiunto lo spigolo, lo si segue per 4 lunghezze su placche incise da fessurine superficiali (difficoltà di 3, 4 e passi di 4+). Dove lo spigolo comincia a raddrizzarsi in vista del grande strapiombo, si sale una lunghezza per fessure su roccia chiara (4+, 2 chiodi), poi un diedro erboso da cui si esce a destra (4, 1 chiodo ed 1 spit).
Si vince lo strapiombo con due tiri brevi, il primo verso sinistra in placca (5-, 2 chiodi), poi tornando a destra alla radice del tetto e salendolo dove è meno sporgente (5+/A1, 5 spit e 4 chiodi). Seguono 8 lunghezze sulle belle placche inclinate della parte superiore dello spigolo (difficoltà sempre tra il 3 ed il 4+, qualche spit in posto). Un risalto più ripido si sale obliquando da destra a sinistra (5-/5, 3 spit), uscendo su una terrazza con grossi blocchi. Attraversata la terrazza, si sale una bella placca (4, 2 spit) sostando su anellone. Da qui si attraversa a destra a prendere un canale che con due facili lunghezze porta in vetta.

Discesa:
si svolge con 21 corde doppie lungo l'itinerario di salita. La prima doppia parte dall'estremità nord della cresta di vetta, sulla verticale della sosta 21, prima dello spostamento a destra verso il canale terminale (anellone sotto un breve caminetto con lama incastrata). Con 19 calate, quasi tutte molto lunghe, si torna alla targa alla base dello spigolo. Un'altra calata su anellone riporta al colletto, quindi con un'ulteriore calata su due spit con maillon (evidenziata da un grosso ometto) si raggiunge il nevaio basale. Consigliate anzi quasi indispensabili due corde da 60 metri.