Eyssina (Pointe de l') da Col de Vars per il Col du Crachet

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 2108
quota vetta/quota massima (m): 2837
dislivello salita totale (m): 730

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 80% di copertura

contributors: robert luciano66 Andrea81
ultima revisione: 17/08/09

località partenza: Col de Vars (Saint-Paul-sur-Ubaye , 04 )

cartografia: IGN 1:25.000 3538 ET Aiguille de Chambeyron

bibliografia: dal colle della maddalena al monviso

accesso:
Da Cuneo si risale la Valle Stura di Demonte sconfinando al Colle della Maddalena in territorio francese. Si scende verso Saint Paul sur l'Ubaye e quindi si sale al Col de Vars.
Da Torino si risale la Valle di Susa fino al colle del Monginevro, quindi Briançon e si continua per Gap fino a Guillestre. Qui si seguono indicazioni per col de Vars, tralasciando poi la deviazione per Risoul. Al colle ampio piazzale per posteggiare l'auto

note tecniche:
Il percorso è breve ma da non sottovalutare il superamento del non lungo ma ripidissimo pendio del Col du Crachet se innevato (piccozza e ramponi).
Sulle Carte des Alpes del Bourchet (1754), questa cima appare come Pointe de Crachet.

descrizione itinerario:
Dal Col de Vars, lasciando a sx il cocuzzolo di quota 2305 m,s i percorrono verso ovest le ondulazioni (larici isolati) fino al vallone conca sotto il Col du Crachet. Il sentiero compie numerose svolte per addolcire la salita, e quando ci si ritrova sopra una barra rocciosa, questo compie un traverso verso sinistra per aggirarla. Superatala si perviene ad un piccolo ripiano, con una nuova barriera rocciosa a destra, si prosegue quindi sulla sinistra raggiungendo il Col du Crachet 2631 m. Il tratto qui salito in presenza di neve può richiedere utilizzo di ramponi.
Da quì la cima è visibile in direzione nord sullo sfondo; si percorre la traccia (evidente ma non segnata ufficialmente) che percorre un lungo traverso a mezza costa, in leggera salita, prima per dossi erbosi e poi per un pendio detritico (insidioso con ghiaccio o neve) per aggirare un cucuzzolo. Superatolo si torna sul filo della dorsale di erba e massi, giungendo all'erta finale. Si percorre la cresta finchè questa non presenta una paretina rocciosa, la quale può essere superata direttamente con facile arrampicata (ma su terreno friabile) oppure più comodamente si passa sul versante sinistro seguendo la traccia che aggira le roccette, e poi con una sorta di breve canalino tra i detriti, si raggiunge l'aerea e panoramica cima (piccolo ometto di pietre).