Cavalcorto via del mattino dopo

difficoltà: 6a+ / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 2500
sviluppo arrampicata (m): 370
dislivello avvicinamento (m): 1400

copertura rete mobile
tim : 40% di copertura

contributors: ilcontevlad
ultima revisione: 27/07/09

località partenza: val di mello (Val Masino , SO )

punti appoggio: bivacco molteni valsecchi

bibliografia: regno del granito (Gaddi), la gialla di maspes, sertori versante sud

note tecniche:
Via davvero molto bella, sicuramente poco percorsa ma molto meritevole!
In via pochissimi chiodi, soste tutte da attrezzare su spuntoni. Roccia ottima, i licheni distrurbano un po’ la L3 e la L4, ma si passa lo stesso.
Portare una serie di friend fino al 3 BD, magari il n.1 doppio, nut inutili. Magari un paio di chiodi.

Avvicinamento: dalla base della cascata del ferro si segue il sentiero che si inoltra in alta valle del ferro. Arrivati alla casera del ferro superiore (circa a 2000 m di quota) si taglia a sx sotto l’evidente parete, circa 3 ore e 30 dalla macchina. La casera è chiusa a chiave, o si bivacca tra i sassi o è comodo salire fino ai 2500 m del bivacco molteni valsecchi. Possibile in giornata.

descrizione itinerario:
Dalla base della parete SE del cavalcorto si sale il canale che punta a sx, per roccette facili. Arrivati al colletto col il particolarissimo masso “ad incudine” si continua in cresta facile fino a sotto un caminetto con vecchio cuneo di legno. Qui conviene legarsi. Con 3 tiri facili su placchette e cengette si arriva alla base dello spigolo dell’anticima, allo sbocco del canale Tarca (possibile discesa). Qui conviene lasciare zaini e scarponi.

L1: su per la fessura sulla dx (vecchio cuneo invisibile dalla base), poi caminetto. Qualche vecchio chiodo, sosta su clessidra. 50 m, V+

L2: lunghezza da favola, da sola vale il giro! Si continua per l’evidente fessura-rampa che poi si trasforma in una lama stupenda ed esposta. Sosta uscendo a sx, spuntoni. Niente in via., 55m, V sostenuto

L3. si traversa a sx (passaggio expo x il secondo), chiodo in una lametta, poi bel diedro. Sosta su spuntoni, da integrare. 35 m, VI+

L4: si traversa a dx, chiodo, fino ad uno spit storto, poi dritto per placca e fessurine un po’ sporche. Sosta su spuntone. 55 m, VI+

L5: caminetto marciotto dritto o meglio sulla dx x fessurine, sosta su grosso spuntone sul filo dello spigolo, 35 m, V+

L6: a sx in un diedrino, poi caminetto stretto e faticoso (qualche vecchio chiodo). Fessurina dritta fino ad uno spit, V e VI, poi traversino a dx su placchetta e fessurina svasa, nut incastrato, passaggio chiave, VII-. Sosta poco sopra su 2 spit, in comune con la via “Giovani Marmotte”.

Da qui la via originale taglia tutto a dx per 2 tiri. Prima placchette, VI, e poi va a prendere un canaletto che porta in cima, III.

Molto più elegante proseguire invece dritti sul filo maestoso dello spigolo lungo le ultime 2 lunghezze di Giovani Marmotte, soluzione da noi seguita:

L7: dritti sul filo dello spigolo per placche un po’ lichenose, 50 m, VI+, spit lontani in via, sosta su spit.

L8: per diedrini fisici prima a dx e tornando a sx a sosta a spit. Niente n via. Si è così in vetta all’anticima.

Se si vuole andare sulla cima vera scendere al colletto tra le due cime e un tiro facile porta sulla cima principale.

Discesa, 2 possibilità:
1) in doppia su spit da Giovani Marmotte, non si ripassa però dall’attacco alla base del canale tarca ma si arriva in fondo alla parete, bisogna portarsi in via gli scarponi..
2) si scende al colletto tra le due cime e si individuano le doppie che scendono nel canale tarca.
Sono 7 doppie sempre evidenti, attrezzate su chiodi, cordini ancora decenti, magari cambiare i moschettoni.
Una volta tornati all’attacco altre 3 doppie portano alla base del caminetto con cuneo fatto in salita. Da qui al colletto e alla base della parete x tracce.