Mongioia o Bric de Rubren e Monte Giuep anello da S. Anna di Bellino

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1840
quota vetta (m): 3340
dislivello complessivo (m): 2100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: rudolph
ultima revisione: 27/08/10

località partenza: S. Anna di Bellino (Bellino , CN )

punti appoggio: Bivacco Boerio 3089 m

cartografia: I.G.C. 6

note tecniche:
Giro molto bello ma da non sottovalutare per 3 buoni motivi:
1) Il percorso che arriva al col Longet è per lunghi tratti non segnato ed in caso di nebbia è facile perdersi.
2) Il passaggio che arriva alla cima del Mongioia (evitabile) è facile ma molto esposto, bello da fare in salita.
3) Il dislivello e lo spostamento sono notevoli, è una gita che richiede dalle 7 all 9 ore, conviene partire molto presto onde evitare il rischio di temporali e godersi il panorama mozzafiato

descrizione itinerario:
Da S.Anna di Bellino (parcheggio dopo il ponte sullo sterrato) si prende il sentiero U26 che passa sotto la Rocca Senghi, e dopo una serie di svolte su un pendio erboso, sbuca nel pianoro deò Vallone Di Rui, disseminato di baite. Lo si attraversa stando sulla sinistra orografica fino a circa 2400 m in corrispondenza della grangia Sarmicel si abbandona il sentiero e si volta a sx per un ripido pendio di pratone di circa 150m; a circa 2500 m si vedono le grange Sablus e si punta in quella direzione.
Alle grange c'è un sentiero che fa un lungo traverso a dx e che porta ad attraversare un torrente, subito dopo si affronta un ripido e faticoso pendio di sfasciume mobile (ho fatto 3 ometti per dare un'idea della direzione, non c'è percorso obbligato).
Si sbuca in ampio circo di sfasciumi e si piega a sx per pratoni arrivando al col Longet; in breve si sale al Giuep (ometto).
Tornati al passo si prende una traccia su sfasciume fine e si taglia il costone ovest sotto al Giuep (attenzione in caso di neve dura) arrivando al passo Mongioia e di qui alla cima attraverso alcune rocce facili ma molto esposte (esiste anche una via "più facile" in cui non occorre toccare quasi roccia con le mani).
Dalla cima si arriva al bivacco Boerio e di lì verso l'evidente monte Salza a cui si giunge tramite un ripido ma ben tracciato sentiero su sfascuimi.
Il ritorno si fa sul sentiero "normale" per il mongioia, vale a dire l'U67.