Ale Lunghe (Costa) Traversata per cresta da OSO a ENE

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1585
quota vetta (m): 2931
dislivello complessivo (m): 1500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: abo
ultima revisione: 01/10/16

località partenza: Castello (Pontechianale , CN )

punti appoggio: Bivacco Bertoglio, Rif. Alevè, Rif. Bagnour

bibliografia: Guida monti d' Italia - Monte Viso (M. Bruno); 90 scalate su guglie e monoliti (G.C. Grassi); Monviso e le sue valli (G. Berutto)

accesso:
Dal park poco prima di Castello seguire senza possibilità di errore il sentiero che sale al Rif. Bagnour e da lì si addentra nel vallone del Duc. Intorno a q. 2400m si abbandona il sentiero principale per seguire verso sx una serie di tracce poco marcate che risalgono verso il passo del Ranco (2671m).

note tecniche:
Classico percorso su cresta irta di torrioni. L'itinerario tocca la Punta Occidentale (2883m), evita il Campanile delle Ale Lunghe, raggiunge la Punta Centrale (2890m) e termina infine sulla Punta Orientale (2931m), con uno sviluppo di circa 1000m.
Materiale: un gioco di nut, qualche friend medio-grosso, cordoni e/o fettucce, martello utile per controllare i chiodi alle soste, corda da 60m necessaria per le doppie.
La cresta non presenta un filo ben definito e netto, salvo in alcuni tratti, e quindi l'itinerario è caratterizzato da molteplici varianti. Le difficoltà si attestano comunque intorno al III, qualche passo di IV discontinuo. Roccia buona anche se spesso lichenata nell'ultima parte.
Il dislivello tiene conto delle numerose discese e risalite.

descrizione itinerario:
Dal Passo del Ranco si volge verso ENE in direzione della cresta, caratterizzata da una prima parte facile di blocchi accatastati. Si aggira un primo monolito sulla dx e per facili gradini e un successivo canalino-diedro sulla dx si vince il primo risalto della cresta (variante: questo salto può essere affrontato con maggiori difficoltà a sx, primo lungo uno spigolo, III+, quindi entrando in una fessura camino, IV-, che porta ad una grossa lama, III). Si discende qualche metro e si raggiunge il risalto successivo, che si supera per una paretina di roccia rossa verticale, alta c. 15 m. Seguire la cresta tenendosi a sx, rimontando una fessura camino con blocchi incastrati sul fondo (III, 10 m), oppure lungo un camino squadrato di 10m sulla dx (IV+). Passare poi poi facilmente tra due torrioni e scendere per circa 4 m. Salire il torrione che segue per una grande fessura sinuosa di circa 15 m (III-); abbassatisi di un paio di metri, si risale un altro torrione vincendo i primi metri verticali; il tratto restante è facile. Si scendo un gradino (ch. con cordino) e si risale una placca, quindi si scende uno scomodo strapiombo di un metro e mezzo (tratto evitabile e aggirabile scendendo sulla dx qualche metro da sotto il salto col chiodo), quindi riprendere a salire al centro del torrione successivo lungo una bella serie di placche giallastre. Sulla sommità si trova una sosta (2 ch. e cordone), per una doppia non indispensabile, altrimenti scendere alcuni metri ad un terrazzino quindi, per una cornice sul versante S, ad un gradino, ove è attrezzata una sosta per una corda doppia di una decina di m (3 ch. e cordoni già in posto). Scavalcare un tozzo torrioncino (cordone attorno ad un masso in cima) e scendere sull’altro lato per breve tratto sul filo di cresta, incontrando l’ancoraggio della seconda corda doppia (2 ch. e cordoni, 20 m); volendo è possibile fare una doppia di 30m direttamente dal cordone sul blocco in cima. Salire nel centro la parete successiva presso due fessure parallele (III) oppure sulla dx in una fessura camino (IV-) raggiungendo un canalino detritico. Proseguire verso destra su belle placche gradinate (II, passi di III-) arrivando sull’aerea vetta della Punta Occidentale.
Ignorando sulla sx una sosta (3 ch. e cordone, utile in caso di verglass) abbassarsi nel canalino sotto la cima di 10 m (II), ove si trova l’ancoraggio di un'altra calata (3 ch. fettuccia+cordone, 25 m). Aggirare a N l’elegantissimo Campanile, passando tra questo ed un altro torrione, sotto un ciclopico lastrone appoggiato. Al colle termina l’it. classico dei primi percorritori, essendo possibile divallare per canali detritici su entrambi i versanti. È interessante invece continuare per i due ulteriori risalti delle punte Centrale e Orientale con difficoltà analoghe alle precedenti. Aggirare lato sud alcuni gendarmi e raggiungere la base del risalto seguente, salire sulla dx per rocce articolate (II, III-) che fiancheggiano a N un canale detritico. Per rocce rotte alla vetta della Punta Centrale. Scendere all’intaglio successivo sotto l’ultima impennata, quindi traversare a dx su cengetta per 10 m (ometto). Un passo a destra (III), poi salire un diedro fin sotto a dei blocchi giallastri, che si superano verso sx (IV -), poi facilmente raggiungere una fessura di 5 m (lll+) che porta in vetta alla Punta Orientale (ometto).
Discesa: dalla cima si traversa brevemente ad una punta di quota simile e di lì si continua con difficoltà minori fino al termine della cresta (in quest'ultima parte caratterizzata da un'infinità di modesti torrioncini e gendarmi da scavalcare o aggirare, numerosi passi di II). Si raggiunge quindi una depressione sotto le pendici di P.ta Malta, si traversa circa in piano fino a reperire qualche raro ometto che scende dalla dorsale occidentale della Malta e che conduce presso il Lago Bertin al sentiero U10, che riporta a valle.

altre annotazioni:
Prima salita: S. Bessone e B. Daniele 31/8/1954